Mi è capitato che, per una serie di associazioni di pensieri, mi si presentasse il ricordo di una persona.
Poi le circostanze mi hanno rivelato che, esattamente in quel tempo, quella persona mi stava "cercando".
Chi è il soggetto?
Foto mia
venerdì 9 dicembre 2011
mercoledì 7 dicembre 2011
Il Regista precisa le sue intenzioni
ringrazio quanti mi avete scritto per segnalarmi che il blog “era sparito”. Mi avete mandato
vari sms e tanti mi avete telefonato. Cosa ne deduco? Che l’interruzione tecnica, di cui non conosco ancora la causa, è stata rivelatrice di tanto affetto.
È stata anche una bella occasione di vedere quanti e con
quale interesse seguite il blog. Un vero incoraggiamento!
Il “Regista invisibile” usa tutte le circostanze per
precisare il suo discorso e ricordarmi che dietro “ogni” fatto, dietro ogni
sorpresa, c’è un suo messaggio.
Vi ringrazio tanto e ringrazio il Regista che non finisce
di stupirmi.
Oggi, 7 dicembre, festa nel Movimento dei Focolari per la
ricorrenza di quel “sì” di Chiara Lubich a Dio, seme della spiritualità che
informa la mia vita, il mio “sì” è anche un grazie a Dio, a Chiara e a ciascuno
di voi.
A presto!
TaninoFoto mia
giovedì 1 dicembre 2011
Coraggio di scegliere il "suo" programma
"Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!" (Lc 3,4)
Avendo fatto molti viaggi, mi sono sempre fatto
un programma giorno per giorno, se non addirittura ora per ora, delle cose da
fare.
Nella mia agenda spesso ho dovuto apportare dei
cambiamenti alle mie previsioni.
Un giorno, dopo un viaggio, osservando l’agenda,
ho notato che tutti i fatti non previsti erano migliori dei miei. Così ho preso
l’abitudine, prima di ogni viaggio di redigere un programma su due colonne, “Programma
mio” e “Programma tuo” e, meraviglia sempre nuova, il “programma tuo” risulta
sempre migliore del “mio”.
Siamo a dicembre, mese che porta al Natale.
C’è una frase nel Vangelo di Luca che mi ha aiutato a capire:
"Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!" (Lc 3,4).
Mi sono reso conto che per fare spazio alla
Verità, per non intralciare il cammino del Dio che viene incontro a me, per far
sì che sia Lui la Via, ho dovuto fare l’atto di coraggio di scegliere il suo
programma. E ciò non solo quando viaggio, ma sempre, ogni giorno, attimo dopo
attimo.
Di fronte alla bellezza del suo programma,
anche quando mi costa molto perdere il mio, devo riconoscere che il Regista
invisibile sa indicarmi qual è la mia vera realizzazione, la mia felicità.
Foto mia
mercoledì 30 novembre 2011
Un riconoscimento ai "giganti" del quotidiano
30-11-2011 di Redazione Città Nuova
Fonte: Città
Nuova
Assegnato ad
Agrigento il premio Telamone 2011 al collaboratore di Città Nuova Tanino
Minuta, per il suo impegno nel campo del giornalismo, della scrittura,
dell'insegnamento e del volontariato
Il 26 novembre scorso, nella
suggestiva sala Zeus del Museo archeologico della Valle dei templi di
Agrigento, dove troneggia uno dei telamoni che reggevano la trabeazione del
grande tempio di Giove Olimpico, si è conclusa la rassegna del premio Telamone
2011. Nato nel 1977 per iniziativa del prof. Paolo Cilona, presidente del
Centro azione e programmazione sociale di Agrigento(CE.P.A.S.A.), vuole
assegnare un riconoscimento visibile a quei siciliani che attraverso il loro
impegno in politica, nel giornalismo, nell’arte, nel sociale, contribuiscono a
far conoscere l'isola. Negli anni si è poi allargato a tutti quanti,
indipendentemente dalla provenienza, danno il loro sostegno, a livello
internazionale, alla costruzione di un mondo di pace.
Il premio si
lega indiscutibilmente alla storia dell’isola. Infatti, dando la parola a quei
siciliani che credono nella legalità, dimostra come il loro agire che pone al
centro l’uomo sia l’unica via per il futuro. Oggi l’umanità, non solo la
Sicilia, ha bisogno di persone capaci di agire anche controcorrente, da veri
“telamoni” appunto, da giganti. E Telamone diventa sinonimo di lotta al male,
di tensione all’unità e alla fratellanza universale.
