… ogni lavoro è vuoto fuorché quando è amore; e quando lavorate con amore voi stabilite un vincolo con voi stessi, con gli altri e con Dio.
Da Il Profeta di Khalil Gibran (1883-1931), poeta e aforista libanese naturalizzato statunitense.
Da Il Profeta di Khalil Gibran (1883-1931), poeta e aforista libanese naturalizzato statunitense.
Riprendendo un motto di don Tonino Bello, il vescovo dei poveri, e cioè di organizzare la speranza, diceva: "se tu non vai avanti risanando i dolori di oggi difficilmente avrai la speranza di domani".
Mi trovo in una cittadina ungherese sulle rive di un lago. L’autunno mi sta sorprendendo non come stagione che conclude un percorso, ma per la forza della sua bellezza: è il grido dei colori prima di nascondersi nel silenzio di una nuova gestazione.
Non c’è un giorno uguale al precedente: la scena cambia in modo sorprendente.
Mai avevo sperimentato così delicatamente e decisamente la bellezza.
Ho saputo che un mio compagno di scuola, che da tempo non vedo, segue il mio blog. Per lui comunico qualche istante di stupore che sto vivendo.
51. Alcuni Paesi forti dal punto di vista economico vengono presentati come modelli culturali per i Paesi poco sviluppati, invece di fare in modo che ognuno cresca con lo stile che gli è peculiare, sviluppando le proprie capacità di innovare a partire dai valori della propria cultura. Questa nostalgia superficiale e triste, che induce a copiare e comprare piuttosto che creare, dà luogo a un’autostima nazionale molto bassa. Nei settori benestanti di molti Paesi poveri, e a volte in coloro che sono riusciti a uscire dalla povertà, si riscontra l’incapacità di accettare caratteristiche e processi propri, cadendo in un disprezzo della propria identità culturale, come se fosse la causa di tutti i mali.
52. Demolire l’autostima di qualcuno è un modo facile di dominarlo. Dietro le tendenze che mirano ad omogeneizzare il mondo, affiorano interessi di potere che beneficiano della scarsa stima di sé, nel momento stesso in cui, attraverso i media e le reti, si cerca di creare una nuova cultura al servizio dei più potenti. Da ciò traggono vantaggio l’opportunismo della speculazione finanziaria e lo sfruttamento, dove i poveri sono sempre quelli che perdono. D’altra parte, ignorare la cultura di un popolo fa sì che molti leader politici non siano in grado di promuovere un progetto efficace che possa essere liberamente assunto e sostenuto nel tempo.
Dalla Lettera Enciclica Fratelli tutti di papa Francesco (sulla fraternità e l’amicizia sociale), 3 ott. 2020.
Era il 1967 i “miei tempi dell’idealità” e oggi, oltrepassati i fossati, talvolta orridi, posso dire che il messaggio espresso in italiano dal grande Mogol per la musica di Peter Lind, è un proclama vero che ho visto realizzare. Ecco il testo:
È la pioggia che va
Sotto una montagna di paure e di ambizioni
c'è nascosto qualche cosa che non muore
Se cercate in ogni sguardo, dietro un muro di cartone
troverete tanta luce e tanto amore
Il mondo ormai sta cambiando
e cambierà di più
Ma non vedete nel cielo
quelle macchie di azzurro e di blu
È la pioggia che va, e ritorna il sereno
È la pioggia che va, e ritorna il sereno
Quante volte ci hanno detto sorridendo tristemente
le speranze dei ragazzi sono fumo
Sono stanchi di lottare e non credono più a niente
proprio adesso che la meta è qui vicina
Ma noi che stiamo correndo
avanzeremo di più
Ma non vedete che il cielo
ogni giorno diventa più blu
È la pioggia che va, e ritorna il sereno
È la pioggia che va, e ritorna il sereno
Non importa se qualcuno sul cammino della vita
sarà preda dei fantasmi del passato
Il denaro ed il potere sono trappole mortali
che per tanto e tanto tempo han funzionato
Noi non vogliamo cadere
non possiamo cadere più giù
Ma non vedete nel cielo
quelle macchie di azzurro e di blu
È la pioggia che va, e ritorna il sereno
È la pioggia che va, e ritorna il sereno
Papa Francesco
L'unico vero maestro non è in nessuna foresta, in nessuna capanna, in nessuna caverna di ghiaccio dell'Himalaya…
È dentro di noi!
Tiziano Terzani (1938-2004)
In un mondo di menzogne e ingiustizia la verità scompare. La bellezza invece brilla per contrasto, come il bel volto di una bambina in un quartiere degradato. O come le note di un violino in un campo di concentramento.
Elisabetta Rosaspina intervista a Teresa Forcades, monaca di clausura catalana, Corriere della Sera, 3 agosto 2021.
La felicità non è una stazione dove si arriva, ma un modo di viaggiare.
Margaret Lee Runbeck (1905-1956), scrittrice statunitense.
Foto da internet