sabato 30 giugno 2018

La meditazione

La meditazione è arrivare a se stessi direttamente, immediatamente. 
Ma è un percorso un po’ arido, poiché non vi è alcun sentiero:
lungo la via non ci sono alberi, nessun uccello, nessun’alba, nessun tramonto, nessuna luna, nessuna stella.
Osho

venerdì 29 giugno 2018

Il silenzioso







“Il silenzioso diventa fonte di grazia per chi ascolta” 
                                                 san Basilio

giovedì 28 giugno 2018

L'anima gemella


Un’anima gemella è chi ha serrature ove entrano le tue chiavi 
e chiavi che aprono le tue serrature. 
Quando ci sentiamo abbastanza sicuri da aprire i lucchetti, 
i nostri più veri e veraci noi stessi escono fuori 
e noi possiamo essere completamente e sinceramente chi siamo.
Richard Bach



mercoledì 27 giugno 2018

... una gioia più grande






Dio... non turba mai la gioia de' suoi figli
se non per prepararne loro una più certa e più grande. 


Alessandro Manzoni

martedì 26 giugno 2018

Perché l'uomo invecchia





L’uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare.
George Bernard Shaw

lunedì 25 giugno 2018

Perché il tuo ottimismo diventi realtà (Madre Teresa di Calcutta)


Prometti a te stesso di parlare di bontà, bellezza, amore 
a ogni persona che incontri; 
di far sentire a tutti i tuoi amici che c’è qualcosa di grande in loro; 
di guardare al lato bello di ogni cosa 
e di lottare perché il tuo ottimismo diventi realtà.
                                           Santa Teresa di Calcutta

domenica 24 giugno 2018

Il senso della vita



Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. 
Lo scopo della vita è quello di regalarlo.
              
                                                 Pablo Picasso

sabato 23 giugno 2018

Io sono una pagina per la tua penna (M. Cvetaeva)

Io sono una pagina per la tua penna.
Tutto ricevo. Sono una pagina bianca.
Io sono la custode del tuo bene:
lo crescerò e lo ridarò centuplicato.

Io sono la campagna, la terra nera.
Tu per me sei il raggio e l’umida spiaggia.
Tu sei il mio Dio e Signore, e io
Sono terra nera e carta bianca.
                      Marina Cvetaeva

venerdì 22 giugno 2018

Il filo di cotone (Bruno Ferrero)

C'era una volta un filo di cotone che si sentiva inutile. «Sono troppo debole per fare una corda» si lamentava. «E sono troppo corto per fare una maglietta. Sono troppo sgraziato per un Aquilone e non servo neppure per un ricamo da quattro soldi. Sono scolorito e ho le doppie punte... Ah, se fossi un filo d'oro, ornerei una stola, starei sulle spalle di un prelato! Non servo proprio a niente. Sono un fallito! Nessuno ha bisogno di me. Non piaccio a nessuno, neanche a me stesso!».
Si raggomitolava sulla sua poltrona, ascoltava musica triste e se ne stava sempre solo. Lo udì un giorno un mucchietto di cera e gli disse: «Non ti abbattere in questo modo, piccolo filo di cotone. Ho un'idea: facciamo qualcosa noi due, insieme! Certo non possiamo diventare un cero da altare o da salotto: tu sei troppo corto e io sono una quantità troppo scarsa. Possiamo diventare un lumino, e donare un po' di calore e un po' di luce. È meglio illuminare e scaldare un po' piuttosto che stare nel buio a brontolare».
Il filo di cotone accettò di buon grado. Unito alla cera, divenne un lumino, brillò nell'oscurità ed emanò calore. E fu felice.

                                    Bruno Ferrero, I fiori semplicemente fioriscono

giovedì 21 giugno 2018

La vita...


La vita può essere capita solo all’indietro ma va vissuta in avanti.

                                                                            Soren Kierkegaard

mercoledì 20 giugno 2018

Il potere, la ricchezza...



Non considerare il potere, la ricchezza e il prestigio come i valori superiori della nostra vita, perché in fondo essi non rispondono alle attese del nostro cuore. 

