giovedì 29 marzo 2012

L'aroma del caffè




Pubblico un commento lasciato al blog precedente "Diventare l'altro" e appoggio la richiesta fatta da C.G. di eventuali esperienze simili. Grazie . Tanino





Caro Tanino, 
un'esperienza simile l'ho fatta con mio marito: lui appoggia la caffettiera piccola sul fuoco grande, io su quello piccolo. Ci ho litigato un paio di volte, ogni volta che la sua caffettiera si rovesciava perché in bilico sui supporti. 
Poi mi sono accorta che "stavo invecchiando piena di ragioni mie", come dici tu !!! 
Meglio GUSTARSI l'AROMA del caffè a prescindere dal come è fatto, che non GUASTARSI la vita e rovinare l'ARMONIA familiare !!!
Cambiando prospettiva: chiedo ai lettori se qualcuno ha esperienze simili in ambito lavorativo - sociale, potete condividerle?
Io in tanti anni di impegno sociopolitico ho solo accumulato povere esperienze che sembrano pregiudizi ma sono soltanto dispiaceri: sul lavoro, nelle associazioni, nei partiti se non fai prevalere la tua idea, se non ti allei con chi ha interessi particolari simili ai tuoi non sei nessuno, altro che costruire qualcosa per il bene di tutti!!!
Grazie C.G. 






Foto mia 

martedì 27 marzo 2012

"DIVENTARE" L'ALTRO


A Budapest per studi, abito in un piccolo appartamento messomi a disposizione da una famiglia. Viene un giorno a pranzo un amico e quando finiamo di mangiare, lui lava i piatti e mette ad asciugare le posate a testa in giù, diversamente da come faccio io che le metto a testa in su. Glielo dico spiegando le mie ragioni, e lui le sue.
Mi rendo conto che se non imparo a perdere le mie abitudini, finirà che invecchierò pieno di ragioni mie. Da quel momento le posate le metto ad asciugare con la testa in giù.
Mi capita tra le mani una frase di Teresa di Lisieux alla sorella Celine: “Prima di morire troncate dalla spada, facciamoci uccidere a colpi di spillo”. E colpi di spillo possono essere un punto di vista che non collima con il mio, uno sgarbo ricevuto, una delusione, il modo di fare di un impiegato più robot che persona, un collega che mi fa uno sgambetto …
Un giorno sono a cena dalla famiglia del mio amico. Non mi permettono di lavare i piatti, ma con sorpresa vedo che mettono ad asciugare le posate a testa in su. Ridiamo insieme quando dico loro che io ho cambiato modo… anche loro lo hanno fatto per me. Tutte le volte che riesco a “perdere la mia vita”, sperimento una tale gioia, una tale libertà che mi rende più facile amare gli altri.    


Foto mia: Budapest      

domenica 25 marzo 2012

sabato 24 marzo 2012

David Rider

DAVID: IL SEMINARIO O IL TIP TAP?

Questo sabato ad A Sua Immagine la storia del virtuoso ballerino di tip tap che ha deciso di diventare prete. 
Rosario Carello incontra David Rider,  racconterà la storia che lo ha portato da una scuola di danza ad un seminario.
Insieme al protagonista ripercorreremo le fasi di una vicenda appassionante: la fede scoperta a diciassette anni, la decisione di entrare in seminario, la formazione per diventare prete, l’amore per la vita consacrata.

Vedi anche mia intervista a David:
http://www.cittanuova.it/contenuto.php?testoricerca=Tanino+minuta&v=Cerca&MM_ricerca=ricerca&TipoContenuto=articolo&idContenuto=332807&origine=ricerca&name=7
 

venerdì 23 marzo 2012

Suggerimenti per ... vivere


Non bisognerebbe mai aspettare d'essere obbligati dalla malattia per fermarsi e riflettere su ciò che conta veramente nella vita.

Tratto  da Vita, istruzioni per l’uso di H. Jackson Brown Jr

foto mia


mercoledì 21 marzo 2012

Ecco, l'inverno è passato



Un messaggio che ieri ha scritto Claudia non mi ha lasciato indifferente.
In certi casi non si sa cosa dire.
Stamattina mi capita sotto gli occhi un brano del Cantico dei Cantici e mi è sembrato mi parlasse del papà che sta entrando nella stagione della "luce".
Siamo con te, Claudia!





Ora l’amato mio prende a dirmi:
«Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto!
Perché, ecco, l’inverno è passato,
è cessata la pioggia, se n’è andata;
i fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato
e la voce della tortora ancora si fa sentire
nella nostra campagna.
Il fico sta maturando i primi frutti
e le viti in fiore spandono profumo.
Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto!»


