venerdì 30 novembre 2018

E' rimasto mio padre

Un amico del Portogallo mi scrive:

Ci ha lasciati che ero adolescente. Le mie sorelle non hanno più voluto sapere di lui. Mia madre ci ha proibito di andare a salutare mio padre. E io lo facevo di nascosto. 
In casa non si è parlato più di lui. Perfino le sue foto erano state bruciate. 
Passati alcuni anni e diventato adulto, ho intessuto con lui un rapporto da amici. Mi ha confidato la sua amarezza e anche il rimorso d’averci abbandonati. Ma non poteva tornare indietro. Vecchio e malato si è ritrovato solo e dipendente dall’alcol. Anche la sua donna lo aveva lasciato. 
Non so cosa avrei fatto per aiutarlo. Un giorno lui mi ha detto: “Figliolo, vorrei che almeno dal mio fallimento tu possa trarre quelle lezioni sulla vita che non ho saputo darti con il mio esempio”.  È rimasto mio padre.

giovedì 29 novembre 2018

Il viaggio più lontano




Andare sulla luna, non è poi così lontano. 
Il viaggio più lontano è quello all'interno di noi stessi.
Anaïs Nin 
(1903-1977) scrittrice statunitense.

mercoledì 28 novembre 2018

martedì 27 novembre 2018

L'arte dell'attenzione (C.M. Martini)



Sentire Dio è la cosa più semplice e al tempo stesso la più importante della vita. Posso sentirlo nella natura, nelle stelle, nell'amore, nella musica e nella letteratura, nella parola della Bibbia e in molti altri modi ancora. E un'arte dell'attenzione che occorre apprendere come l'arte di amare. 

Carlo Maria Martini

domenica 25 novembre 2018

Una donna di strada

In Polonia, un'amica ginecologa mi ha raccontato:

Sono ginecologa. Nell’ospedale dove lavoro è stata ricoverata una donna conosciuta in città per il suo mestiere di prostituta. 
Le altre pazienti e anche qualche infermiera cercavano di evitarla. Mi sono occupata di lei come di ogni altra paziente e forse ancor di più perché avevo notato quanto fosse sola e isolata. Questo mio atteggiamento ha incoraggiato altri a rivolgerle la parola, a darle qualche aiuto. 
Nel giro di pochi giorni lei sembrava un’altra persona. Anzi da ciò che raccontava della sua triste vita, attirò l’attenzione e la benevolenza delle altre. 
Quando è stata dimessa, ringraziandomi, diceva: “La vera guarigione non è fisica… La vita ricomincia in altro modo”.

sabato 24 novembre 2018

Se andai dal maestro

Se io andai dal maestro non fu per imparare da lui delle idee, delle nozioni, ma per vedere come si allaccia i sandali e come se li slaccia.

Citato da padre E. Ronchi(conferenza Innamorarsi della realtà, Sala Sarpi, Convento S. Maria del Cengio, Isola Vicentina, 4 ott. 2018)

venerdì 23 novembre 2018

17 novembre a Praga






Una data importante che i praghesi festeggiano silenziosamente e nobilmente accendendo lumini. 






 ... In quel giorno del 1989 una manifestazione pacifica di giovani venne repressa duramente. 
I giovani offrivano fiori e superiorità...".















Oggi scrivono: 
mi manchi Havel

mercoledì 21 novembre 2018

Se incontri un viandante




Se incontri un viandante non chiedergli da dove viene: 
domanda dove sta andando.
San Giovanni XXIII 

Foto da internet

martedì 20 novembre 2018

Qualsiasi evento storico...





Qualsiasi evento storico, per quanto nefasto possa essere, è sempre posto su di una via che porta al positivo, ha sempre un significato costruttivo.
Sant’Agostino

lunedì 19 novembre 2018

Piove di Pierluigi Cappello

Piove

Piove, e se piovesse per sempre
sarebbe questa tua carezza lunga
che si ferma sul petto, le tempie;
eccoci, luccicante sorella,
nel cerchio del tempo buono, nell'ora
indovinata
stiamo noi, due sguardi versati in un corpo,
uno stare senza dimora
che ci fa intangibili, sottili come un sentiero
di matita
da me a te né dopo né dove, amore,
nello scorrere
quando mi dici guardami bene, guarda:
l'albero è capovolto, la radice è nell’aria.

Pierluigi Cappello

domenica 18 novembre 2018

Per quelli che attraversano il mare...

