mercoledì 28 dicembre 2016

Tu, che ti sei fatto bambino

O Gesù,
che ti sei fatto Bambino
per venire a cercare
e chiamare per nome
ciascuno di noi,
tu che vieni ogni giorno
e che vieni a noi in questa notte,
donaci di aprirti il nostro cuore.

Noi vogliamo consegnarti la nostra vita,
il racconto della nostra storia personale,
perché tu lo illumini,
perché tu ci scopra
il senso ultimo di ogni sofferenza,
dolore, pianto, oscurità.

Fa' che la luce della tua notte
illumini e riscaldi i nostri cuori,
donaci di contemplarti con Maria e Giuseppe,
dona pace alle nostre case,
alle nostre famiglie,
alla nostra società!
Fa' che essa ti accolga
e gioisca di te e del tuo amore.







Carlo Maria Martini

martedì 27 dicembre 2016

È Natale - Madre Teresa di Calcutta


È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Santa Teresa di Calcutta

domenica 25 dicembre 2016

Gli auguri di Natale di Chiara M.

Tra gli auguri di Natale che arrivano nei modi più vari e belli, riporto la riflessione di Chiara M. che, oltre alla "localizzazione" spazio-temporale di questo Natale, riesce a dare fondamento alla speranza. Ringrazio tutti. Tanino

opera di Gabriele Grossi

NATALE 2016

Carissimi,
                 da parecchio ormai, non mi faccio sentire con voi ma, purtroppo le forze, sono sempre più limitate.
Sarà per questo, sarà per quello che ultimamente la cronaca ci offre, che mi sembra davvero difficile trovare parole di speranza, in questo estenuante circuito di morte, violenza, sbandamento generale.
Eppure, non possiamo mollare. Non adesso. Sì, proprio adesso che qua e là, voragini enormi e improvvise sembrano inghiottire l’umanità a brandelli. Ci sentiamo smarriti, delusi, soli e non bastano i lustrini di qualche giorno a cancellare il vuoto che rosicchia le nostre anime.
Proprio adesso, ripeto, dobbiamo riprenderci la VITA, dobbiamo ritornare a CREDERE che non tutto è perduto. Lo dico prima di tutto a me stessa che ogni giorno, come tanti immagino, faticosamente gratto la schedina della vita, e trovo la scritta: “Anche oggi hai vinto un giorno di vita!” Bello.
Eppure non sempre è facile rallegrarsene se dormi tra i cartoni, o stanno per sbatterti fuori casa, o hai perso il lavoro, o stai fuggendo dalla guerra o… tante altre situazioni.
Che fare? Facevo una riflessione, tempo fa, su cosa quotidianamente ingeriamo visivamente, mentalmente e psicologicamente attraverso i media. Ci sono sicuramente cose positive ma per la maggior parte siamo travolti da ondate d’informazioni crude, violente ed esasperate. 
E se provassimo a nutrirci di ‘altro’?  Oggi la cucina la fa da padrona in TV. Su tutti i canali ormai, ad ogni ora, trovi ricette di ogni tipo e per ogni occasione. Ma manca un ingrediente importante.
Quale? E dove si trova?
Facciamo un passo indietro. O meglio 2000 e più anni, indietro.
Una grotta e il suo silenzio. Una culla. Un Bambino.  LUI. L’AMORE.
Ecco l’ingrediente mancante.
Torniamo bambini. Riprendiamoci il silenzio. Mettiamoci attorno a Quella Culla e, nutriamoci di Amore .
Troveremo la forza di riprendere il cammino, di ricominciare, di crederci ancora, di sperare, di riempirci gli occhi e il cuore della Sua LUCE.
È quello che auguro con un abbraccio a ciascuno di voi!

BUON NATALE E BUON ANNO!

Chiara M.


Permetto a Dio di volermi bene?

Buon Natale, amici del blog. 
                                Tanino

In questa santa notte, mentre contempliamo il Bambino Gesù appena nato e deposto in una mangiatoia, siamo invitati a riflettere.
Come accogliamo la tenerezza di Dio? Mi lascio raggiungere da Lui, mi lascio abbracciare, oppure gli impedisco di avvicinarsi?
“Ma io cerco il Signore” – potremmo ribattere.
Tuttavia, la cosa più importante non è cercarlo, bensì lasciare che sia Lui a cercarmi, a trovarmi e ad accarezzarmi con amorevolezza.
Questa è la domanda che il Bambino ci pone con la sua sola presenza: permetto a Dio di volermi bene?

                         Papa Francesco