martedì 30 ottobre 2018

Imparare a ballare sotto la pioggia (Gandhi)



La vita non è aspettare che passi la tempesta, 
ma imparare a danzare sotto la pioggia. 

Gandhi
Un'amica, grande sostenitrice del blog, mi ha mandato questa affermazione di Gandhi. Come ogni gesto fatto per amore, anche questa frase è arrivata al momento giusto. Grazie M. !

lunedì 29 ottobre 2018

I figli della speranza

La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. 
Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle.
Sant’Agostino

sabato 27 ottobre 2018

Dio è...

Dio è ciò che sanno i bambini, non gli adulti. 
Un adulto non ha tempo da perdere nel nutrire un passero. 
                       Christian Bobin, scrittore e poeta francese

venerdì 26 ottobre 2018

La ricchezza dell'origine (A. Paoli)

...affidarsi al baratro. Guardandolo negli occhi, si scopre infine che il nulla contiene la ricchezza dell’origine. In principio era il nulla… Bisogna avere la pazienza del nulla, non scacciarlo come un demonio, non affrontarlo con il nostro coraggio, ma accettarlo, rispettarlo nella sua qualità di nulla.
Arturo Paoli
Da S. Pettiti, Arturo Paoli, Ne valeva la pena, San Paolo, Cinisello Balsamo 2010, p.81.

giovedì 25 ottobre 2018

Non essere amati


Non essere amati è solo sfortuna; non sapere amare è una tragedia.
                                                          Albert Camus

mercoledì 24 ottobre 2018

Ogni amico

Ogni amico rappresenta un mondo dentro di noi, un mondo che non sarebbe eventualmente nato senza il suo arrivo, ed è solo grazie a questo incontro che nasce un nuovo mondo.
                                   Anaïs Nin (1903-1977), scrittrice statunitense.

martedì 23 ottobre 2018

Quando poi davanti a te... (Susanna Tamaro)

Certe frasi di Susanna Tamaro restano come lampade che illuminano la strada da percorrere...

Quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne uno a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la tua stessa profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno che sei venuta al mondo. Senza farti distrarre da nulla, aspetta, aspetta ancora, stai ferma in silenzio e ascolta il tuo cuore. E quando poi ti parla alzati e va’ dove lui ti porta, va’ dove ti porta il cuore.

Da Va’ dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro
foto da internet

lunedì 22 ottobre 2018

Cerchio di Pierluigi Cappello






É uscito a settembre un nuovo libro libro di Susanna Tamaro Il tuo sguardo illumina il mondo, che è una lunga lettera all’amico poeta friulano Pierluigi Cappello (1967-2017).
Da Azzurro elementare, Poesie 1992-2010 (Pur Rizzoli, 2013), scelgo una poesia di Pierluigi.



                              CERCHIO
Venga la notte e si posi piano e senza rumore
scrivendo di buio la pagina dei sogni
con mano più leggera del soffio di dio;

che il sogno alzi corone di dolcezza
e che ti porga la forza del freddo,
la polvere e il ghiaccio dell’occhio della luna;

qui, dentro la notte che si consuma,
con meno forza di prima due occhi
l’orma che avevano dietro domani la guarderanno davanti. 
Pierluigi Cappello

Foto da internet: Susanna Tamaro e Pierluigi

domenica 21 ottobre 2018

Gli innamorati...


I virtuosi camminano
I sapienti corrono
Gli innamorati volano

Detto medievale citato da padre E. Ronchi
(conferenza Innamorarsi della realtà, Sala Sarpi, Convento S. Maria del Cengio, Isola Vicentina, 4 ott. 2018)



sabato 20 ottobre 2018

Essere gentili sempre







Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. 
Sii gentile, sempre.
Platone

venerdì 19 ottobre 2018

Tardi t'ho amato

Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. 
Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori, e là ti cercavo. 
E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. 
Eri con me e io non ero con te.
Sant’Agostino

giovedì 18 ottobre 2018

Charles Aznavour esce dalla scena per restare



Il 1° ottobre è scomparso dalla scena   Charles Aznavour. Un gigante che  ha accompagnato la storia di molti e molti. 
Cantante della vita e per questo resta ad accompagnare chi ama la vita.

Copio una delle sue canzoni, in versione italiana, che nella tragicità sprigiona nobiltà e poesia. 



Devi sapere (Il faut savoir) 

Devi sapere ancor sorridere
Quando il bel tempo se ne va
E resta solo la tristezza
E giorni d'infelicità.
Devi sapere
Che in quest'angoscia
La dignità devi salvar
Malgrado il male che tu senti
Devi partir senza tornar;
Preghi il destino che ti disarma
Per pietà non mi far morir.
Devi sapere celare il pianto
Ma il mondo è nato per soffrir.

