martedì 30 aprile 2019

Ciò che sanno i bambini





Dio è ciò che sanno i bambini, non gli adulti. 
Un adulto non ha tempo da perdere nel nutrire un passero. 

Christian Bobin, scrittore e poeta francese.

lunedì 29 aprile 2019

Sono come un cervo (Cristina Campo)







Io sono come un cervo sempre in fuga nella foresta. Quando arriva a uno stagno dove potrebbe specchiarsi, ha tanta sete che subito lo intorbida. 

Cristina Campo (1923-1977)
da Lettera a Margherita Dalmati, ottobre 1955; in Margherita Dalmati, Cristina Campo e la scrittura del dioNeuropa, XXIV, 86-89, 1996, pp. 73–79.

domenica 28 aprile 2019

Ad ognuno la sua resurrezione




Che sia Pasqua o non, ad ognuno spetta la sua resurrezione.
Chiunque abbia portato una croce, ha diritto a risorgere.
E non serve un miracolo. Il vero miracolo è continuare ad amare la vita, nonostante le sofferenze che ci riserva.
È sempre l'amore la chiave di ogni resurrezione.

Antonio Curnetta

sabato 27 aprile 2019

Pensate di essere liberi...

Pensate di essere liberi, ma probabilmente non c'è un gesto, un pensiero, un'emozione, un atteggiamento, una convinzione in voi che non venga da qualcun altro.
Anthony de Mello (1931-1987), gesuita e scrittore indiano

venerdì 26 aprile 2019

Un giorno la paura

Un giorno la paura bussò alla porta. 
Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.
                                     Martin Luther King

giovedì 25 aprile 2019

Ero matta...



Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita. 
Alda Merini (1931-2009)




mercoledì 24 aprile 2019

Fuochi da accendere




I fanciulli non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere. 

Affermazione attribuita a Socrate è di Plutarco (46-48 d.C.), scrittore, storico e filosofo greco.

[ripresa da William Butler Yeats: "Educare non significa riempire un secchio, ma accendere una fiamma".]

foto da web

martedì 23 aprile 2019

Lievito divino





Cristo, come lievito divino, penetra sempre più profondamente nel presente della vita dell'umanità diffondendo l'opera della salvezza di Lui compiuta nel Mistero pasquale. Egli avvolge inoltre nel suo dominio salvifico anche tutto il passato del genere umano, cominciando dal primo Adamo.

San Giovanni Paolo II

lunedì 22 aprile 2019

Un genio dell'informatica sugli altari: Carlo Acutis

Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie.
Carlo Acutis, (1991-2006) proclamato venerabile da papa Francesco.
(foto da web)

domenica 21 aprile 2019

Lui vive e ti vuole vivo! (Papa Francesco)




Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo!

Da Christus vivit esortazione apostolica (2018) di papa Francesco 




   Buona Pasqua a tutti!


sabato 20 aprile 2019

Santa Maria, donna del sabato santo (d. Tonino Bello)

Santa Maria, donna del Sabato santo, 
raccontaci come, sul crepuscolo di quel giorno, ti sei preparata all'incontro col tuo figlio Risorto. 
Quale tunica hai indossato sulle spalle? 
Quali sandali hai messo ai piedi per correre più veloce sull'erba? 
Come ti sei annodata sul capo i lunghi capelli di nazarena? 
Quali parole d'amore ti andavi ripassando segretamente, per dirgliele tutto d'un fiato non appena ti fosse apparso dinanzi?
Madre dolcissima, prepara anche noi all'appuntamento con lui.
Destaci l'impazienza del suo domenicale ritorno. 
Adornaci di vesti nuziali. 
Per ingannare il tempo, mettiti accanto a noi e facciamo le prove dei canti.
Perché qui le ore non passano mai. 

                         Don Tonino Bello

Illuminata libertà




Lascia che il mio amore ti circondi come la luce del sole, e che, tuttavia, ti dia una illuminata libertà.

Rabindranath Tagore

venerdì 19 aprile 2019

Venerdì santo


Da un carcere della Nigeria

Un fatto che fa riflettere:

Nella mia cella c’era un ragazzo che non aveva soldi e per mangiare prese il contenitore di un altro. Questo lo ha minacciato costringendolo a pagare subito tre Naira. Lui hai cominciato a chiedere a noi quei soldi. Io avevo solo cinque Naira e li volevo usare per comprarmi qualcosa da mangiare. Ma mi sono ricordato del Vangelo ed ho capito che per amare Dio dovevo amare questo mio compagno, così ho dato a lui i soldi. Appena ritornato in cella qualcuno mi ha portato del cibo.

giovedì 18 aprile 2019

L'infinito (F. Caramagna)




L’infinito talvolta si specchia in una goccia per dimenticare la sua immensità quotidiana.
Da Linee di seta di Fabrizio Caramagna

(Foto da Web)

mercoledì 17 aprile 2019

Se non lo sai spiegare






Se non lo sai spiegare a un bambino di 6 anni, 
vuol dire che non lo sai.