Per quelli che l’attraversano ammucchiati e in piedi sopra imbarchi d’azzardo, il Mediterraneo è un buttadentro. Al largo d’estate s’incrociano zattere e velieri, i più opposti destini. La grazia eleganteindifferente di una vela gonfia e pochi passeggeri a bordo, sfiora la scialuppa degli insaccati. Non risponde al saluto e all’aiuto. La prua affilata apre le onde a riccioli di burro. Dalla scialuppa la guardano sfilare senza potersi spiegare perché, inclinata su un fianco, non si rovescia, affonda, come succede a loro. Qualcuno di loro sorride a vedere l’immagine della fortuna. Qualcuno ci spera, di trovare un posto in un mondo così. Qualcuno di loro dispera di un mondocosì.
Quando ero bambino credevo in un angelo custode accanto a me. Ora credo di avercelo dentro.
Erri De Luca

sabato 17 novembre 2018

Gabbiani di V. Cardarelli

Gabbiani

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.


                                  Vincenzo Cardarelli

giovedì 15 novembre 2018

I giorni




I giorni sono forse uguali per un orologio, 
ma non per un uomo.

       Marcel Proust

mercoledì 14 novembre 2018

La nuova caposala

All’ospedale la nuova caposala si fece subito notare per le critiche verso chi l’aveva preceduta. Presto questo suo modo di fare creò fra tutti noi grande disagio. Arrivò il giorno in cui alle mie spalle girarono dicerie non vere. Non sapevo come fare. Ne parlai con una collega, anche lei nelle mie stesse condizioni. Tante idee ci vennero: scriverle una lettera anonima, accusarla al direttore, registrare le sue critiche contro tutti.
Non trovavo vie d’uscita. Un giorno alla messa il vangelo parlava di come trattare chi aveva sbagliato e decisi di parlare direttamente con la caposala. 
Non fu facile. All’inizio ogni mia parola rimbalzava e peggiorava la mia posizione finché uno spiraglio si aprì. La caposala cominciò a parlare di ingiustizie subite prima, di difficoltà gravi con i figli, di solitudine… 
Rimasi in ascolto. La vidi piangere. Era un’altra persona. Ci lasciammo senza troppe parole.Tutto è cambiato nel reparto. 

Esperienza raccolta durante un viaggio in Ungheria.

martedì 13 novembre 2018

Lo sguardo contemplativo


Lo sguardo contemplativo ci fa simili al Creatore.

padre E. Ronchi
(conferenza Innamorarsi della realtà, Sala Sarpi, Convento S. Maria del Cengio, Isola Vicentina, 4 ott. 2018)

foto da internet

lunedì 12 novembre 2018

L'amore sa aspettare



L’amore sa aspettare, aspettare a lungo, aspettare fino all’estremo. 
Non diventa mai impaziente, non mette fretta a nessuno e non impone nulla. 
Conta sui tempi lunghi.
                       Dietrich Bonhoeffer

domenica 11 novembre 2018

Viaggiatore, non c'è sentiero...

Viaggiatore, non c'è sentiero, 
il sentiero si fa mentre cammini. 

Antonio Machado Ruiz (1875-1939) poeta e scrittore spagnolo.

sabato 10 novembre 2018

La bellezza dell'anima è l'amore






Come l'amore cresce dentro di te, così cresce la bellezza. 
Perché l'amore è la bellezza dell'anima.

Sant’Agostino

venerdì 9 novembre 2018

La stupidità e la saggezza


La stupidità deriva dall'avere una risposta per ogni cosa. 
La saggezza deriva dall'avere, per ogni cosa, una domanda.
                                                        Milan Kundera

giovedì 8 novembre 2018

Amo gli alberi







Amo gli alberi. 
Sono come noi. 
Radici per terra e testa verso il cielo.

                        Erri De Luca

mercoledì 7 novembre 2018

Tutto è già qui (Gianmaria Testa)




Tutto è già qui, l’ho scoperto tardi. Guardavo i miei posti, ma non li vedevo. Girare mi ha fatto capire che dove sto, c’è già praticamente tutto. L’anima delle cose, è dove già sei.

Parole del cantautore italiano Gianmaria Testa (1958-2016), poco prima di morire.


martedì 6 novembre 2018

Ci lusinga di più


Ci lusinga di più il cieco favore della fortuna 
che il riconoscimento dei nostri meriti. 
Ennio Flaiano (1910-1972), giornalista.

lunedì 5 novembre 2018

Per diventare veri




Bisogna essere sorpresi per diventare veri.


Michel De Certeau (1925-1986), gesuita, antropologo francese

foto da internet

domenica 4 novembre 2018

Se io potrò impedire... (E. Dickinson)


Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi
Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano
Emily Dickinson (1830-1886)
Poesia 919

sabato 3 novembre 2018

Dio ama racchiudere...

Dio ama racchiudere il grande nel piccolo, 
l’universo nell’atomo,
l’albero nel seme, 
l’uomo nell’embrione,
la farfalla nel bruco,
l’eternità nell’attimo,
l’amore in un cuore, 
Se stesso in noi.

padre E. Ronchi
(conferenzaInnamorarsi della realtà, Sala Sarpi, Convento S. Maria del Cengio, Isola Vicentina, 4 ott. 2018)

venerdì 2 novembre 2018

La morte è la curva della strada (F. Pessoa)



La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento i tuoi passi
esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Non ha nido la menzogna.
Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio.