Devi sapere lasciar la tavola
Quando all'amor non servi più
Alzarti con indifferenza
Mentre in silenzio soffri tu.
Devi sapere celar le pene
E mascherare il tuo dolor;
Tenere l'odio in te nascosto
E aver l'inferno in fondo al cuor.
Devi sapere restar di ghiaccio
Pur se il tuo cuor brucia di rancor,
Devi sapere lasciar la vita
Ma l'amo troppo ancor
E dirle addio non so
Devi saper... però...
Io non lo so!

mercoledì 17 ottobre 2018

La scommessa di Pascal






Se Dio non c’è ed io ho creduto in lui, ho perso poco.
Ma se Dio c’è e voi non avete creduto in lui, avete perso tutto.

Blaise Pascal (1623-1662)

martedì 16 ottobre 2018

Il deserto




Il deserto con la sua durezza e la sua povertà, può costringere l’anima a mettersi davanti a Dio e a se stessa.
Arturo Paoli
Da S. Pettiti, Arturo Paoli, Ne valeva la pena, San Paolo, Cinisello Balsamo 2010, p.82.

Foto da internet

lunedì 15 ottobre 2018

La moglie

Faccio un lavoro con turni di notte. Un giorno ho avuto il sentore che mia moglie mi tradisse. La vedevo curarsi più del solito. Una sera, invece di andare al lavoro, mi sono appostato e infatti dopo qualche ora lho vista uscire e avviarsi verso una macchina dove cera qualcuno che laspettava. Quando lei mi ha visto ha cercato di scappare. Il ragazzo mi ha assalito con dei pugni. 
Ho gridato a tutti e due che avrei ucciso la bambina. Poi mi sono diretto a casa. Avvicinandomi al lettino della bambina sono scoppiato a piangere. 
Perché deve pagare lei le colpe della madre?. Lho presa, lho avvolta con una coperta e siamo andati insieme da mia sorella. 
Non avrei più voluto rivedere mia moglie, ma vedendo che la bambina la cercava, le ho fatto sapere che poteva tornare a casa. Soltanto per amore della figlia ho avuto la forza di ricominciare. 

(Un commovente racconto di un amico di Roma)

domenica 14 ottobre 2018

Tra i santi di oggi



Tra i santi proclamati oggi: 




Paolo VI




Oskar Romero

Il possesso di beni...


Il possesso dei beni e il dirsi cristiani, o peggio ancora ‘religiosi’, non funge da polizza per la felicità.
«Vendi quello che hai e dallo ai poveri…» (Mc 10, 21). Gesù non invita alla povertà ma alla condivisione: quello che possiedi trasformalo in relazione, a favore dell’altro.
Il possedere beni – di qualsiasi natura  è di fatto un ostacolo alla salvezza; l’accumulare solo per sé, rende la vita satura, impedendo al ‘sale’ che è Cristo, di rendere sapida e dunque sensata la vita. 
Solo se abbiamo il cuore libero da legami, da idoli cui votiamo l’esistenza, l’Amore potrà raggiungerci e con lui la possibilità di amarci vicendevolmente come fratelli.
                              Paolo Squizzato

Conclusione del commento al Vangelo della Domenica 28a del TO, anno B
https://www.paoloscquizzato.it/omelie/omelia-28a-domenica-tempo-ordinario-anno-b-2

sabato 13 ottobre 2018

Grido di Antonia Pozzi


Non avere un Dio
non avere una tomba
non avere nulla di fermo
ma solo cose vive che sfuggono –
essere senza ieri
essere senza domani
ed acciecarsi nel nulla –
– aiuto –
per la miseria
che non ha fine –


10 febbraio 1932

Antonia Pozzi (1912-1938)

Da Parole, Milano, Garzanti, 2001

venerdì 12 ottobre 2018

La vita è troppo bella (Chaplin)

Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e... ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)... ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca... e anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!
Charlie Chaplin

giovedì 11 ottobre 2018

Il Regno di Dio...




Il Regno di Dio comincia in questo mondo e non ha altro terreno in cui manifestarsi e incarnarsi se non quello della storia e della società politica.
Arturo Paoli

S. Pettiti, Arturo Paoli, Ne valeva la pena, San Paolo, Cinisello Balsamo 2010, p.48.

mercoledì 10 ottobre 2018

La vita va capita all'indietro...

