lunedì 31 dicembre 2018

Il tuo sguardo illumina il mondo di Susanna Tamaro

Chi mi conosce sa quale dono può darmi gioia: Il tuo sguardo illumina il mondo di Susanna Tamaro è arrivato quando stavo cercando come procurarmelo trovandomi all’estero. 
Con Susanna si vive uno strano fenomeno: lei sa fotografare così bene la realtà che ti ritrovi a camminare dove lei cammina, a pensare come lei pensa. Senti battere il tuo cuore accanto al suo e, con questo suo ultimo libro, vivi la commozione di un’amicizia intensa che oltrepassa il confine della morte. 
Susanna parla di Pierluigi Cappello, o meglio, parla con Pierluigi e ti trovi in una trama di ricordi illuminati e impreziositi dalla morte. Provi la strana sensazione di un libro che viene scritto tra due mondi. 
La bravura di Susanna non è il genere letterario che lei adotta per renderti partecipe e farti percorrere la storia intera, ma il suo cuore messo a nudo. 
Di fronte ad una poesia biografica, soltanto il silenzio regge. 
Grazie, Susanna! 
Il dono sei tu.
   


…Tra tutti i libri che ho scritto questo è stato l’unico di cui, fin dall’inizio, conoscevo la fine. Non c’era sorpresa possibile, né colpi di scena, né vie di fuga. 
La fine era la parola “morte”, scritta accanto al tuo nome, Pierluigi Cappello, scandito come negli appelli a scuola. Appello al quale tu non avresti potuto più rispondere: “Presente!”.

Susanna Tamaro, Il tuo sguardo illumina il mondo, Solferino, 2018, p.183.  

sabato 29 dicembre 2018

Chi vuol portare la luce


Chiunque voglia portare la luce, 
deve conoscere le tenebre che sta per rischiarare.


                                                       Lao Tzu

venerdì 28 dicembre 2018

L'oscurità non può...




L’oscurità non può scacciare le tenebre, 
solo la luce può farlo. 
L’odio non può scacciare l’odio, 
solo l’amore può farlo!

Martin Luther King

giovedì 27 dicembre 2018

Una pace nuova

Un'amica mi raccontava: 

Quando mio fratello si è suicidato la vita della nostra famiglia è cambiata.
Io, chiedendomi il perché di quanto era successo, ho cominciato ad avere dubbi di fede e la mia vita è diventata squallida e vuota. Un giorno, mi sono resa conto che la mia posizione non facilitava la vita dei miei genitori e ho raccolto tutte le forze per fare in modo che loro sentissero meno il peso della tragedia.
Forse questo impegno e la voglia di uscire da me stessa mi hanno dato una pace che prima non avevo e lentamente ho sentito sanare tutte le mie ferite.  
È stata una vera e meravigliosa conquista che, ora che sono mamma, mi aiuta a mettere il bene in tutte le situazioni prima di giudicare e cercare di capire. 

mercoledì 26 dicembre 2018

La causa del dolore e della gioia







Quanto più acquisto esperienza, tanto più mi accorgo che l'uomo è la causa del proprio dolore o della propria gioia.

Mahatma Gandhi 

lunedì 24 dicembre 2018

Cari amici

Cari amici, 
è Natale! Cosa potrei augurare ai compagni di un meraviglioso viaggio?
Incoraggiamento a non distogliere lo sguardo dalla meta, la mia prossimità affettuosa… certamente. 
Sono stato invitato a parlare della preghiera e, interrogando me stesso su cosa sia per me la preghiera, l’unica risposta (che è anche esperienza) è: ascolto. 
Una volta leggevo che le formule di preghiera sono come le note musicali, ma non sono la musica. Ecco il mio augurio: ascoltare, ascoltare fino a percepire un meraviglioso concerto. E questo è possibile. 
Ci vuole silenzio, ma soprattutto fiducia. Ascolto fiducioso senza stancarsi e ci si trova immersi in un mare di Bene. 
Questo è l’unico Natale atteso: il Bene, Gesù.
Grazie a tutti!
                        Tanino  

domenica 23 dicembre 2018

sabato 22 dicembre 2018

La propria oscurità





Conoscere la propria oscurità è il metodo migliore per affrontare le tenebre degli altri.


