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venerdì 13 luglio 2018

La strada per Dio

Molti eremiti abitavano nei dintorni della sorgente. Ognuno di loro si era costruito la propria capanna e passava le giornate in profondo silenzio, meditando e pregando. Ognuno, raccolto in se stesso, invocava la presenza di Dio.
Dio avrebbe voluto andare a trovarli, ma non riusciva a trovare la strada. Tutto quello che vedeva erano puntini lontani tra loro nella vastità del deserto. Poi, un giorno, per una improvvisa necessità, uno degli eremiti si recò da un altro. Sul terreno rimase una piccola traccia di quel cammino. Poco tempo dopo, l'altro eremita ricambiò la visita e quella traccia si fece più profonda. Anche gli altri eremiti incominciarono a scambiarsi visite.
La cosa accadde sempre più frequentemente. Finché, un giorno, Dio, sempre invocato dai buoni eremiti, si affacciò dall'alto e vide che vi era una ragnatela di sentieri che univano tra di loro le capanne degli eremiti. Tutto felice, Dio disse: "Adesso si! Adesso ho la strada per andarli a trovare".
              Bruno Ferrero

venerdì 22 giugno 2018

Il filo di cotone (Bruno Ferrero)

C'era una volta un filo di cotone che si sentiva inutile. «Sono troppo debole per fare una corda» si lamentava. «E sono troppo corto per fare una maglietta. Sono troppo sgraziato per un Aquilone e non servo neppure per un ricamo da quattro soldi. Sono scolorito e ho le doppie punte... Ah, se fossi un filo d'oro, ornerei una stola, starei sulle spalle di un prelato! Non servo proprio a niente. Sono un fallito! Nessuno ha bisogno di me. Non piaccio a nessuno, neanche a me stesso!».
Si raggomitolava sulla sua poltrona, ascoltava musica triste e se ne stava sempre solo. Lo udì un giorno un mucchietto di cera e gli disse: «Non ti abbattere in questo modo, piccolo filo di cotone. Ho un'idea: facciamo qualcosa noi due, insieme! Certo non possiamo diventare un cero da altare o da salotto: tu sei troppo corto e io sono una quantità troppo scarsa. Possiamo diventare un lumino, e donare un po' di calore e un po' di luce. È meglio illuminare e scaldare un po' piuttosto che stare nel buio a brontolare».
Il filo di cotone accettò di buon grado. Unito alla cera, divenne un lumino, brillò nell'oscurità ed emanò calore. E fu felice.

                                    Bruno Ferrero, I fiori semplicemente fioriscono

domenica 24 dicembre 2017

L'augurio di Chiara M.


UN BAMBINO SPECIALE

C'era una volta un bambino speciale, in braccio a una mamma speciale che, invitato da un papà ‘molto speciale a partire per un viaggio speciale, volle guardare dov'era questo posto particolare e che avrebbe dovuto raggiungere.  Si affacciò a una finestra speciale e guardò sotto.
Quello che vide non gli piacque e cominciò a giocherellare con i grani di una collana speciale che aveva tra le mani la sua mamma.
Con le sue piccole dita, a ogni grano, si faceva una domanda: «Vado?, Non vado?». 
Aveva l'aria un po' triste, faceva grandi sospironi e gli occhi luccicavano un po'. 
«Che ti succede Gesù?», gli chiese la mamma. «Ho paura mamma - rispose il bimbo - lì sotto, c'è un colore scuro, un vento cattivo, un odore strano.  Tante persone litigano, urlano, fanno del male a chi vuole la pace, i bambini non sorridono più, i nonni piangono, i fiori, gli alberi, le farfalle non hanno più colori, l'acqua sembra fango, le nuvole sono grigie.  Perché devo andare lì?  Io sono solo un bambino...».