La vita può essere capita solo all’indietro ma va vissuta in avanti.
Soren Kierkegaard (1813-1855), filosofo e teologo danese

martedì 9 ottobre 2018

Noi siamo i tempi






Sono tempi cattivi, dicono gli uomini. 
Vivano bene ed i tempi saranno buoni. 
Noi siamo i tempi.
Sant’Agostino

lunedì 8 ottobre 2018

La suocera

Una parente mi raccontava questa bella esperienza:

Da quando è rimasta sola mia suocera vive con noi. Le figlie, con scuse varie, lhanno rifiutata. Non è una persona facile. Un giorno mi sono resa conto che parlava a voce alta, da sola, e criticava fortemente ogni cosa che io faccio: come cucino, come tratto i figli, come tengo legato mio marito
Ero avvilita e amareggiata. Quando mio marito è tornato a casa mi ha vista in quello stato. Quando gli ho raccontato il fatto lui è scoppiato a ridere e mi ha incoraggiata a vedere la cosa dal lato comico. 
Ne abbiamo parlato con i figli che non erano sorpresi della cosa perché anche loro avevano assistito a imprecazioni contro di me. È nata una specie di congiura a volerle più bene.
Ora non mi sento sola e soprattutto mi accorgo che tutta la famiglia è unita ad aiutare” la nonna. 

domenica 7 ottobre 2018

L'autunno



L'autunno è una seconda primavera dove ogni foglia è un fiore.
                                                                      Albert Camus 

sabato 6 ottobre 2018

Oggi i poeti...

Oggi, quindi, tutti i veri poeti sono, chi più chi meno, dei mistici, e lo sono ben più di quanto non lo fossero nel Medioevo, molto più fortemente rispetto a quei tempi; forse perché oggi la maggior parte dei mistici diventano – per necessità – dei poeti. 

György Lukács(1885-1971), filosofo e critico letterario ungherese.
Foto di Ferenc Farkas

venerdì 5 ottobre 2018

Mettiti in gioco! (papa Francesco)

Gesù sempre ci chiama a prendere il largo: non accontentarti di guardare l’orizzonte dalla spiaggia, no, vai avanti. Gesù non vuole che rimani in panchina, ti invita a scendere in campo. Non ti vuole dietro le quinte a spiare gli altri o in tribuna a commentare, ma ti vuole in scena. Mettiti in gioco! 
Papa Francesco ai giovani a Palermo, 15 settembre 2018

giovedì 4 ottobre 2018

Francesco, sì Francesco... sulle orme del Vangelo


Ho letto Francesco il ribelle, un’avvincente viaggio con Francesco d’Assisi scritto da padre Enzo Fortunato, frate minore conventuale. Il cardinale Pietro Parolin nella prefazione spiega: “Questo libro ripercorre le parole, i luoghi e gli incontri di un uomo allo stesso tempo libero e obbediente. Così facendo non solo si descrive il percorso personale di un uomo, ma si delinea una cultura ispirata al Vangelo, in grado di dialogare con tutti”.
A conclusione del libro, l’Autore si chiede: “Non è forse lo stile del frate di Assisi che sta vivendo e proponendo papa Francesco? Certo, le responsabilità e le funzioni sono diverse. Il primo è un membro della Chiesa e il secondo è un pastore, ma l’obiettivo è simile: seguire e vivere le orme del Vangelo”.




Mentre leggevo il libro su Francesco mi trovavo in Ungheria dove ho avuto occasione di incontrare Csaba Böjte ofm, un francescano della Transilvania (Romania) famoso non solo nella sua terra ma in Ungheria e nell’est-Europa dove, con la collaborazione di volontari, accoglie dal 1992 bambini con situazioni familiari difficili. Oggi le case sono 82 con 2500 bambini. 
La Fondazione San Francesco, iniziata dal frate, ha lo scopo di aiutare i più piccoli, i più bisognosi. 
Mentre lui raccontava i “fioretti” che hanno illuminato, tracciato e incoraggiato il suo percorso, sentivo palpitare il carisma di Francesco. 




Il nostro motto 
La Fondazione San Francesco vorrebbe essere un grande albero e nei suoi rami accogliere i bambini, i giovani che vivono con fatica, che non hanno dove poggiare la loro testa.
Gli uccelli del cielo vengano con coraggio, possono riposare sui rami del grande albero, anche il nido se vogliono possono costruirsi e farsi un avvenire. Se pensano possono anche volar via, quando vogliono perché non vogliamo essere un recinto, una gabbia. 
(Traduzione mia del motto come è presentato nel sito della Fondazione)


mercoledì 3 ottobre 2018

Scommettere sul cambiamento dell'altro (E. Bianchi)



Traggo questa affermazione sul perdono da un’intervista a Enzo Bianchi, ex priore di Bose. Ogni sua dichiarazione ha profonde radici perché tale è la sua vita. 