                                 Benedetto XVI

martedì 19 giugno 2018

La vita vince sempre



Una strada che percorro tutti i giorni. 
Al centro di un incrocio di stradine periferiche ho notato una piantina che usciva dal buco di un interruttore dell'acqua, (si legge: voda = acqua).   
Evidentemente la vita non teme il numero delle macchine che corrono, ma regola tutto con la forza della rinascita.
Per me è stato un suggerimento a mettermi dalla parte della vita.

lunedì 18 giugno 2018

domenica 17 giugno 2018

Dono che continua ad essere dono

Sandra, la moglie di un amico, malata da tempo, era caduta in uno stato di prostrazione da non voler comunicare con nessuno. La vita di tutta la famiglia ne risentiva. Una mattina alla Messa chiesi a Dio di darmi la possibilità di fare qualcosa per lei. Quel giorno ricevetti un raffinato piatto di ceramica con dei cioccolatini. Ben confezionato. Ho pensato che sarebbe stato un dono per Sandra e gliel’ho mandato. Non passano molte ore che lei mi chiama e sento che sta ridendo: “Mi mandi regali riciclati: in mezzo ai cioccolatini ho trovato una lettera indirizzata a te. Che devo fare?”. 
Ho cominciato a ridere anch’io. La telefonata divenne lunga e fu un parlare a cuore aperto. Sandra mi confidò le sue paure di cui non voleva pesare sugli altri. Ho potuto incoraggiarla a coinvolgere di più la famiglia. 
Qualche giorno dopo l’amico mi disse che con la scusa di raccontare del regalo, Sandra aveva chiamato la madre, le sorelle… insomma qualcosa si era sciolto ed era iniziato fra loro un colloquio nuovo.

sabato 16 giugno 2018

La sofferenza è necessaria?

La sofferenza è necessaria nella misura in cui ti fa rendere conto di ciò che non è necessario.
Non sono le situazioni a farti infelice. Possono procurarti dolore fisico, ma non ti fanno infelice, I tuoi pensieri ti fanno infelice. Le tue interpretazioni, le storie che racconti a te stesso, ti fanno infelice.
Eckhart Tolle

venerdì 15 giugno 2018

La responsabilità... è tua



Non gettare sugli altri la tua responsabilità
è questo che ti mantiene infelice.
 Assumiti la piena responsabilità. 
Ricorda sempre: “Io sono responsabile della mia vita
Nessun altro è responsabile
pertanto, se sono infelice, devo scrutare nella mia consapevolezza: 
qualcosa in me non va, ecco perché creo infelicità tutt’intorno a me”.
Osho 

Foto di Gennaro Musella           

giovedì 14 giugno 2018

Conoscenza di Dio



Non può esserci alcuna "conoscenza" di Dio 
a prescindere dalla relazione con gli uomini.

Emanuel Levinas, Totalità e infinito, pag 77.

mercoledì 13 giugno 2018

martedì 12 giugno 2018

Fede in se stessi




Solo chi ha fede in sé stesso 
può essere fedele agli altri.


                    Erich Fromm

lunedì 11 giugno 2018

Se il tuo amore... (Fëdor Dostoevskij)


Se il tuo amore come amore
non produce una corrispondenza d'amore,
se nella tua manifestazione vitale di uomo amante
non fai di te stesso un uomo amato,
il tuo amore è impotente, è un'infelicità.

da "I fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij

             Foto di Gennaro Musella

domenica 10 giugno 2018

Tutto di Wislawa Szymborska

Tutto -
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta fra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
un brandello di bufera.
                                              Wislawa Szymborska                               

sabato 9 giugno 2018

Interroga la bellezza...



Interroga la bellezza della terra, interroga la bellezza del mare, interroga la bellezza dell'aria diffusa e soffusa. Interroga la bellezza del cielo, interroga l'ordine delle stelle, interroga il sole, che col suo splendore rischiara il giorno; interroga la luna, che col suo chiarore modera le tenebre della notte. Interroga le fiere che si muovono nell'acqua, che camminano sulla terra, che volano nell'aria: anime che si nascondono, corpi che si mostrano; visibile che si fa guidare, invisibile che guida. Interrogali! Tutti ti risponderanno: Guardaci: siamo belli! La loro bellezza li fa conoscere. Questa bellezza mutevole... chi l'ha creata, se non la bellezza immutabile?
S. AgostinoDiscorsi, 241

venerdì 8 giugno 2018

Imparare ad amarsi: trionfo della poesia

Riascoltando la canzone Imparare ad amarsi di Bungaro e Pacifico che a Sanremo 21018 hanno cantato assieme a Ornella Vanoni, si è confermata la convinzione che ciò che ha trionfato nel Festival è stata la poesia. La poesia, così come l'Italia la sa cantare, una poesia che trae forza dall'esperienza della vita. 
 

