lunedì 13 dicembre 2021

Natale - eterno ricominciare

In prossimità dell’Avvento, la liturgia ha proposto una pagina di Matteo che forse mai, come in questi tempi, è pregna di puntuale significato: “Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte” (Mt 24, 29)”. 

La rete dell’informazione ci fa conoscere i gravissimi effetti dei disastri ambientali, le tante guerre che feriscono e annientano la dignità di popoli, le dolorose migrazioni e le varie Apocalissi annunciate da improvvisati interpreti della storia. Finisce la vita?

Papa Francesco, nella Pentecoste del ‘20, con la dura esperienza dei danni della pandemia, ha affermato che “Peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla chiudendoci in noi stessi”. E, giorni prima, a degli studenti aveva chiarito: "Sarete futuro se sarete il presente. (…) Voi siete il presente perché portate vita nuova".

La vita nuova cui accenna il Papa è nella stessa pagina di Matteo: “Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina.” (Mt 24, 32).

La vita non si ferma.

Chiara Lubich, a Marco Tecilla, il primo che ha chiesto di voler vivere come lei e le focolarine, lo avvertì: “Ricordati Marco, che la nostra vita è un eterno ricominciare”. 

Il ricordo della nascita di Gesù, nella sua innocente bellezza di nuovo inizio, ci annuncia che l’inverno è l’attesa della primavera e ogni primavera ci prepara ad un Natale che sta davanti a noi, non dietro di noi, secondo la visione di San Giovanni Paolo II. 


Editoriale rivista Città Nuova, dicembre 2021.

Foto presepe mio

mercoledì 1 dicembre 2021

Parola di Vita - dicembre 2021

«E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1, 45).

Anche questo mese la Parola di vita ci propone una beatitudine. È il saluto gioioso e ispirato di una donna, Elisabetta, ad un’altra donna, Maria, che è andata da lei per aiutarla. Sì, perché entrambe sono in attesa di un figlio ed entrambe, profondamente credenti, hanno accolto la Parola di Dio e ne hanno sperimentato la potenza generatrice nella propria piccolezza.

Maria è la prima beata del vangelo di Luca, colei che sperimenta la gioia dell’intimità con Dio. Con questa beatitudine, l’evangelista introduce la riflessione sul rapporto tra la Parola di Dio annunciata e la fede accogliente, tra l’iniziativa di Dio e l’adesione libera della persona.

«E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Maria è la vera credente nella “promessa fatta ad Abramo e alla sua discendenza per sempre” (1). È talmente vuota di sé, umile e aperta all’ascolto della Parola, che lo stesso Verbo di Dio può farsi carne nel suo seno ed entrare nella storia dell’umanità.

Nessuno potrà sperimentare la maternità verginale di Maria, ma tutti possiamo imitare la sua fiducia nell’amore di Dio. Se accolta con il cuore aperto, la Parola con le sue promesse può incarnarsi anche in noi e rendere feconda la nostra vita di cittadini, padri e madri, studenti, lavoratori e politici, giovani e anziani, sani e malati.

E se la nostra fede è incerta, come è stato per Zaccaria (2)? Continuiamo ad affidarci alla misericordia di Dio. Egli non smetterà di cercarci, finché anche noi riscopriremo la sua fedeltà e lo benediremo.

«E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Tra le stesse colline della Terra Santa, in tempi molto più vicini a noi, un’altra madre profondamente credente, insegnava ai suoi bambini l’arte del perdono e del dialogo imparata alla scuola del vangelo. Racconta Margaret: «A noi figli, offesi da alcune espressioni di rifiuto da parte di altri bambini, vicini di casa, la mamma disse: “Invitate questi bambini a casa nostra”; lei stessa diede loro del pane appena cotto in casa, perché lo portassero alle loro famiglie. Da allora abbiamo costruito rapporti di amicizia con quelle persone» (3). Un piccolo segno profetico, in una terra culla di civiltà e icona della sofferenza dell’umanità, alla ricerca della pace e della fratellanza.

Anche Chiara Lubich ci sostiene in questa fede coraggiosa: «Maria, dopo Gesù, è colei che meglio e più perfettamente ha saputo dire “sì” a Dio. È soprattutto questa la sua santità e la sua grandezza. E se Gesù è il Verbo, la Parola incarnata, Maria, per la sua fede nella Parola è la Parola vissuta, ma creatura come noi, uguale a noi. […] Credere dunque, con Maria, che si realizzeranno tutte le promesse contenute nella Parola di Gesù e affrontare, come Maria, se occorre, il rischio dell’assurdo che alle volte la sua Parola comporta. Grandi e piccole cose, ma sempre meravigliose, accadono a chi crede nella Parola. Si potrebbero riempire dei libri con i fatti che lo provano. […] Quando, nella vita di tutti i giorni, nella lettura delle Sacre Scritture ci incontreremo con la Parola di Dio, apriamo il nostro cuore all’ascolto, con la fede che ciò che Gesù ci chiede e promette si avvererà. Non tarderemo a scoprire […] che Egli mantiene le sue promesse» (4).

«E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

In questo tempo di preparazione al Natale, ricordiamo la sorprendente promessa di Gesù di rendersi presente tra quanti accolgono e vivono il comandamento dell’amore reciproco: “Dove due o tre sono uniti nel mio nome – cioè appunto nell’amore evangelico – io sono in mezzo a loro”5. Fiduciosi in questa promessa, facciamo rinascere Gesù ancora oggi, nelle nostre case e nelle nostre strade, attraverso l’accoglienza reciproca, l’ascolto profondo dell’altro, l’abbraccio fraterno, come quello tra Maria ed Elisabetta.

