domenica 29 aprile 2012

L'amore... cos'è?


Una reazione lasciata da una sostenitrice del blog a commento de “La più grande povertà” è giusto che sia conosciuta da altri. Sia perché l’autrice si rivolge anche agli altri lettori e commentatori, sia perché penso che il tema dell’amore non è mai esaurito.
Riporto quello che scrive Claudia:

Si, tutti abbiamo bisogno di amore!
ma a volte, proprio per amore bisogna essere duri, fermi, tenaci nel dire di NO!
Ma questi NO, vengono intesi come semplici dispetti, come incomprensioni generazionali e il risultato sembra ben lontano dall'amore!
chiedo scusa a tutti i partecipanti al blog e a te Tanino per questa considerazione fuori luogo, ma la disperazione........Claudia

Oltre ad essere pienamente d’accordo con lei mi permetto di aggiungere che per essere capaci di dire di no bisogna essere realmente se stessi e sapere sempre quale sia il bene.
Ne parleremo ancora, ma mi affretto a rispondere per dire a Claudia un immenso grazie e per dirle che non è sola.
Claudia non sei sola!!!


Foto di Gàbor Papp


venerdì 27 aprile 2012

Consigli del saggio (1)

Ringrazio i tanti che mi hanno scritto. Continuo a fare dono di quanto il saggio mi disse:


Aggiustati al tempo!
Non sai chi è
non sai cos’è.
Conoscilo
non definirlo
non attenderti promesse
non rivelargli i tuoi desideri.
Ascoltalo senza pensieri
e se ti chiede qualcosa
non rispondergli subito.
Non dire sì,
non dire no, 
aspetta che il silenzio sia sazio.


Foto mia

giovedì 26 aprile 2012

L'uomo vivente è la gloria di Dio


“Quante volte ti sarà capitato, guardando un fiore, ascoltando il cinguettio degli uccelli, guardando gli occhi di un bambino di accorgerti che non c’è distanza tra te e la bellezza. La bellezza non ti è estranea, è una dimensione che esiste in te prima che tu lo sappia. Nella bellezza ritrovi te stesso.
Ma la bellezza è un luogo? È un tempo?
Il luogo, il tempo della bellezza sei tu. Sei tu che dai il nome alle cose. Perché l’uomo vivente è la gloria di Dio!”
Così scrive un uomo vecchio e saggio. Di lui ho saputo che quando era giovane e ricco aveva capito che quello che già aveva non gli bastava e, abituato a volere tutto, si mise in cerca di quel qualcosa che desse un senso definitivo alla sua esistenza. Si avviò decisamente su un sentiero dal quale non tornò mai indietro. Si ritirò in un eremo. Dopo anni di silenzio si cominciò a parlare di lui più di quando conduceva una vita da invidiato protagonista sulle scene cangianti delle stagioni.
Un amico che lo aveva incontrato non seppe dirmi molto di lui. Quel silenzio non mi incuriosì, mi convinse ad andare a trovarlo. Davanti a lui mi resi conto di essere dinanzi ad un uomo che aveva trovato la chiave per aderire alla vita, alla realtà.

Disegno mio

domenica 22 aprile 2012

La forza dell'ombra

Caro Tanino,
pensavo che, come per tutte le cose, l’inerzia avrebbe ingrigito le pagine del tuo blog e invece mi accorgo che è un crescendo. Leggo sempre i commenti. 
Hai creato un giro di amiche e amici che discutono con te, si nutrono della saggezza che offri su un piatto di poesia, ti raccontano il loro sforzo di stare a quanto proponi. Insomma è una piazza viva. Forse neanche tu immaginavi una cosa così.
Un consiglio che ti darei è di trovare il modo di aiutare il lettore che entra nel blog. Come trovare facilmente le cose dell’archivio?
Io, per esempio, sono molto interessato a come vivi il Vangelo (sono catechista oltre che sociologo di professione) e sempre vado a cercare i fatti vissuti e le reazioni alle storie che racconti: sono spaccati di vita.
Grazie per ogni cosa che doni. Ringrazia i tuoi amici che scrivono i preziosi commenti.
Non figuro tra i tanti lettori affezionati, ma considerane uno in più, anche se non ne vedi la foto.
A presto! Luciano S.


Foto mia: La forza dell'ombra

venerdì 20 aprile 2012

La più grande povertà







Essere non amati, non voluti, dimenticati.
E' questa la grande povertà,
peggio che non avere niente da mangiare.







Quante volte mi vengono in mente queste parole di madre Teresa di Calcutta: negli ospedali, nelle stazioni delle grandi città, nei parcheggi dei supermercati, davanti alle vetrine... 
Ma non soltanto lì. 
Il povero è accanto a te. 
Tutti hanno bisogno di amore.
Come te, come me.  