         Carl Gustav Jung

venerdì 21 dicembre 2018

Verità bene e bellezza




Verità, bene e bellezza: questa triade metafisica è un unico principio, è un'unica vita spirituale esaminata sotto vari punti di vista.

La verità manifestata è amore. L'amore realizzato è bellezza. Il mio stesso amore è azione di Dio in me, e mia in Dio.

Pavel Aleksandrovič Florenskij (1882-1937), presbitero, filosofo e matematico russo

giovedì 20 dicembre 2018

Storie di "Natale"

Quando ci siamo sposati ero fiera di lui, delle sue capacità, dei suoi successi. Ma col passare degli anni proprio il suo mondo è diventato per me ostile, perché lo teneva lontano dalla famiglia. Anzi era come se moglie e due figli non esistessimo. La nostra casa era soltanto il suo albergo. Quando ci siamo separati, lui non ci ha più cercati se non in qualche ricorrenza. 

Da suo fratello ho saputo che era gravemente malato. Con i figli siamo andati in ospedale. 
Era tornato bambino: fragile, affettuoso, delicato.
Non è stato difficile dirgli che, dopo luscita dallospedale, lo attendevamo a casa. Così è stato. La malattia lo consumò in brevi mesi. Ma avevo ritrovato lamore della mia vita.

mercoledì 19 dicembre 2018

Aiutami a nascere



Si avvicina Natale e non posso non ripensare a un fatto accadutomi a Bratislava tanti anni fa. ne avevo parlato sulla rivista Città Nuova ed ho notato che altre testate hanno utilizzato questa esperienza. 
La ricordo assieme a voi, cari amici, perché, come ogni altro evento della vita, contiene un suggerimento per vivere. 

martedì 18 dicembre 2018

Basta che un uomo solo sogni



Basta che un uomo solo sogni perché un’intera stirpe profumi di farfalle.
Basta che uno solo dica di aver visto l’arcobaleno di notte perché anche il fango abbia gli occhi rilucenti. 

Manuel Scorza Torres (1928-1983), scrittore e politico peruviano.

lunedì 17 dicembre 2018

Il significato ultimo di tutto





L' amore è il significato ultimo di tutto quello che ci circonda. Non è solo una  sensazione, è la verità, è la gioia che è la fonte di tutta la creazione.

Rabindranath Tagore 

domenica 16 dicembre 2018

Il nostro peggiore nemico




Noi stessi siamo il nostro peggior nemico. 
Nulla può distruggere l'Umanità ad eccezione dell'Umanità stessa.
Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955), gesuita filosofo e paleontologo.

sabato 15 dicembre 2018

Nonostante le perdite (Dostoevskij)




Nonostante tutte le perdite e le privazioni che ho subito, io amo ardentemente la vita, amo la vita per la vita e, davvero, è come se tuttora io mi accingessi in ogni istante a dar inizio alla mia vita [...] e non riesco tuttora assolutamente a discernere se io mi stia avvicinando a terminare la mia vita o se sia appena sul punto di cominciarla: ecco il tratto fondamentale del mio carattere; ed anche, forse, della realtà..

