mercoledì 27 dicembre 2017

Il dono di papa Francesco a Lampedusa

Foto del presepe donato da papa Francesco a Lampedusa

Etty Illesum


“Tutte le volte che mi mostrai pronta ad accettarle, 
le prove si cambiarono in bellezza”.

Etty Illesum (1914-1943)

scrittrice olandese morta ad Auschwitz il 30 novembre.

lunedì 25 dicembre 2017

BUON NATALE A TUTTI

L'omelia di don Paolo Squizzato 
esprime pienamente il mio Natale. Auguri a tutti!
Tanino


Con l’annuncio a Maria, qualcosa di inaudito si va compiendo. Finisce l’epoca della religione, comincia quella della fede. L’uomo, da sempre intento a scalare il cielo, ora è da esso visitato. «Con Gesù di Nazaret ci è stata interdetta ogni scala verso il cielo» (Simone Weil).
Maria è figura dell’attesa umana che crea in sé lo spazio perché tutto si possa compiere.
«“Che cosa mi dà la vita?”. La risposta è facile: tutto. Tutto ciò che non è me e mi illumina. Tutto ciò che ignoro e che aspetto. L’attesa è un fiore semplice. Germoglia sui bordi del tempo. È un fiore povero che guarisce tutti i mali. Il tempo dell’attesa è un tempo di liberazione. Essa opera in noi a nostra insaputa. Ci chiede soltanto di lasciarla fare, per il tempo che ci vuole, per le notti di cui ha bisogno. La nostra attesa viene sempre soddisfatta di sorpresa. Come se quello che speravamo fosse sempre insperato. Come se la vera formula dell’attendere fosse questa: non prevedere niente, se non l’imprevedibile. Non aspettare niente, se non l’inatteso» (Christian Bobin, Elogio del nulla).

Maria crea in sé lo spazio. Questo è il significato profondo della ‘verginità’ di Maria, che noi cattolici purtroppo abbiamo per molto tempo ridotto ad una mera questione d’integrità dell’imene. No, Maria è vergine perché ha ‘creato’ in sé il ‘vuoto di sé’ attraverso la morte dellio, dell’auto-centramento, della non-azione, consapevole che la massima opera può accadere quando non è più posta alcuna azione.
Maria è la discepola che insegna una delle verità profonde di ogni spiritualità: non prevedere niente, se non l’imprevedibile. Non attendere nulla se non l’insperato. Si tratta dell’‘attesa senza oggetto tanto cara alla Weil. Finché attendiamo ciò che crediamo di conoscere, ci raggiungono solo fantasmi. L’attesa deve essere vuota, gratuita, non dettata dalla richiesta, o viziata dai desideri, ma solo grata di ciò che vuole giungere. Attesa dell’imprevedibile insomma. Perché in fondo ‘Dio non ha lo scopo di dare a ciascuno il suo, ma di dare a ciascuno se stesso’ (E. Ronchi).
Sì, l’attesa senza oggetto è apertura all’imprevedibilità. Non attendo ciò che desidero, ma ciò che credo sia bene per me. Se il viaggiatore s’attendesse di scoprire ciò che crede di conoscere, non godrebbe mai della scoperta, ma farebbe solo turismo intorno a cose già note. E cesserebbero di esistere gli esploratori.

Paolo Squizzato


OMELIA 4a Domenica Avvento. Anno B

domenica 24 dicembre 2017

L'augurio di Chiara M.


UN BAMBINO SPECIALE

C'era una volta un bambino speciale, in braccio a una mamma speciale che, invitato da un papà ‘molto speciale a partire per un viaggio speciale, volle guardare dov'era questo posto particolare e che avrebbe dovuto raggiungere.  Si affacciò a una finestra speciale e guardò sotto.
Quello che vide non gli piacque e cominciò a giocherellare con i grani di una collana speciale che aveva tra le mani la sua mamma.
Con le sue piccole dita, a ogni grano, si faceva una domanda: «Vado?, Non vado?». 
Aveva l'aria un po' triste, faceva grandi sospironi e gli occhi luccicavano un po'. 
«Che ti succede Gesù?», gli chiese la mamma. «Ho paura mamma - rispose il bimbo - lì sotto, c'è un colore scuro, un vento cattivo, un odore strano.  Tante persone litigano, urlano, fanno del male a chi vuole la pace, i bambini non sorridono più, i nonni piangono, i fiori, gli alberi, le farfalle non hanno più colori, l'acqua sembra fango, le nuvole sono grigie.  Perché devo andare lì?  Io sono solo un bambino...».

La mamma, cullandolo dolcemente gli disse: «Proprio per questo, Gesù, devi andare. Perché sei un bambino, e solo i bambini e le persone che hanno il cuore puro come il tuo riusciranno a ridare la bellezza al mondo che tuo padre aveva donato, ma che gli uomini hanno rovinato. Avrai un compito molto speciale, una volta arrivato lì. Chiamerai tutti i bambini del mondo, di tutti i colori, di tutte le razze, di tutti i paesi e racconterai a loro come insegnare ai grandi ad avere un cuore bambino, a sorridere come un bambino, a guardare come un bambino, a giocare come un bambino. Porterai con te tanti sacchettini che regalerai a ciascuno di loro. Dentro ci metterai un po’ di vento profumato e pazzerello per soffiare via la puzza del male, polvere di stelle per togliere le cose brutte, un arcobaleno per portare luce e colori dove non ci sono più, ma soprattutto un cuoricino pieno d’amore che, una volta tolto dal sacchetto, diventerà grande grande, come tutti i cuoricini degli altri bambini.  INSIEME copriranno tutta la terra fino a farla diventare un unico grande Cuore che batte d’Amore. Ti piace Gesù?».
Gesù ascoltava la mamma con gli occhi sgranati ma, quando lei ebbe finito di parlare, chiese: «Mamma, sarà bellissimo ma, se qualche grande non vorrà ascoltare noi bambini, che succederà? Io da solo come farò?».

La mamma gli sorrise e disse: «Non sarai solo Gesù, io sarò con te e ti aiuterò. Sai come faremo? Ogni bambino darà la mano a una persona grande e la persona grande ad un altro bambino e il bambino a un’altra persona grande e così via, così nessuno resterà solo e triste. Forse ci vorrà un po’ di tempo per riuscire a convincerli tutti, non sempre sarà facile, qualche volta piangerai Alla fine, però, ci sarà una grande Festa e una sorpresa per tutti. Ogni mano che avrà accolto e stretto un’altra mano, riceverà un regalo speciale: la calamita dell’Amore e con questa, tenendosi tutti per mano, si formerà un girotondo allegro e colorato che abbraccerà tutto il mondo. Un mondo finalmente NUOVO, vestito di PACE e di GIOIA. Allora Gesù, che ne dici? Anche papà Giuseppe ti sta aspettando…».
«Va bene mamma, preparami la culla…».

E tu? Cosa aspetti a stringere un’altra mano?

                 BUON NATALE e...
                                         BUON ‘SPECIALE’ ANNO NUOVO a TUTTI voi con tutto il mio affetto!

Chiara M.