Giorno per giorno
Senza sapere
Cosa mi aspetta
Non è in mio potere
Gioia e tristezza
Sempre davanti
Stanze vicine
Comunicanti
E in fondo sentire che niente finisce mai
È un tempo infinito il presente 
Non passerà
Bisogna imparare ad amarsi in questa vita
Bisogna imparare a lasciarsi quando è finita
E vivere ogni istante fino all’ultima emozione
Così saremo vivi
Gabbia di ossa          
Libero cuore
Hai preso dolcezza
Da ogni dolore
Conservo l’infanzia
La pratico ancora
La seduzione mi affascina sempre
E in fondo sentire che esisti felicità
Abbracciami ancora una volta  
Mi basterà
Bisogna imparare ad amarsi in questa vita
Bisogna imparare a lasciarsi quando è finita
E vivere ogni istante fino all’ultima emozione
Così saremo vivi
Bisogna imparare ad amarsi bisogna imparare a lasciarsi
Bisogna imparare ad amarsi
A perdonarsi
Giorno per giorno
Senza sapere
Cosa mi aspetta
Ma voglio vedere

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico
Imparare ad amarsi
di Bungaro - C. Chiodo - Pacifico - Bungaro - C. Chiodo - A. Fresa
Ed. Music Union/Edizioni Curci/Nuove Arti/Onda Edizioni Musicali - Milano  
(Testo e foto da internet)

giovedì 7 giugno 2018

Fedeli, infedeli...





Meglio un milione di volte sembrare infedeli agli occhi del mondo che esserlo verso noi stessi.
Mahatma Gandhi

mercoledì 6 giugno 2018

Nel silenzio...









Nel silenzio è insito un meraviglioso potere di osservazione, di chiarificazione, di concentrazione sulle cose essenziali. 
Dietrich Bonhoeffer

martedì 5 giugno 2018

Da inizio in inizio...




Non mancherà mai lo spazio a chi corre verso il Signore. [...] Chi ascende non si ferma mai, va da inizio in inizio, secondo inizi che non finiscono mai.

Gregorio di NissaOmelie sul Cantico dei Cantici, V e VIII, Città Nuova, Roma 1988, pp.142 e 201.

lunedì 4 giugno 2018

Emigranti

In un viaggio fatto in Ungheria, una famiglia mi ha raccontato:

Viviamo in un paese dove il governo non accetta gli emigranti. Un giorno in famiglia parlavamo di questo argomento e ci sembrava che la linea presa dal governo non fosse secondo il Vangelo. Ma volendo vivere i suggerimenti di Gesù ci siamo detti che emigranti sono anche gli emarginati. Non molto tempo dopo abbiamo saputo di un ragazzo che veniva dal mondo della droga e non aveva nessuno. Lo abbiamo accolto nella nostra famiglia ed è stato con noi, finché non si è stabilizzato sia con la dipendenza che anche con un lavoro. Abbiamo mantenuto i rapporti. Oggi è un papà felice con una famigliola serena. 

domenica 3 giugno 2018

Quando nasce un bambino


Nel momento in cui nasce un bambino, nasce anche la madre. 
Lei non è esistita prima. Esisteva la donna, ma la madre mai.
Una madre è qualcosa di assolutamente nuovo.
                                                                   Osho

sabato 2 giugno 2018

I falsi profeti




I cosiddetti falsi profeti oggi si danno da fare in modo pazzesco per farci credere che quello che il nostro cuore cerca lo troveremo nel sesso, nella droga, nel successo, nel denaro, nel potere.

