domenica 31 marzo 2013

La nostra fede






Se non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede!











                               Opera di Igor Mitoraj (Roma)

sabato 30 marzo 2013

Quando l'amore è profezia



Quando l’amore diventa profezia
allora è arrivato il tuo giorno.

Alzati, segui la sua luce
e poggia il passo nell’orma del suo sogno.

Cammina dove lui ti porta
e se la strada si fa dura,
aggrappati alla sua parola.

Lui sapeva già.

Poi, oltrepassata la burrasca,
aprirai cuore e mente al silenzio dell’Amore.

dal Diario 1999 

giovedì 28 marzo 2013

L'incontro è un approdo



Ogni incontro è un approdo.

Ogni spazio che diamo all’altro è ritrovare se stessi.

Le parole non diranno mai.

Ciò che spiega è il silenzio della vita.

Quel silenzio incorrotto,

quel nulla che non può diventare chiacchiera.

Quel mistero che toglie la parola ai retori.

Dal Diario 1999              

martedì 26 marzo 2013

LA FEDE AL CENTRO DELL'ESPERIENZA



Siamo a un enorme punto di svolta nell’evoluzione del genere umano. Un momento rispetto al quale il passaggio dal Medioevo ai tempi moderni sembra quasi insignificante... 

Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza creativa che rimetterà la fede al centro dell’esperienza... 

Gli uomini scopriranno di abitare un mondo di indescrivibile solitudine e avvertiranno l’orrore della loro povertà. Allora, e solo allora, vedranno quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto.


Card. J. Ratzinger, 1969

venerdì 22 marzo 2013

Il mio sindaco


Stamattina ho rivisto Gilberto. Crede di essere il sindaco della cittadina. Rovistava tra un mucchio di cassette e scatole di frutta e verdura. Poi ha tirato fuori dalla tasca un sacchetto di plastica dove ha messo alcune arance schiacciate.

L’ho aiutato a cercare e realmente qualcosa l’abbiamo racimolata.

Lui, abbassando la voce, mi ha confidato: “Pensa, sono più di quattro milioni i voti dei miei elettori”.

Gli ho confermato che questo è un segno di quanto sia amato e stimato da tutti.

“Mi paghi un caffè?” ha chiesto come altre volte.

Insieme siamo andati a prendere il caffè.

Abbracciandomi con la cordialità di sempre, mi diceva: “Qualsiasi cosa hai bisogno conta su di me, per te ci sono sempre!”

Sì, su Gilberto posso contare sempre.