                 Fernando Pessoa

giovedì 1 novembre 2018

Parola di Vita - Novembre 2018

“Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20).

Quante volte sentiamo bussare alla nostra porta? Può essere il portalettere, il vicino di casa, l’amico del figlio, ma anche lo sconosciuto… Cosa vorrà? Sarà prudente aprire, lasciare entrare in casa chi non conosciamo bene?
Eppure questa Parola di Dio, tratta dal Libro dell’Apocalisse, ci invita all’accoglienza di un ospite inatteso.
L’autore di questo Libro molto istruttivo per i cristiani, parla qui all’antica chiesa di Laodicea in nome del Signore Gesù, morto e risorto per amore di ogni creatura umana.
Parla con l’autorità che deriva da questo amore; loda, corregge, invita ad accogliere l’aiuto potente che il Signore stesso si prepara ad offrire a questa comunità di credenti, purché essi siano disponibili a riconoscere la Sua voce e ad “aprirgli la porta”.
“Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me”
Oggi come allora, l’intera comunità cristiana è invitata a superare paure, divisioni, false sicurezze, per accogliere la venuta di Gesù. Egli infatti si presenta ogni giorno con diversi “vestiti”: le sofferenze quotidiane, le difficoltà della propria coerenza, le sfide per le scelte importanti della vita, ma soprattutto nel volto del fratello e della sorella che incrociamo lungo la strada.
È anche un invito personale a “fermarci” con Gesù in un momento di intimità, come si fa con un amico, nel silenzio della sera, seduti alla stessa mensa; il momento più propizio per un dialogo che richiede ascolto e apertura.
Far tacere i rumori è la condizione per riconoscere ed ascoltare la Sua voce, il Suo Spirito, l’unico capace di sbloccare le nostre paure e farci aprire la porta del cuore.
Così Chiara Lubich racconta una sua esperienza: «Bisogna far tacere tutto in noi per scoprire in noi la Voce dello Spirito. E bisogna estrarre questa Voce come si toglie un diamante dal fango: ripulirla, metterla in mostra e donarla a tempo opportuno, perché è Amore e l’Amore va dato: è come il Fuoco che, comunicato con paglia o altro, arde, altrimenti si spegne. L’Amore deve crescere in noi e straripare» 1.
Dice papa Francesco: «Lo Spirito Santo è un dono. […] entra in noi e fa fruttificare, perché noi poi possiamo darlo agli altri. […] È proprio dello Spirito Santo, dunque, decentrarci dal nostro io per aprirci al “noi” della comunità: ricevere per dare. Non siamo noi al centro: noi siamo uno strumento di quel dono per gli altri» 2.
“Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me”
Nell’amore reciproco tipico del Vangelo, anche i cristiani possono essere, come Lui e con Lui, testimoni di questa presenza di Dio nelle vicende della storia, anche nei nostri giorni.
Nell’affluire di migranti in un luogo di frontiera, c’è chi sente bussare alla propria porta. Così racconta Delia: «Una calda domenica pomeriggio, vidi sedute sul marciapiede di fronte al mio bar tante mamme con i loro bambini che piangevano per la fame. Li ho invitati a entrare, spiegando che avrei dato gratuitamente da mangiare ai bambini. Le madri si vergognavano perché erano senza soldi, ma ho insistito e hanno accettato. Da lì è partito un tam tam e oggi è diventato il bar dei migranti, la maggior parte musulmani. Molti mi chiamano “Mamma Africa”. La mia precedente clientela, pian piano, si è persa. Così, la stanza dedicata al gioco degli anziani è diventata la saletta dei bambini, dove possono scrivere e giocare, con un piccolo fasciatoio per cambiare i neonati e dare un po’ di sollievo alle mamme, oppure si trasforma in aula per l’insegnamento della lingua italiana. La mia non è stata una scelta, bensì la necessità di non voltarmi dall’altra parte. Grazie ai migranti ho conosciuto tante persone e associazioni che mi sostengono e mi aiutano ad andare avanti. Se dovessi ricominciare, farei tutto daccapo. La cosa importante per me è DONARE!» 3.
Tutti siamo invitati ad accogliere il Signore che bussa per uscire, insieme a Lui, verso chi ci sta vicino.
Sarà il Signore stesso a farsi spazio nella nostra vita, con la sua presenza.
Letizia Magri

1 C. Lubich, Lo Spirito Santo è l’Amore, 12 settembre 1949, in «Collegamento CH», giugno 2006.
2 FRANCESCO, Udienza Generale, Roma 6 giugno 2018.
3 In «Città Nuova online», 7 marzo 2018 e in «Collegamento CH», 16 giugno 2018.