Carissimi tutti, mi rendo conto che non è facile trovare parole da dire stavolta e, forse, sarebbe meglio restare in silenzio.
C'è un’assordante cacofonia di suoni che impedisce di pensare.
Guardo le immagini che senza sosta si susseguono e ci tengono 'aggiornati' sulla guerra
Che colore ha la guerra?
Grigio.
Il grigio delle macerie disseminate, ovunque si posi lo sguardo. Polvere grigia caduta su attimi di quotidianità: un libro, una bambola rotta, un pezzo di cielo azzurro con una nuvola bianca- forse un brandello di poster- che sbuca da una crepa di terra arida.
Foto sparse di persone, uomini, donne, bambini
strappati troppo presto alla vita
E poi
scheletri di palazzi sventrati, cumuli di macerie, mattoni accatastati…
Non possiamo più 'non' vedere!
Cerco nel 'mio' silenzio una risposta.
La vita non fa sconti a nessuno e prima o poi, le prove arrivano. In modi diversi, anche improvvisamente, da lasciare storditi, impotenti
sopraffatti.
Ultimamente mi è capitato questo.
Come succede spesso a tanti, te ne arriva una dopo l'altra, senza tregua e ti chiedi quando finirà.
Non ne vedi la fine. Non sai come farai ad uscire fuori.
Mi sono chiesta:
Se dovessi racchiudere tutto questo in un'immagine, come potrebbe essere?
Mentre riflettevo, ho visualizzato l'immagine che vedete.
Una corona di spine.
Ma non la 'solita' corona di spine.
Un lato è più in ombra e poi si inclina un po', in alto, verso il lato opposto.
Li è aperta, per fare uscire una leggera luce che parte dal centro della corona per poi diventare sempre più vivida, più luminosa.
Una corona di spine che non è chiusa su sé stessa.
Dal buio delle prove (le spine) si può uscire e 'risorgere'.
Con fatica, dolore, lacrime, ma è possibile.
Lui risorge ancora e ci dà la possibilità di fare altrettanto.
Ma ci lascia liberi.
Dipende da noi fargli spazio
Buona Risurrezione a tutti, a ciascuno, uno per uno.
Con tutto il mio cuore
Chiara M.
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