Fëdor Dostoevskij

venerdì 14 dicembre 2018

La meditazione




La meditazione ci insegna che più noi entriamo profondamente in un mistero di unità, più diventiamo realmente umani e compassionevoli. 
John Main 

giovedì 13 dicembre 2018

Santa Lucia, 13 dicembre

Oggi non posso non ricordare mia madre, fedelissima e brava nel preparare la “cuccìa”, una pietanza, in genere dolce, a base di frumento cotto. Il condimento varia secondo il gusto: cacao, ricotta, frutta candita, cannella. Ma il condimento è un complemento al pasto originale.
L’origine di questa devozione (perché quel giorno non si mangia altro) è legata a Santa Lucia.  Si racconta che il popolo di Siracusa, stremato dalla carestia, dopo una preghiera fervente, ottenne che proprio il 13 dicembre del 1763 una nave, carica di frumento, attraccò nel porto della città. Il frumento fu subito cucinato, senza aspettare di essere trasformarlo in farina. 
Mia madre, che faceva la cuccìa per parenti e amici, da quando non vivevo più ad Agrigento, me la conservava in freezer perché io la potessi mangiare quando tornavo a casa. 
Ricordi che con il tempo si impreziosiscono per l’amore che contengono. 

Nella foto: statua di Santa Lucia nel Duomo di Siracusa, opera di Antonello Gagini.


mercoledì 12 dicembre 2018

Cosa siamo noi?

Cosa siamo noi? Siamo gocce che vivono come gocce per un certo tempo e poi cadono, spariscono nel mare, nell’acqua dell’oceano. Spariscono come gocce perché la loro acqua si è unita a tutta l’acqua dell’oceano. 
La gente vive un po’ angosciata perché si domanda: che cosa sarà di me dopo la mia morte? Allora io dico loro, ma che cosa sei tu? La goccia d’acqua o l’acqua della goccia?
La goccia d’acqua svanisce, ma all’acqua della goccia non succede nulla. L’acqua rimane.
Anzi ciò che mi faceva soffrire, ossia  la tensione superficiale che mi impediva di stare fino in fondo in relazione con te, svanisce. Il tempo di questa vita mi è dato per scoprirmi acqua. L’acqua non si perde, si trasforma. Farà il suo cammino, forse diverrà un’altra goccia d’acqua, ma quella goccia sparisce e ciò che è chiamato a sparire quanto prima sparisce meglio è. Perché afferrarsi? Lascia andare.

Raimon Panikkar (1918-2010), presbitero, teologo e filosofo spagnolo.

martedì 11 dicembre 2018

La violenza e la meraviglia (M. Zambrano)




La violenza vuole, mentre la meraviglia non vuole nulla. A questa è perfettamente estraneo il volere; le è estraneo e perfino nemico tutto quanto non persegue il suo inestinguibile stupore estatico. E, ciò nonostante, la violenza viene a romperla e rompendola invece di distruggerla fa nascere qualcosa di nuovo, un figlio di entrambe: il pensiero, l'instancabile pensiero filosofico.

María Zambrano (1904-1991), filosofa e scrittrice spagnola.

lunedì 10 dicembre 2018

Mi stupisce (Charlie Chaplin)

Mi stupisce il numero delle persone intelligenti che parlano a favore delle armi atomiche (...) Le crescenti complessità della vita moderna, l'invasione cinetica del xx secolo, ci trovano accerchiati da gigantesche istituzioni che ci minacciano da tutti i lati, politicamente, scientificamente ed economicamente. Stiamo diventando le vittime di un condizionamento spirituale, di sanzioni e permessi. Lo stampo in cui ci siamo lasciati gettare è dovuto a una mancanza di intuito culturale. Ci siamo cacciati alla cieca nella bruttezza e nella congestione e abbiamo perso il gusto per l'estetica. Il nostro senso vitale è stato smussato dal profitto, dal potere e dal monopolio. Abbiamo permesso a queste forze di avvilupparci in un totale disprezzo delle sinistre conseguenze. Ora ci troviamo di fronte allo spettro della guerra nucleare, e siamo come pecore destinate al macello. La scienza, male indirizzata o priva di senso di responsabilità, ha consegnato agli uomini politici e ai militari armi capaci di tali distruzioni da permettere loro di tenere in pugno il destino di ogni essere vivente sulla terra. L'immensità del potere delegato a uomini la cui responsabilità morale e competenza intellettuale non sono, a dire il meno, infallibili, e in molti casi discutibili, potrebbe sfociare in una guerra di sterminio di tutta la vita sulla terra. Eppure si continua così, alla cieca. (...) Certi scienziati sembrano dei fanatici. Corrono avanti alla cieca, credendo che le loro scoperte siano sempre fonti di benessere e che la loro dottrina della necessità di sapere sia una dottrina morale. L'uomo è un animale in cui l'istinto della sopravvivenza viene al primo posto. Di conseguenza, si è sviluppato prima il suo ingegno e poi la sua anima. In tal modo il progresso della scienza è molto più avanti del comportamento etico dell'uomo.
Charlie Chaplin