Foto mia

martedì 20 marzo 2012

Il blog, compagno di viaggio





Pubblico con tanta gratitudine ciò che mi ha scritto ieri Franco. Anche questo è un segno che il blog è un grande strumento di comunione. Un giorno ci ritroveremo tutti. Grazie! 






Tanino,
seguo il tuo blog da tanto tempo. È diventato un compagno di viaggio. 
Il beneficio che posso dire di trarne è di guardare i fatti, la gente, le cose… con uno sguardo più vicino alla realtà.
Infatti tante volte ho visto le cose secondo certe idee dominanti che alla fine non erano mie. E vedo che ci vuole qualcuno che veda in altro modo e che ti aiuti a tirar fuori il tuo vero punto di vista. Lentamente tu ci sei riuscito.
Ringrazio con te anche tutti i tuoi amici che scrivono. Sono anche miei amici.
Ringrazio in particolare Claudio.
Grazie, Franco F. 


Foto mia, Roma Lungotevere

sabato 17 marzo 2012

IL SOGNO SIGILLATO

Il risveglio è la parete 
che sigilla il mio sogno
dentro un tempo misterioso. 

La mia linfa è il sogno sigillato
 che manda al cuore e ai passi 
il suo ritmo.


Foto mia

mercoledì 14 marzo 2012

IL MIO GRAZIE A CHIARA LUBICH


Mi ha rivelato alcuni segreti per vivere pienamente la vita:

1.       Ascolto pieno e totale di ogni persona. Qualunque sia. Ciò ha avuto subito la conseguenza pratica di una capacità nuova di fare silenzio davanti a Dio e di arrivare ad ascoltare la voce dello Spirito. In pratica mi ha insegnato a pregare.
2.       Vivere il mio tempo, non un altro tempo. Ciò ha significato per me imparare a leggere i segni, capire le connessioni tra gli eventi e quindi non tremare con nessun terremoto. Così il dolore ha preso un ruolo non di nemico ma di una necessità per passare da uno stadio ad un altro superiore.
3.       Essere in costante relazione con Dio-Trinità. Ciò significa essere in armonia con la natura, l’universo, l’aldilà. Tutto ha acquistato valore: affetti, educazione ricevuta, luoghi, tutte le persone incontrate e che incontro. Anche gli errori hanno preso il loro posto. E vedo comporre un mosaico dove ogni pezzo si affretta a comporre una cosa nuova, unica. La mia vita. Stupito e attonito osservo come tutto sia “relazione”. In una parola Chiara mi aperto gli occhi per vedere, nel tutto e nel particolare, quell’armonia, quell’unità che regge l’universo intero. E... in un tempo che non è tempo, ho visto.

Il mio “grazie!” è nel coro che da tutto il mondo si eleva oggi nel 4° anniversario del compimento della vita terrena di Chiara. 

Foto mia

lunedì 12 marzo 2012

Felicità

Ringrazio Lauro e Claudio per gli incoraggianti commenti che hanno lasciato riguardo al libretto Felicità è.
E ringrazio anche chi mi ha scritto direttamente.
Il libretto raccoglie esperienze che ho vissuto in varie stagioni ed anche momenti di comunione attraverso il blog. La forma è come quella di Regista invisibile.
Mi scrive un amico riguardo ai contenuti:
«…tu cominci dal basso per arrivare in alto.
Sembra che tu guidi il lettore, riportandolo all’infanzia, a scoprire il senso degli accadimenti e la felicità che vi è nascosta.
È come se dicessi: “Guardate bene: ogni fatto contiene un’immensa quantità di felicità. Non scappate quando vedete la buccia. La mia vita è una prova della felicità!”  
Sai bene che sono religio-repellente, eppure, come ti scriveva una volta una tua lettrice del blog, la tua non è fede ma “liturgia della vita” e a questa aderisco con tutta la mia razionalità».
Il costo basso mi fa sperare che possa essere dono per tanti.
Grazie, cari amici, Tanino

giovedì 8 marzo 2012

L'organizzazione della menzogna


In Ungheria, come traduttore in italiano, una volta mi è stato chiesto di aiutare una compagnia teatrale a pronunciare bene le frasi italiane dato che avrebbero partecipato ad un festival di teatro per bambini in Italia.
C’era il ruolo di una bambina e l’attrice che la impersonava era straordinariamente brava: voce, gesti, postura del corpo, modo di camminare… da bambina.
Con l’intera compagnia una sera siamo a cena ed ho notato che l’attrice-bambina, si comportava tale anche quando mangiava, parlava, scherzava.
Non capivo se fosse stata contagiata dal ruolo.
Il capo della compagnia mi spiegò che la ragazza stava scherzando, ma che capitava che qualcuno fosse talmente preso dal ruolo da diventare il personaggio che recitava.