La mamma, cullandolo dolcemente gli disse: «Proprio per questo, Gesù, devi andare. Perché sei un bambino, e solo i bambini e le persone che hanno il cuore puro come il tuo riusciranno a ridare la bellezza al mondo che tuo padre aveva donato, ma che gli uomini hanno rovinato. Avrai un compito molto speciale, una volta arrivato lì. Chiamerai tutti i bambini del mondo, di tutti i colori, di tutte le razze, di tutti i paesi e racconterai a loro come insegnare ai grandi ad avere un cuore bambino, a sorridere come un bambino, a guardare come un bambino, a giocare come un bambino. Porterai con te tanti sacchettini che regalerai a ciascuno di loro. Dentro ci metterai un po’ di vento profumato e pazzerello per soffiare via la puzza del male, polvere di stelle per togliere le cose brutte, un arcobaleno per portare luce e colori dove non ci sono più, ma soprattutto un cuoricino pieno d’amore che, una volta tolto dal sacchetto, diventerà grande grande, come tutti i cuoricini degli altri bambini.  INSIEME copriranno tutta la terra fino a farla diventare un unico grande Cuore che batte d’Amore. Ti piace Gesù?».
Gesù ascoltava la mamma con gli occhi sgranati ma, quando lei ebbe finito di parlare, chiese: «Mamma, sarà bellissimo ma, se qualche grande non vorrà ascoltare noi bambini, che succederà? Io da solo come farò?».

La mamma gli sorrise e disse: «Non sarai solo Gesù, io sarò con te e ti aiuterò. Sai come faremo? Ogni bambino darà la mano a una persona grande e la persona grande ad un altro bambino e il bambino a un’altra persona grande e così via, così nessuno resterà solo e triste. Forse ci vorrà un po’ di tempo per riuscire a convincerli tutti, non sempre sarà facile, qualche volta piangerai Alla fine, però, ci sarà una grande Festa e una sorpresa per tutti. Ogni mano che avrà accolto e stretto un’altra mano, riceverà un regalo speciale: la calamita dell’Amore e con questa, tenendosi tutti per mano, si formerà un girotondo allegro e colorato che abbraccerà tutto il mondo. Un mondo finalmente NUOVO, vestito di PACE e di GIOIA. Allora Gesù, che ne dici? Anche papà Giuseppe ti sta aspettando…».
«Va bene mamma, preparami la culla…».

E tu? Cosa aspetti a stringere un’altra mano?

                 BUON NATALE e...
                                         BUON ‘SPECIALE’ ANNO NUOVO a TUTTI voi con tutto il mio affetto!

Chiara M.



martedì 5 settembre 2017

Il conto (2)


Preoccupato del senso della vita e dell'ultimo giorno, e soprattutto del Giudizio Finale, a cui prima o poi certamente sarebbe andato incontro, un uomo fece un sogno. Dopo la morte, si avvicinò titubante alla grande porta della Casa di Dio. Bussò, ed un angelo sorridente venne ad aprire. Lo fece accomodare nella sala d'aspetto del Paradiso.
L'ambiente era molto severo. Aveva il vago aspetto di un'aula di tribunale. L'uomo aspettava, sempre più intimorito.
L'angelo tornò dopo un po' con un foglio in mano, su cui, in alto, campeggiava la parola «conto». L'uomo lo prese e lesse: «Luce del sole e stormire delle fronde, neve e vento, volo degli uccelli ed erba. Per l'aria che abbiamo respirato e lo sguardo alle stelle, le sere e le notti ...». La lista era lunghissima.
«... Il sorriso dei bambini, gli occhi delle ragazze, l'acqua fresca, le mani ed i piedi, il rosso dei pomodori, le carezze, la sabbia delle spiagge, la prima parola del tuo bambino, una merenda in riva ad un lago di montagna, il bacio di un nipotino, le onde del mare...». Man mano che proseguiva nella lettura, l'uomo era sempre più preoccupato.
Quale sarebbe stato il totale? Come, e con che cosa, avrebbe mai potuto pagare tutte quelle cose che aveva avuto? Mentre leggeva con il batticuore, arrivò Dio. Gli batté una mano sulla spalla. «Ho offerto io!», disse ridendo,
«Fino alla fine del mondo… È stato un vero piacere!».
Bruno Ferrero
 da "I fiori semplicemente fioriscono", Elledici