Chiara Amirante

venerdì 1 giugno 2018

Parola di Vita - Giugno 2018

“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).
Il Vangelo di Matteo apre il racconto della predicazione di Gesù con il sorprendente annuncio delle Beatitudini. In esse, Gesù proclama “beati”, cioè pienamente felici e realizzati, tutti quelli che agli occhi del mondo sono considerati perdenti o sfortunati: gli umili, gli afflitti, i miti, chi ha fame e sete della giustizia, i puri di cuore, chi si adopera per la pace. Ad essi Dio fa grandi promesse: saranno da Lui stesso saziati e consolati, saranno eredi della terra e del Suo regno. E’ dunque una vera rivoluzione culturale, che stravolge la nostra visione spesso chiusa e miope, per la quale queste categorie di persone sono una parte marginale ed insignificante nella lotta per il potere ed il successo.
“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”.
La pace, nella visione biblica, è il frutto della salvezza che Dio opera, è quindi prima di tutto un Suo dono. E’ una caratteristica di Dio stesso, che ama l’umanità e tutta la creazione con cuore di Padre ed ha su tutti un progetto di concordia e armonia. Per questo, chi si prodiga per la pace dimostra una certa “somiglianza” con Lui, come un figlio.
Scrive Chiara Lubich: “Può essere portatore di pace chi la possiede in se stesso. Occorre essere portatore di pace anzitutto nel proprio comportamento di ogni istante, vivendo in accordo con Dio e la sua volontà. […] «… saranno chiamati figli di Dio». Ricevere un nome significa diventare ciò che il nome esprime. Paolo chiamava Dio «il Dio della pace» e salutando i cristiani diceva loro: «Il Dio della pace sia con tutti voi». Gli operatori di pace manifestano la loro parentela con Dio, agiscono da figli di Dio, testimoniano Dio che […] ha impresso nella società umana l’ordine, che ha come frutto la pace” (1) .
Vivere in pace non è semplicemente assenza di conflitto; non è neanche il quieto vivere, con un certo compromesso sui valori per essere sempre e comunque accettati, anzi è uno stile di vita squisitamente evangelico, che richiede il coraggio di scelte controcorrente. Essere “operatori di pace” è soprattutto creare occasioni di riconciliazione nella propria vita e in quella degli altri, a tutti i livelli: anzitutto con Dio e poi con chi ci sta vicino in famiglia, sul lavoro, a scuola, in parrocchia e nelle associazioni, nelle relazioni sociali ed internazionali. E’ quindi una forma di amore per il prossimo decisiva, una grande opera di misericordia che risana tutti i rapporti.
E’ quello che Jorge, un adolescente del Venezuela, ha deciso di fare nella sua scuola: “Un giorno, alla fine delle lezioni, mi sono accorto che i miei compagni stavano organizzandosi per una manifestazione di protesta, durante la quale erano intenzionati ad usare la violenza, incendiando macchine e gettando pietre. Ho subito pensato che quel comportamento non era in sintonia con il mio stile di vita. Ho proposto allora ai compagni di scrivere una lettera alla direzione della scuola: avremmo così potuto chiedere, in un’altra forma, le stesse cose che loro pensavano di ottenere con la violenza. Con alcuni di loro l’abbiamo stesa e consegnata al direttore”.
“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”.
In questo tempo appare particolarmente urgente promuovere il dialogo e l’incontro tra persone e gruppi, diversi di per sé per storia, tradizioni culturali, punti di vista, mostrando apprezzamento ed accoglienza per questa varietà e ricchezza. Come ha detto recentemente papa Francesco: “La pace si costruisce nel coro delle differenze … E a partire da queste differenze s’impara dall’altro, come fratelli. Uno è il nostro Padre, noi siamo fratelli. Amiamoci come fratelli. E se discutiamo tra noi, che sia come fratelli, che si riconciliano subito, che tornano sempre a essere fratelli” (2) . Potremo anche impegnarci a conoscere i germogli di pace e fraternità che già rendono le nostre città più aperte ed umane. Prendiamoci cura di essi e facciamoli crescere; contribuiremo così alla guarigione delle fratture e dei conflitti che le attraversano.
Letizia Magri
1 Cfr. C. Lubich, Diffondere pace, Città Nuova, 25, [1981], 2, pp. 42-43.
2 Cfr. Saluto del S. Padre, Incontro con i leader religiosi del Myanmar, 28 novembre 2017.