Letizia Magri

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1 Cf. Lc 1, 55.
2 Cf. Lc 1, 5-22; 67-79.
3 Cf. Intervista a M. Karram, a cura di A. Nicosia, Cittanuovatv, 5 febbraio 2021.
4 C. Lubich, Parola di Vita agosto 1999, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5; Città Nuova, Roma 2017) p. 611-612.
5 Cf. Mt 18,20.

 

 

sabato 20 novembre 2021

Ogni lavoro


 … ogni lavoro è vuoto fuorché quando è amore; e quando lavorate con amore voi stabilite un vincolo con voi stessi, con gli altri e con Dio.

Da Il Profeta di Khalil Gibran (1883-1931), poeta e aforista libanese naturalizzato statunitense

 

martedì 16 novembre 2021

Il dolore di oggi speranza di domani



Alla recente V Giornata dei poveri, papa Francesco ha dato una visione del futuro portandoci nel cuore dello "stile di Dio" che è vicinanza compassione e tenerezza. 

Riprendendo un motto di don Tonino Bello, il vescovo dei poveri, e cioè di organizzare la speranza, diceva: "se tu non vai avanti risanando i dolori di oggi difficilmente avrai la speranza di domani". 

giovedì 4 novembre 2021

Autunno magico




Mi trovo in una cittadina ungherese sulle rive di un lago. L’autunno mi sta sorprendendo non come stagione che conclude un percorso, ma per la forza della sua bellezza: è il grido dei colori prima di nascondersi nel silenzio di una nuova gestazione. 

Non c’è un giorno uguale al precedente: la scena cambia in modo sorprendente. 

Mai avevo sperimentato così delicatamente e decisamente la bellezza. 

Ho saputo che un mio compagno di scuola, che da tempo non vedo, segue il mio blog. Per lui comunico qualche istante di stupore che sto vivendo. 




 

martedì 2 novembre 2021

Leggendo Fratelli tutti di papa Francesco

 

51. Alcuni Paesi forti dal punto di vista economico vengono presentati come modelli culturali per i Paesi poco sviluppati, invece di fare in modo che ognuno cresca con lo stile che gli è peculiare, sviluppando le proprie capacità di innovare a partire dai valori della propria cultura. Questa nostalgia superficiale e triste, che induce a copiare e comprare piuttosto che creare, dà luogo a un’autostima nazionale molto bassa. Nei settori benestanti di molti Paesi poveri, e a volte in coloro che sono riusciti a uscire dalla povertà, si riscontra l’incapacità di accettare caratteristiche e processi propri, cadendo in un disprezzo della propria identità culturale, come se fosse la causa di tutti i mali.


52. Demolire l’autostima di qualcuno è un modo facile di dominarlo. Dietro le tendenze che mirano ad omogeneizzare il mondo, affiorano interessi di potere che beneficiano della scarsa stima di sé, nel momento stesso in cui, attraverso i media e le reti, si cerca di creare una nuova cultura al servizio dei più potenti. Da ciò traggono vantaggio l’opportunismo della speculazione finanziaria e lo sfruttamento, dove i poveri sono sempre quelli che perdono. D’altra parte, ignorare la cultura di un popolo fa sì che molti leader politici non siano in grado di promuovere un progetto efficace che possa essere liberamente assunto e sostenuto nel tempo.


Dalla Lettera Enciclica Fratelli tutti di papa Francesco (sulla fraternità e l’amicizia sociale), 3 ott. 2020. 

mercoledì 27 ottobre 2021

... È la pioggia che va


 Ascoltavo una vecchia canzone dei The Rokes, che molti cantanti hanno riproposto, e mi sono stupito dell’attualità del testo. 

Era il 1967 i “miei tempi dell’idealità” e oggi, oltrepassati i fossati, talvolta orridi, posso dire che il messaggio espresso in italiano dal grande Mogol per la musica di Peter Lind, è un proclama vero che ho visto realizzare. Ecco il testo:

 

È la pioggia che va
Sotto una montagna di paure e di ambizioni 
c'è nascosto qualche cosa che non muore 
Se cercate in ogni sguardo, dietro un muro di cartone 
troverete tanta luce e tanto amore 

Il mondo ormai sta cambiando 
e cambierà di più 
Ma non vedete nel cielo

quelle macchie di azzurro e di blu 
È la pioggia che va, e ritorna il sereno 
È la pioggia che va, e ritorna il sereno 

Quante volte ci hanno detto sorridendo tristemente 
le speranze dei ragazzi sono fumo 
Sono stanchi di lottare e non credono più a niente 
proprio adesso che la meta è qui vicina 

Ma noi che stiamo correndo 
avanzeremo di più 
Ma non vedete che il cielo 
ogni giorno diventa più blu 
È la pioggia che va, e ritorna il sereno 
È la pioggia che va, e ritorna il sereno 

Non importa se qualcuno sul cammino della vita 
sarà preda dei fantasmi del passato 
Il denaro ed il potere sono trappole mortali 
che per tanto e tanto tempo han funzionato


Noi non vogliamo cadere 
non possiamo cadere più giù 
Ma non vedete nel cielo 
quelle macchie di azzurro e di blu 
È la pioggia che va, e ritorna il sereno 
È la pioggia che va, e ritorna il sereno

martedì 12 ottobre 2021

Perdono


 Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza.

Papa Francesco

domenica 10 ottobre 2021

L'unico vero maestro

 


L'unico vero maestro non è in nessuna foresta, in nessuna capanna, in nessuna caverna di ghiaccio dell'Himalaya… 

È dentro di noi!


Tiziano Terzani (1938-2004)

martedì 5 ottobre 2021

L'invidioso


 

L’invidioso è il carnefice di se stesso.

                                            santo Curato d'Ars

      Foto da Aleteia