venerdì 10 aprile 2026

CHIARA M. e la sua riflessione sulla Pasqua



Carissimi tutti, mi rendo conto che non è facile trovare parole da dire stavolta e, forse, sarebbe meglio restare in silenzio.

C'è un’assordante cacofonia di suoni che impedisce di pensare. 

Guardo le immagini che senza sosta si susseguono e ci tengono 'aggiornati' sulla guerra 

 

Che colore ha la guerra?

Grigio.

 

Il grigio delle macerie disseminate, ovunque si posi lo sguardo. Polvere grigia caduta su attimi di quotidianità: un libro, una bambola rotta, un pezzo di cielo azzurro con una nuvola bianca- forse un brandello di poster- che sbuca da una crepa di terra arida. 

Foto sparse di persone, uomini, donne, bambini

strappati troppo presto alla vita

E poi

scheletri di palazzi sventrati, cumuli di macerie, mattoni accatastati…

Non possiamo più 'non' vedere!

 

Cerco nel 'mio' silenzio una risposta.

La vita non fa sconti a nessuno e prima o poi, le prove arrivano. In modi diversi, anche improvvisamente, da lasciare storditi, impotenti

sopraffatti.

 

Ultimamente mi è capitato questo. 

Come succede spesso a tanti, te ne arriva una dopo l'altra, senza tregua e ti chiedi quando finirà.

Non ne vedi la fine. Non sai come farai ad uscire fuori.

 

Mi sono chiesta:

Se dovessi racchiudere tutto questo in un'immagine, come potrebbe essere?

Mentre riflettevo, ho visualizzato l'immagine che vedete.

Una corona di spine. 

Ma non la 'solita' corona di spine.

Un lato è più in ombra e poi si inclina un po', in alto, verso il lato opposto.

Li è aperta, per fare uscire una leggera luce che parte dal centro della corona per poi diventare sempre più vivida, più luminosa.    

 

Una corona di spine che non è chiusa su sé stessa.

 

Dal buio delle prove (le spine) si può uscire e 'risorgere'.

 

Con fatica, dolore, lacrime, ma è possibile.

Lui risorge ancora e ci dà la possibilità di fare altrettanto.

 

Ma ci lascia liberi. 

Dipende da noi fargli spazio

 

Buona Risurrezione a tutti, a ciascuno, uno per uno.

Con tutto il mio cuore

 

Chiara M.

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