L’elenco dei
premiati fa onore al premio ed alla stessa Agrigento che in questi anni di
attività ha potuto sfogliare, attraverso gli artefici della pace, la storia
dell’umanità. Vi troviamo scrittori come Sciascia e Camilleri, pittori come
Gianbecchina, editori come i Sellerio, scienziati come Zichichi, registi come
Tornatore, istituzioni come Medici senza frontiere, iniziatori di correnti
spirituali come Chiara Lubich. Quest’anno è stato assegnato ad un collaboratore
di Città Nuova, Tanino Minuta. Lui è di Agrigento, ma le motivazioni del
riconoscimento sono anche legate alla sua appartenenza al Movimento dei
focolari. Il premio consegnato a Minuta dallo stesso prof. Cilona dichiara:
«Premio Telamone 2011, XXXV edizione, al prof. Gaetano Minuta, giornalista,
scrittore impegnato, autore di importanti pubblicazioni dalle quali emergono le
qualità straordinarie del docente universitario illuminato e colto. Punto di
riferimento all’interno del Movimento dei focolari, dove nell’ampio spazio del
volontariato ha saputo e voluto creare aggregazioni umane, ricavandone
gratificazioni in termini di humanitas». Minuta, sorpreso e grato per il
premio, si diceva onorato di «unirmi a questo flusso positivo. Certo, fa più
rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Questa sera celebriamo la
foresta che cresce e, come ha ribadito il prof. Cilona, non guardiamo le
tenebre».
Foto di Natale Proto
articolo tratto da Citta Nuova Online:
domenica 27 novembre 2011
Premio TELAMONE 2011
Arrivando in Sicilia avevo notato la scritta:"Ali alle tue radici". Mi è sembrato un augurio e quasi una spiegazione del premio che venivo a ricevere ad Agrigento. Un riconoscimento che sostiene chi si adopera per la costruzione di una mentalità di bene.
Ali alle mie radici! Sì, far diventare le radici che legherebbero, delle possibilità di espansione e di volo!
Ringrazio quanti mi hanno voluto dare questo riconoscimento ma soprattutto quanti hanno contribuito e contribuiscono a farmi essere dono.
Foto mia
giovedì 24 novembre 2011
Il capolavoro SIMONA ATZORI
“Prendete la vita nelle vostre mani e fatene un
capolavoro!” Questa frase di Giovanni Paolo II è spesso citata da Simona
Atzori, pittrice, danzatrice e anche scrittrice, nata senza braccia.
Raccontava alla Festa dei Giovani a Jesolo nel
settembre 2007: “Qualcuno ha detto di me che alla nascita le mie braccia sono
rimaste in cielo. A me piace pensare che io sia stata progettata, sia stata
disegnata così, per riuscire, attraverso la mia arte, attraverso la mia danza,
attraverso la pittura ad esprimere la gioia di vivere, la mia gioia di vivere,
il mio mondo che è pieno di sorriso e che è pieno di voglia di dire che è
davvero bello stare qui, è davvero bello essere in questo mondo. E tutti noi
abbiamo il diritto ma soprattutto il dovere di celebrare proprio questo dono
straordinario che ci è stato dato”.
Foto mia
venerdì 18 novembre 2011
Mia moglie aveva bisogno di un amico
Gianluca è operaio. Eleonora,
è pittrice. Il loro è stato un matrimonio di grande amore ma, dopo la nascita
di Ruggero, le differenze cominciano a logorare le fondamenta di un rapporto
giudicato invincibile.
In una mostra Eleonora
conosce un pittore che le fa perdere la testa. Comunica a Gianluca la sua
intenzione di andare a vivere con il nuovo compagno, ma chiede di mantenere in
casa il suo atelier per dare a Ruggero la sensazione di continuità.
Gianluca, dopo qualche
notte insonne, per amore del figlio accetta la tragica farsa, ma vive un
momento di disperazione quando la moglie comunica di attendere un bambino e che
ha intenzione di andare via da casa definitivamente.
Per padre e figlio
seguono anni difficili. Gianluca aiuta il figlio a riconoscere nella madre i
tratti migliori e di accogliere la sorellina come un dono anche per lui.
