sabato 28 maggio 2016

Tutto vince l'amore



L’odio non cessa con l’odio, 
in nessun tempo; 
l’odio cessa con l’amore: 
questa è la legge eterna.

Buddha Siddhārtha Gautama


venerdì 27 maggio 2016

"La valle del fare anima"

«… I corrotti e i superstiziosi chiamano comunemente il nostro mondo: "valle di lacrime". Da questa valle dovremmo essere liberati grazie a un certo arbitrario intervento di Dio e condotti in cielo: che pensiero limitato e mediocre! Chiamate il mondo, vi prego, "la valle del fare anima" e allora scoprirete qual è la sua utilità. [...] Dico fare anima intendendo per "anima" qualcosa di diverso dalla "intelligenza". Possono esistere milioni di intelligenze o scintille della divinità, ma esse non sono anime fino a quando non acquisiscono identità, fino a quando ognuna non è personalmente se stessa».

JOHN KEATS, Lettera al fratello George, 1819.

giovedì 26 maggio 2016

mercoledì 25 maggio 2016

Un'indimenticabile esperienza


Stavo svolgendo un tema sull’importanza e la necessità della solidarietà fraterna. L’ambiente che ospitava la serie di conferenze è al centro di Bratislava ed è aperto al pubblico.
Mentre parlavo, eravamo al cuore dell’argomento, è entrato un uomo sulla quarantina, che con fare discreto si sedette nelle ultime file, uno dei posti liberi accanto ad altri dove qualcuno aveva lasciato il suo cappotto.
Poi mi sono accorto che quell’uomo, preso il cellulare, si allontanò improvvisamente dalla sala.
A fine conferenza mentre ci salutavamo, uno dei presenti fece notare che erano spariti i suoi documenti e il portafoglio.
Momento di sgomento e di profondo turbamento.
Non ebbi dubbi: quel tipo aveva fatto il “suo lavoro”.
La cosa peggiore era che quel fatto sembrava cancellasse ogni buon proposito maturato nella serata.
In un cerchio di gente ancora rimasta accanto al defraudato abbiamo continuato a discutere se si può accogliere ed essere solidali con uno che ti fa del male. Ho visto quanto fosse difficile.
Avevo ben visto in faccia quell’uomo.
Il giorno dopo, d’accordo con i gestori del centro, mi sono appostato in attesa.
Infatti non molto tempo passò che entrò l’atteso ospite con un comportamento discreto. Vestito con abiti casual, con gusto.
Lo raggiunsi subito chiedendogli cosa desiderasse. Ha riconosciuto che ero io che la sera precedente tenevo la conferenza. Tentò di fuggire ma le porte erano chiuse e già qualcun altro stava aiutandomi a trattenerlo.
Ci sedemmo in una stanza. Il tipo scoppiò in pianto. Spiegò subito che aveva bisogno di soldi per comprare la dose necessaria di droga. Ci confidò che aveva messo i documenti nella buca delle lettere di un palazzo vicino, ma dei soldi non sapeva come restituirli. Aveva un braccialetto e un anello d’oro. Ce li consegnò sperando che fossero sufficienti a pagare il danno. “Sono l’unico ricordo di mia madre che con la mia condotta ho fatto morire di crepacuore”.
La persona a cui il tipo aveva rubato documenti e soldi è un medico. Gli telefonai per dirgli dove cercare i documenti e gli parlai del “ladro”. Il medico venne di corsa e si interessò all’uomo dicendogli che avrebbe potuto aiutarlo, se voleva, a uscire dalla dipendenza.
In quella stanza l’aria divenne incandescente. Ho visto un volto passare dal terrore alla speranza. Il braccialetto e l’anello gli furono restituiti perché restasse viva la “presenza” della madre.