“Il perdono vero non è una semplice assoluzione: bisogna che chi perdona riesca a immedesimarsi in chi ha compiuto il male; non deve dimenticare, ma scommettere sul cambiamento dell’altro”.

foto da internet

martedì 2 ottobre 2018

L'arretrato di pensione

Sono vedova e provvedo alle mie necessità con gli interessi, che riscuoto da una piccola somma che ho in banca e con il minimo della pensione di mio marito. Un giorno vengono da me alcuni amici che, sapendo che ero alle strette, mi hanno comunicato il loro bisogno urgente di denaro. Ho pensato subito che era Gesù che si presentava a chiedermi soldi. Sapevo però che per farlo, avrei dovuto prendere metà della somma in banca E che gli interessi sarebbero stati dimezzati. Per di più non ero sicura che quelle persone avrebbero potuto rimborsarmi. Ma dopo alcuni giorni, mi chiamano dal sindacato degli ingegneri, E mi dicono che ho diritto ad un arretrato di pensione di mio marito. Mi sono presentata ricevuto la somma, esattamente il doppio di quella prestata.

(questo fatto me l'ha raccontato Leyla, un'amica libanese)

lunedì 1 ottobre 2018

Parola di Vita - ottobre 2018

«Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge» (Gal 5,18).
L’apostolo Paolo scrive una lettera ai cristiani della Galazia (una regione che si trova al centro dell’odierna Turchia), che egli stesso ha evangelizzato ed ha molto a cuore.
In questa comunità, alcuni sostenevano la necessità per i cristiani di osservare tutte le prescrizioni della legge mosaica per essere graditi a Dio e raggiungere la salvezza.
Paolo invece afferma che non siamo più “sotto la Legge” perché Gesù stesso, Figlio di Dio e Salvatore dell’umanità, con la sua morte e risurrezione si è fatto per tutti Via verso il Padre. La fede in Lui apre il nostro cuore all’azione dello Spirito di Dio stesso, che ci guida e ci accompagna nelle strade della vita.
Secondo Paolo, quindi, non si tratta di “non osservare la Legge”, quanto piuttosto di riportarla alla sua radice ultima e più impegnativa, lasciandosi guidare dallo Spirito.
Paolo scrive infatti poche righe prima: «Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso» (Gal 5,14).
Nell’amore cristiano verso Dio e verso il prossimo troviamo infatti la libertà e responsabilità dei figli: sull’esempio di Gesù siamo chiamati ad amare tutti, amare per primi, amare l’altro come noi stessi, perfino chi sentiamo nemico.
«Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge».
L’amore che viene da Dio ci spinge ad essere persone responsabili in famiglia, sul lavoro e in tutti i nostri ambienti. Siamo chiamati a costruire relazioni nella pace, nella giustizia e nella legalità.
La legge dell’amore è il fondamento più solido della nostra socialità, come racconta Maria: «Insegno nella periferia di Parigi, in una zona svantaggiata e con una popolazione scolastica multiculturale. Svolgo progetti interdisciplinari per lavorare in équipe, vivere la fraternità tra colleghi ed essere credibili nel proporre questo modello ai ragazzi. Ho imparato a non aspettarmi subito i risultati, anche quando un ragazzo non cambia. L’importante è continuare a credere in lui e ad accompagnarlo, valorizzandolo e gratificandolo. A volte mi sembra di non riuscire a cambiare nulla, altre volte invece ho la prova tangibile che le relazioni costruite portano frutti, come è accaduto con una mia alunna che durante una lezione non partecipava in modo costruttivo. Le ho spiegato con calma e fermezza che per vivere in armonia ognuno deve fare la sua parte. Mi ha scritto in seguito: “Mi dispiace per il mio comportamento, non accadrà più. So che lei aspetta da noi azioni concrete e non parole, e voglio impegnarmi in questo senso. Lei è una persona che trasmette a noi alunni i valori giusti e la voglia di riuscire”» .
«Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge».
Vivere nell’amore non è semplice frutto dei nostri sforzi. È lo Spirito che ci è stato donato, e che possiamo continuamente chiedere, a darci la forza per arrivare ad essere sempre più liberi dalla schiavitù dell’egoismo e a vivere nell’amore.
Scrive Chiara Lubich: «È l’amore che ci muove, che ci suggerisce come rispondere alle situazioni e alle scelte che siamo chiamati a compiere. È l’amore che ci insegna a distinguere: questo è bene, lo faccio; questo è male, non lo faccio. È l’amore che ci spinge ad agire cercando il bene dell’altro. Non siamo guidati dal di fuori, ma da quel principio di vita nuova che lo Spirito ha posto dentro di noi. Forze, cuore, mente, tutte le nostre capacità possono “camminare secondo lo Spirito” perché unificate dall’amore e poste a completa disposizione del progetto di Dio su di noi e sulla società. Siamo liberi d’amare» (1)
Letizia Magri

1 C. Lubich, ‘Come il Maestro’, in «Città Nuova» 36 (1992/4), p. 33.