domenica 9 dicembre 2018

Così entra la luce (L. Cohen)


C’è una crepa in ogni cosa, è così che entra la luce.

Leonard Cohen (1934-2016), cantautore e compositore canadese.

sabato 8 dicembre 2018

Santa Maria (don Tonino Bello)





Santa Maria, donna dei nostri giorni, facci comprendere che la modestia, l'umiltà, la purezza sono frutti di tutte le stagioni della storia, e che il volgere dei tempi non ha alterato la composizione chimica di certi valori quali la gratuità, l'obbedienza, la fiducia, la tenerezza, il perdono.  

                                            don Tonino Bello 

venerdì 7 dicembre 2018

L'incandescenza del cuore


Non si può conservare sempre l’incandescenza del cuore 
ma sempre si può custodire la memoria dell’incandescenza.
Il ricordo di quando ci brucava il cuore per via.
                                                  C. M. Martini

giovedì 6 dicembre 2018

Ormai è sazio (Mariangela Gualtieri)


Ormai è sazio
di ferite e di cielo. Si chiama
uomo. Si chiama donna. È qui
nel celeste del pianeta –
dice mamma. Dice cane
o aurora.
La parola amore l’ha inventata
intrappolato nel gelo.
Perso. Lontano. Solo. L’ha scritta
con ditate di rosso
in un silenzio caduto giù
dalla neve.

Mariangela Gualtieri (1951), da Le giovani parole, Einaudi Editore.


mercoledì 5 dicembre 2018

Il viaggio di scoperta...



Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi posti, ma nell’avere nuovi occhi, vedere l'universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d'altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è.
Marcel Proust

martedì 4 dicembre 2018

Tra il mio sguardo e il tuo (P. Cappello)

Tra il mio sguardo e il tuo
lo stupore del mio
caduto sulle ginocchia per vedere
come stanno le nuvole
e come le nuvole cambiano quando stiamo davvero.


Pierluigi Cappello
da “Dedica a chi sa”, in “Mandate a dire all’imperatore”, Crocetti Editore, 2010.

lunedì 3 dicembre 2018

La speranza

La speranza è ciò che mi permette di innamorarmi. 
La speranza è la testarda fedeltà all’idea 
che la storia e la vita mia sono, 
nonostante tutte le smentite, 
un possibile cammino di salvezza.

padre E. Ronchi (conferenza Innamorarsi della realtà, Sala Sarpi, Convento S. Maria del Cengio, Isola Vicentina, 4 ott. 2018)

domenica 2 dicembre 2018

Il giovane ricco

N.S. un ragazzo di ricca famiglia mi racconta il cambiamento avvenuto in lui nell’incontro con il Vangelo: “Non so dire se ci fu un pensiero, un ragionamento logico che mi catturasse… ho compreso che ogni prossimo è Gesù. Mi son trovato cambiato. Non erano cambiati gli altri. Ero cambiato io. Mi sono trovato davanti ad una proposta di vita perfetta ma non perché la scegliessi io, come avevo fatto fino ad allora che sceglievo quello che mi piaceva, stavolta era un altro, era Gesù che mi faceva capire che mi sceglieva, che mi aveva scelto rivelandomi un modo nuovo di vivere. Certamente ero libero e rimanevo libero, ma nella possibilità di seguire lui senza paura di lasciare tutto ciò che mi dava sicurezza e benessere, senza considerare i progetti fatti, sentii che c’era la proposta di realizzarmi veramente”.