Albert Einstein 


martedì 16 aprile 2019

Ciò che mi fa paura (M. Monroe)


Ciò che mi fa più paura non è la morte, ma la sensazione di non aver vissuto appieno la vita. 
                                                   Marilyn Monroe 

Foto da Web

lunedì 15 aprile 2019

sabato 13 aprile 2019

Dare è vivere (A. Hepburn)






Dare è vivere. 
Se smetti di voler dare, non c’è più nessun motivo per cui vivere. 
                                       Audrey Hepburn 

venerdì 12 aprile 2019

La vita...


La vita è la somma di tutte le tue scelte. 
                                     Albert Camus 

giovedì 11 aprile 2019

La generosità





Le persone veramente generose non sono quelle che danno molto ma che danno qualcosa a cui tengono.

Sandro Montalto 

mercoledì 10 aprile 2019

Chi ama sa



Il nuovo non è quindi il «diverso» dal solito, ma «lo stesso» che non diventa mai «uguale»: è un «solito» inesauribile. Chi ama lo sa: trova sempre il nuovo nella stessa persona. Il nuovo dipende quindi dall’amore: ricevo la vita contenuta in ciò che incontro veramente, ciò a cui mi apro e che curo. 

Alessandro D’Avenia "L'Epifania quotidiana", da Il corriere della Sera, 7 gennaio 2019 (foto da web)

martedì 9 aprile 2019

Presunzione di saper dare consigli...

Una collega mi scriveva:

Un’amica della parrocchia mi aveva confidato la sua delusione col marito che l’aveva tradita. Stavo preparando una lettera indirizzata a tutte e due, dato che li conoscevo bene, quando successe proprio a me la stessa cosa. Un fulmine a ciel sereno. 
Mettendomi al lavoro, un giorno rividi al computer la mail che non avevo finita. 
Quelle parole mi sembrarono vuote, foglie spinte dal vento. “Si può essere così stupidi da pretendere di saper dare consigli?” mi chiesi tra le lacrime. 
Chiamai l’amica per telefono e le confessai la mia stupidità. Lei fu consolata dalla mia sincerità. Insieme decidemmo di amare meglio i nostri mariti, ma fu soprattutto la complicità a sostenerci e accendere la fantasia. Organizzammo feste, per coinvolgere anche i figli, gite… 
Dimentiche dei nostri guai ci trovammo più amiche di prima. 

lunedì 8 aprile 2019

La farfalla non conta i mesi




La farfalla non conta i mesi ma i momenti e ha tempo a sufficienza.

Rabindranath Tagore



Foto da web

domenica 7 aprile 2019

sabato 6 aprile 2019

Madre Teresa: una goccia d'acqua pulita

Madre Teresa, dopo aver ricevuto a Oslo il Nobel per la Pace, in una sosta a Roma, un giornalista le chiese: 

«Lei ha settanta anni! Quando lei morirà, il mondo sarà come prima. Che cosa è cambiato dopo tanta fatica?»
Madre Teresa avrebbe potuto reagire con un po' di sdegno, ed invece sorrise e aggiunse:
«Vede, io non ho mai pensato di poter cambiare il mondo! Ho cercato soltanto di essere una goccia di acqua pulita, probabilmente una goccia nell'oceano, ma nella quale potesse riflettersi l’amore di Dio. Le pare poco?»
Il giornalista non riuscì a rispondere mentre attorno alla Madre si era creato il silenzio dell’ascolto e della emozione. Madre Teresa riprese la parola e chiese al giornalista ‘sfacciatello’:
«Cerchi di essere anche lei una goccia pulita e così saremo in due. È sposato?».
«Sì, Madre...».
«Lo dica anche a sua moglie e così saremo in tre.
Ha dei figli?».
«Tre figli, Madre».
«Lo dica anche ai suoi figli e così saremo in sei …».