Foto mia: Stazione Termini

lunedì 16 aprile 2012

Nessun uomo è un'isola

Qualcuno mi ha chiesto, nei commenti precedenti, di dire di più sulla mia visione della vita. Lo farò, anzi comincio, prendendo un ultimo commento arrivato (e ringrazio Serena per avermi scritto) per dire che è fondamentale pensare che siamo ciascuno parte dell'altro. Grazie, Tanino
  


Nessun uomo è un'isola,
completo in se stesso;
ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una nuvola
venisse lavata via dal mare,
l'Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
perché io sono parte dell'umanità.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campana:
suona per te.

                                   John Donne 
                 (poeta e religioso inglese, 1572 – 1631)

sabato 14 aprile 2012

Nulla avviene per caso


Un amico, venuto per salutarmi, non riesce a trovare la mia abitazione. Qualcuno del posto lo aiuta e così, parlando parlando, prende avvio una certa conoscenza.
Quando è da me, l’amico mi dice che devo conoscere quel signor Antonio che è stato così gentile. Mi dice che tutti i giorni passa per la mia strada perché va al cimitero alla tomba della moglie e che certamente l'avrò visto chissà quante volte.
Difatti vedo sempre passare un anziano per questa strada che porta al cimitero. L’età, l’aspetto corrispondono alla descrizione del sig. Antonio. Non molto tempo dopo, trovandomi di fronte a quel signore gli chiedo se è lui il signor Antonio.
"No, sono Lorenzo, piacere di conoscerla!"
Abbiano occasione di salutarci altre volte e di scambiare qualche parola, poi altre. Parliamo della vita, della città, delle gioie, dei dolori.
Prima di Pasqua mi preparavo per un viaggio fuori Italia. Lorenzo mi dice, sapendo della mia passione per le storie di vita vissuta: “Ho pensato di scriverti la mia avventurosa vita, così mi conosci. La nostra sarà una lunga amicizia perché il modo insolito in cui ci siamo incontrati mi dice che non è per caso. Nulla avviene per caso”.
Dall’aeroporto di Roma, il mercoledì della Settimana Santa, lo saluto prima di imbarcarmi. Lorenzo mi chiede quando torno e mi ricorda che mi attende per iniziare a raccontarmi la sua vita.
Gli scrivo un messaggio la vigilia di Pasqua. Nel giro di pochi minuti squilla il cellulare che mostra il nome di Lorenzo. Lo accolgo con gioia! “Non sono Lorenzo, sono il figlio. Mio padre è morto ieri, venerdì". Chiedo altre informazioni.
La notizia mi chiude in un giro di domande. Mi ritrovo senza risposte sotto un albero di amarene in fiore che parla di purezza e di rinascita. Penso alla "lunga amicizia", alle parole non ancora dette. Mi chiedo il senso di ciò che accade…
Sono ancora fresche le parole di Lorenzo: “Niente avviene per caso. Tutto ha un senso anche se non sappiamo leggerlo. La nostra storia è segnata dallo stupore che proviamo davanti alle combinazioni della vita”.   
Grazie, Lorenzo!


Foto mie

giovedì 12 aprile 2012

La carità...



La carità è paziente,
è benigna la carità;
la carità non invidia, non si vanta,
non si gonfia, non manca di rispetto,
non cerca il proprio interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
ma si compiace della verità;
tutto tollera, tutto crede,
tutto spera, tutto sopporta.




Pubblico questa parte dell'inno alla carità di S. Paolo che recentemente una grande sostenitrice mi ha mandato. Celebrare la Pasqua è sempre un passaggio dalla morte alla vita, dall'egoismo all'amore.

foto mia

sabato 7 aprile 2012

La prova che è risorto








Possiamo amare anche chi ci fa del male.
Questa è la prova della Risurrezione.
Buona Pasqua!



Foto mia di un'opera di I. Mitoraj

venerdì 6 aprile 2012

mercoledì 4 aprile 2012

Il grande viaggio


Preparandomi a un viaggio fuori Italia ho messo nella valigia solo le cose essenziali.
Così mi sono accorto di quante cose superflue sia riempita la mia giornata.
Inevitabile il paragone con l’ultimo viaggio che un giorno farò.

Vivere con l’idea di prepararmi al grande viaggio è una reale cura di saggezza.
Ogni viaggio può diventare una prova, un’occasione per esercitarmi.  


foto mia

lunedì 2 aprile 2012

LA "MIA" QUARESIMA


Si parla di Quaresima come di una curiosità culturale.
Qualcuno mi ha chiesto cosa sia per me. 
Mi sono unito a questo grande esercizio spirituale della Chiesa con l’impegno di guardare ogni persona che conosco con l’atteggiamento di trovarmi davanti ad un mistero da scoprire, un tesoro da valorizzare. Dimenticare consapevolmente sia il negativo che il positivo. Non passare per i binari già percorsi dalla mente: mettermi in reale ascolto dell'altro.
Ho provato: non è facile soprattutto con le persone più vicine delle quali conosco bene i difetti. 
Ma quando riesco ad avere occhi nuovi è una meraviglia. Non solo io ma anche gli altri avvertono un “qualcosa” di stupendo.
Buona settimana!  

foto mia