Pensai a una scena vista a Roma, dove un povero deformato, che per le sue gambe storte e paralizzate non lasciava indifferenti i passanti, l’avevo visto poi alzarsi e andare via speditamente quando ormai non passava più nessuno. Quello avrebbe guadagnato di più come attore.

Durante un viaggio in treno, alla stazione di Napoli, è salito un signore che piagnucolando diceva ad alta voce, in modo che tutto il vagone sentisse, che la sua bambina di 4 anni aveva una terribile malattia che impediva la calcificazione delle ossa. ”Signori, vedo che siete tutti di buon cuore. Nessuno di voi vorrebbe vedere la propria figlia invalida”. Quando il signore è passato vicino a me, ho visto che realmente aveva la faccia di un disperato. Era pallido, occhi segnati dal pianto. Anche il vestito era intonato. Mentre il treno si allontanava dalla stazione, sul marciapiede il disperato padre stava contando i soldi raccolti. 

Quando ripresi a leggere il giornale di colpo mi è diventato chiaro che come quel povero paralizzato, quel disgraziato padre di una figlia condannata all’immobilità, anche i giornalisti fanno lo stesso mestiere e mi son ricordato una tremenda frase di Simone Weil dalla sua opera “La prima radice” dove lei precisa: ”A maggior ragione è vergognoso tollerare l’esistenza di giornali dove un redattore non può lavorare se non consente talvolta ad alterare scientemente la verità, e tutti lo sanno. […] Tutti sanno che quando il giornalismo si confonde con l'organizzazione della menzogna è un delitto”.

Foto mia

domenica 4 marzo 2012

IL POSTO GIUSTO


Mi sistemo in una poltrona per la meditazione.
Un’abitudine che mi aiuta a vedere, a capire, a mettermi nel binario per far partire la mia giornata.
Dopo aver letto un brano di una maestra dello spirito su come saper perdere, per amore degli altri, le proprie convinzioni, mi stavo concentrando per fare silenzio in me e cercare di capire come applicare l'insegnamento.
Guardavo a terra senza pensieri quando mi distrae, allo zoccolo della poltrona, un ragno che sta cercando di fissare un capo della sua tela. Osservo la perfezione del suo lavoro, la maestria, la rapidità. Un lavoro perfetto... solo che non è al posto giusto.
Mi sono visto come quel ragno: quante volte fisso la mia tela nel posto sbagliato!
Quante convinzioni sono per me dei punti fermi per difendere un principio, un’idea.
Quante parole buttate per agganciarmi su sostegni fragili, quanti investimenti di energia su cose senza valore. 
Ciò che ieri è stato un punto fermo, non è sicuro che lo sia oggi.
Il ragno, con il suo errore, mi svela che ogni rete va tesa al posto giusto e che non bisogna mai fidarsi di ciò che sembra grande e possente… come una poltrona.
"Non commettere il mio errore!"
La giornata è stata poi di una freschezza non prevista.

Foto mia: Budapest, Monumento ricordo dei fatti del 1956

giovedì 1 marzo 2012

L'essenziale è invisibile agli occhi


…quanto è vero; "la tua felicità è la mia vera gioia" ma in questo momento il mio diciassettenne ribelle non può capire o… non vuole comprendere! 
Le tue parole, Tanino, mi fanno riflettere, mi danno forza per cercare la presenza del mio regista invisibile nella quotidianità.
Grazie a te per i tuoi splendidi appunti e grazie a tutti coloro che partecipano al tuo blog. Claudia

Quando ho letto questo commento lasciato da Claudia, che pubblico qui perché c’è un grazie per tutti gli amici del blog, mi è venuto in mente un brano de Il Piccolo Principe, di A. De Saint-Exupéry. Ne trascrivo soltanto un breve tratto che mi sembra dica, in forma altamente poetica, cosa significhi amare qualcuno. Tutti abbiamo dei prossimi da amare, da “addomesticare” direbbe Saint-Exupéry. 
Mentre amiamo veniamo amati. Questo è un rapporto compiuto.
Grazie, Claudia! 
Tanino    


"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripeté il piccolo principe per ricordarselo.


Foto mia