Eleonora, dopo alcuni
anni si ritrova sola. Gianluca, attraverso amici viene a sapere della sua
situazione disastrosa. Era fallito anche un secondo rapporto con un ex drogato
che le ha fatto svendere tutte le sue opere lasciandola sul lastrico.
Attraverso Ruggero, le manda a dire che la casa è sempre aperta e che per lei e
la bambina avrebbe ricavato degli spazi indipendenti.
Inizia una strana,
nuova convivenza.
“Mia moglie ha trovato
in me un amico e tale cerco di essere mettendo a tacere ogni diritto o
speranza. Il passato è inesorabilmente passato. Mi sono chiesto mille volte da
dove mi venga la forza per non mollare. In paese la gente mi guarda come uno
stupido zimbello nelle mani di una donna capricciosa e volubile. Quanto amore
c’era tra noi! Lei, che sa parlare, diceva che l’arte è come l’amore: sa creare
dal nulla bellezze mai viste. Così vivevamo il nostro sogno ed eravamo convinti
che, pur avendo origini diverse, l’amore nostro era capace di creare dimensioni
nuove, originali”.
Eleonora mi confida: “Ti
sembrerà strano ma oggi la mia vena creativa è Gianluca. L’ho amato per la sua
bellezza, ma l’ho ritrovato come amico. È uno che ormai non chiede nulla per
sé. È un mistero impenetrabile e amabile. Vive come se fosse morto. No, non fa
compassione. Tutt’altro. Questa sua indefinibile purezza è una cosa che non mi
lascia in pace, mi fa da specchio. È un modello tremendo e affascinante, un
punto da raggiungere”.
Illustrazione: opera di Eva Sladeckova
Testo ridotto dalla mia pubblicazione su Città Nuova n° 21/2011
venerdì 11 novembre 2011
Dammi il supremo coraggio dell'Amore
Dammi il supremo coraggio
dell'Amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell'amore,
e dell'amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l'offesa,
ma disdegna di ripagarla con l'offesa.
Dammi la forza di amare
sempre
e ad ogni costo.
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell'amore,
e dell'amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l'offesa,
ma disdegna di ripagarla con l'offesa.
Dammi la forza di amare
sempre
e ad ogni costo.
Rabindranath Tagore
Foto mia
mercoledì 9 novembre 2011
LA VITA ... UN PRELUDIO
Rispondo a Marco
(vedi suo commento al precedente post)
Ciao,
Marco!
Mi
scrivevi fra l’altro: “tu mi sembri un convinto, un accanito assertore di una
vita che non finisce e consideri questa soltanto come un preludio. A cosa serve
una tale concezione? A oscurare l'evidenza del niente che ci divora?".
Marco,
non conosco quello che c’è dietro le tue parole, è difficile rispondere con “parole”.
Ti
dico soltanto che per me è stata ed è la vita stessa a spiegarmi il senso. E se
ti osservi bene, tu sai qual è il senso del tuo esistere. Lo sai, devi essere
il primo a credere in te stesso. Ci sentiamo anche via mail, se vuoi.
Auguri,
Tanino
Foto mia: Lago di Albano
sabato 5 novembre 2011
Il mio sì
Io sono creato per fare e per essere qualcuno per cui nessun altro è
creato.
Io occupo un posto mio nei consigli di Dio, nel mondo di Dio:
un
posto da nessun altro occupato.
Poco importa che io sia ricco, povero disprezzato o stimato dagli
uomini:
Dio mi conosce e mi chiama per nome.
Egli mi ha affidato un lavoro che non ha affidato a nessun
altro. Io ho la mia missione.
In qualche modo sono necessario ai suoi intenti
tanto necessario al
posto mio quanto un arcangelo al suo.
Egli non ha creato me inutilmente. Io farò del bene, farò il suo
lavoro.
Sarò un angelo di pace un predicatore della verità
nel posto che egli mi ha assegnato anche senza che io lo sappia,
purché io segua i suoi comandamenti e lo serva nella mia vocazione.
nel posto che egli mi ha assegnato anche senza che io lo sappia,
purché io segua i suoi comandamenti e lo serva nella mia vocazione.
John Henry Newman
Foto mia, tramonto sul lago
Iscriviti a:
Post (Atom)