Angelo ComastriMadre Teresa: una goccia d’acqua pulita, Paoline 2003, pag. 34

venerdì 5 aprile 2019

Dove abitano i figli (papa Francesco)

Per un figlio non c'è insegnamento e testimonianza più grande che vedere i propri genitori che si amano con tenerezza, si rispettano, sono gentili tra di loro, si perdonano a vicenda: ciò che riempie di gioia e di felicità vera il cuore dei figli. I figli, prima di abitare una casa fatta di mattoni, abitano un'altra casa, ancora più essenziale: abitano l'amore reciproco dei genitori. 
                                                                                    Papa Francesco

giovedì 4 aprile 2019

Ciò che mi spaventa

Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; 
è l'indifferenza dei buoni.
Martin Luther King

mercoledì 3 aprile 2019

In ognuno c'è qualcosa




In ognuno, c'è qualcosa che non sarà mai compreso da nessuno. 
Questo qualcosa è la causa stessa della nostra solitudine, della solitudine che ci è connaturale. 
È questa solitudine rudimentale che dobbiamo accettare in primo luogo.

Madeleine Delbrêl (1904-1964), mistica francese

martedì 2 aprile 2019

E' più facile...




È più facile amare gli altri che se stessi. 
Degli altri si conosce il meglio.

Gesualdo Bufalino (1920-1996), scrittore italiano

lunedì 1 aprile 2019

Parola di Vita - aprile 2019

“Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri” (Gv 13,14).
L’evangelista Giovanni, nel ricordare le ultime ore trascorse con Gesù prima della Sua morte, mette al centro la lavanda dei piedi. Nell’antico Oriente, era un segno di accoglienza verso l’ospite, arrivato attraverso strade polverose, di solito compiuto da un servo. Proprio per questo, in un primo momento i discepoli si rifiutano di accettare questo gesto dal loro Maestro, ma poi Egli alla fine spiega:
“Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri”.
Con questa immagine tanto significativa, Giovanni ci svela l’intera missione di Gesù: Egli, il Maestro e il Signore, è entrato nella storia umana per incontrare ogni uomo e ogni donna, per servirci e riportarci all’incontro con il Padre. Giorno dopo giorno, durante tutta la sua vita terrena, Gesù si è spogliato di ogni segno della sua grandezza ed ora si prepara a dare la vita sulla croce. E proprio adesso consegna ai suoi discepoli, come sua eredità, la parola che Gli sta più a cuore:
“Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri”.
È un invito chiaro e semplice; tutti possiamo comprenderlo e metterlo in pratica subito, in ogni situazione, in ogni contesto sociale e culturale. I cristiani, che ricevono la rivelazione dell’Amore di Dio attraverso la vita e le parole di Gesù, hanno un “debito” verso gli altri: imitare Gesù accogliendo e servendo i fratelli, per essere a loro volta annunciatori dell’Amore. Come Gesù: prima amare concretamente e poi accompagnare il gesto con parole di speranza e di amicizia. E la testimonianza è tanto più efficace, quanto più rivolgiamo la nostra attenzione ai poveri, con spirito di gratuità, rifiutando invece atteggiamenti di servilismo verso chi ha potere e prestigio. Anche di fronte a situazioni complesse, tragiche, che ci sfuggono dalle mani, c’è qualcosa che possiamo e dobbiamo fare per contribuire al “bene”: sporcarci le mani, senza aspettare ricompense, con generosità e responsabilità. Inoltre, Gesù ci chiede di testimoniare l’Amore non solo personalmente, nei nostri ambienti di vita, ma anche come comunità, come popolo di Dio, che ha come legge fondamentale l’amore reciproco.
“Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare
i piedi gli uni agli altri”.
Dopo queste parole, Gesù continua: «Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io,
facciate anche voi… Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica»1.
Commentando questa frase del Vangelo, Chiara Lubich ha scritto: “[…] «Sarete beati…». Il
reciproco servizio, l’amore vicendevole che Gesù insegna con questo gesto sconcertante, è dunque
una delle beatitudini insegnate da Gesù. […] Come vivremo allora, durante questo mese, questa
parola? L’imitazione che Gesù ci chiede non consiste nel ripetere pedestremente il suo gesto, anche
se dobbiamo averlo sempre dinanzi a noi come luminosissimo e impareggiabile esempio. Imitare Gesù significa comprendere che noi cristiani abbiamo senso se viviamo «per» gli altri, se
concepiamo la nostra esistenza come un servizio ai fratelli, se impostiamo tutta la nostra vita su
questa base. Allora avremo realizzato ciò che a Gesù sta più a cuore. Avremo centrato il Vangelo.
Saremo veramente beati»2.
Letizia Magri
Illustrazione da un mosaico di Marko Rupnik a Belgrado