sabato 1 dicembre 2018

Parola di Vita - dicembre 2018

L’apostolo Paolo scrive alla comunità della città di Filippi, mentre egli stesso è oggetto di una persecuzione che lo mette in grave difficoltà. Eppure, a questi suoi cari amici egli consiglia, anzi quasi comanda di “essere sempre lieti”.
Ma si può rivolgere un simile comando?
Guardandoci intorno, non troviamo spesso motivi di serenità, figuriamoci di gioia!
Di fronte alle preoccupazioni della vita, alle ingiustizie della società, alle tensioni tra i popoli è già un grande impegno non lasciarci scoraggiare, sopraffare, chiuderci in noi stessi.
Eppure Paolo invita anche noi:
“Siate sempre lieti nel Signore”.
Qual è il suo segreto?
«[…] c’è una ragione perché, nonostante tutte le difficoltà, noi dobbiamo essere sempre nella gioia. È la vita cristiana presa sul serio che porta a questo. Per essa Gesù vive con pienezza dentro di noi e con lui non possiamo non essere nella gioia. È lui la sorgente della vera gioia, perché dà senso alla nostra vita, ci guida con la sua luce, ci libera da ogni timore sia per quanto riguarda il passato come per quanto ancora ci attende, ci dà la forza per superare tutte le difficoltà, tentazioni e prove che possiamo incontrare» (1)
La gioia del cristiano non è il semplice ottimismo, o la sicurezza del benessere materiale, o l’allegria di chi è giovane e in buona salute. È piuttosto frutto dell’incontro personale con Dio nel profondo del cuore.
“Siate sempre lieti nel Signore”.
Da questa gioia, dice ancora Paolo, nasce la capacità di accogliere gli altri con cordialità, la disponibilità ad avere tempo da dedicare a chi abbiamo intorno (2)
Anzi, Paolo in un’altra occasione riporta con forza il detto di Gesù: «c’è più gioia nel dare che nel ricevere» (3)
Dalla compagnia di Gesù scaturisce anche la pace del cuore, l’unica che può contagiare le persone che abbiamo intorno, con la sua forza disarmata.
Recentemente in Siria, nonostante i gravi pericoli e disagi della guerra, un gruppo numeroso di giovani si sono riuniti per scambiarsi le esperienze di Vangelo vissuto e sperimentare la gioia dell’amore reciproco; da qui sono poi ripartiti, decisi a testimoniare che la fraternità è possibile.
Così scrive chi ha partecipato: «Si susseguono racconti di storie di dolore cocente e di speranza, di fede eroica nell’amore di Dio. C’è chi ha perso tutto e chi ha visto morire le persone più care[…]. Forte l’impegno di questi giovani a generare vita attorno a loro: organizzano opere di beneficenza, coinvolgendo migliaia di persone, ricostruiscono una scuola e un giardino nel centro di un paesino, mai portato a termine a causa della guerra. Offrono sostegno a decine di famiglie di profughi[…]. Riaffiorano nel cuore le parole di Chiara Lubich: “La gioia del cristiano è come un raggio di sole che brilla da una lacrima, una rosa fiorita su una macchia di sangue, essenza d’amore distillata dal dolore […] per questo ha la forza apostolica di uno squarcio di Paradiso” (4) Nei nostri fratelli e sorelle della Siria troviamo la fortezza dei primi cristiani, che in questa tremenda guerra testimoniano la fiducia e la speranza in Dio Amore, trasmettendola ai loro compagni nel viaggio della vita. Grazie, Siria, per questa lezione di cristianesimo vissuto!».
Letizia Magri
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1 C. Lubich, Invito alla gioia, in «Città Nuova», 31 (1987/22), p. 11.
2 Cf. Fil 4, 5.
3 Atti 20,35.
4 C. Lubich, La gioia, al Giubileo dei giovani, Roma 12 aprile 1984.