sabato 6 giugno 2020

Innamorati dell'eternità



Questa è la risposta al problema della civiltà: non fuggire dal regno dello spazio, lavorare con le cose dello spazio, ma essere innamorati dell’eternità.

Abraham Joshua Heschel (1907-1972), rabbino polacco naturalizzato statunitense.

giovedì 4 giugno 2020

I domani che non arrivano mai (Ezio Bosso)

Io li conosco i domani che non arrivano mai
Conosco la stanza stretta
E la luce che manca da cercare dentro


Io li conosco i giorni che passano uguali
Fatti di sonno e dolore e sonno
per dimenticare il dolore


Conosco la paura di quei domani lontani
Che sembra il binocolo non basti


Ma questi giorni sono quelli per ricordare
Le cose belle fatte
Le fortune vissute
I sorrisi scambiati che valgono baci e abbracci


Questi sono i giorni per ricordare
Per correggere e giocare
Si, giocare a immaginare domani


Perché il domani quello col sole vero arriva
E dovremo immaginarlo migliore
Per costruirlo


Perché domani non dovremo ricostruire
Ma costruire e costruendo sognare

Perché rinascere vuole dire costruire
Insieme uno per uno


Adesso però state a casa pensando a domani


E costruire è bellissimo
Il gioco più bello
Cominciamo…


Ezio Bosso (1971-2020), compositore e direttore d'orchestra italiano.

mercoledì 3 giugno 2020

Appuntamento con Dio

Se la preghiera aspira ad incontrare Dio, l’appuntamento è sempre fissato sulle terre dell’uomo, all’incrocio del suo corpo e della sua anima.

Michel de Certeau (1925-1986), gesuita antropologo e storico francese.  


lunedì 1 giugno 2020

Parola di Vita - Giugno 2020


“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato” (Mt 10,40).
Il Vangelo di Matteo racconta in questo capitolo la scelta che Gesù fa dei Dodici e il loro invio alla predicazione del suo messaggio. 
Sono nominati ad uno ad uno, segno del rapporto personale che hanno costruito con il Maestro, avendolo seguito fin dall’inizio della sua missione. Ne hanno conosciuto lo stile, fatto soprattutto di vicinanza con i malati, i peccatori e quelli considerati indemoniati; tutte persone scartate, giudicate negativamente, da cui tenersi alla larga. Solo dopo questi segni concreti dell’amore per il suo popolo, Gesù stesso si prepara ad annunciare che il Regno di Dio è vicino.
Gli apostoli sono dunque inviati a nome di Gesù, come suoi “ambasciatori” ed è Lui che deve essere accolto attraverso di loro. 
Spesso i grandi personaggi della Bibbia, per l’apertura del cuore verso un ospite inatteso, fuori programma, ricevono la visita di Dio stesso. 
Anche oggi, soprattutto nelle culture che mantengono un forte senso comunitario, l’ospite è sacro anche quando è sconosciuto e per lui si prepara il posto migliore. 
“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”. 
Gesù istruisce i Dodici: essi devono mettersi in cammino, a piedi nudi e con pochi bagagli: una bisaccia leggera, una sola tunica... Devono lasciarsi trattare da ospiti, disposti ad accettare le attenzioni degli altri, con umiltà; devono offrire gratuitamente cura e vicinanza ai poveri e lasciare in dono a tutti la pace. Come Gesù, saranno pazienti nelle incomprensioni e nelle persecuzioni, sicuri dell’assistenza dell’amore del Padre. In questo modo, chi avrà la fortuna di incontrare qualcuno di loro potrà veramente sperimentare la tenerezza di Dio. 
“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”. 
Tutti i cristiani hanno una missione, come i discepoli: testimoniare con mitezza, prima con la vita e poi anche con la parola, l’amore di Dio che essi stessi hanno incontrato, perché diventi una gioiosa realtà per tanti, per tutti. E poiché hanno trovato accoglienza presso Dio pur con le loro fragilità, la prima testimonianza è proprio l’accoglienza premurosa del fratello. 
In una società spesso segnata dalla ricerca di successo e di autonomia egoistica, i cristiani sono chiamati a mostrare la bellezza della fraternità, che riconosce il bisogno l’uno dell’altro e mette in moto la reciprocità. 
“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”. 
Così ha scritto Chiara Lubich, riguardo l’accoglienza evangelica: «[...] Gesù è stato la manifestazione dell'amore pienamente accogliente del Padre celeste verso ciascuno di noi e dell'amore che, di conseguenza, noi dovremmo avere gli uni verso gli altri. [...] Cercheremo allora di vivere questa Parola di vita innanzitutto all'interno delle nostre famiglie, associazioni, comunità, gruppi di lavoro, eliminando in noi i giudizi, le discriminazioni, le prevenzioni, i risentimenti, le intolleranze verso questo o quel prossimo, così facili e così frequenti, che tanto raffreddano e compromettono i rapporti umani ed impediscono, bloccando come una ruggine, l'amore vicendevole. [...] L'accoglienza dell'altro, del diverso da noi, sta alla base dell'amore cristiano. È il punto di partenza, il primo gradino per la costruzione di quella civiltà dell'amore, di quella cultura di comunione, alla quale Gesù ci chiama soprattutto oggi»[1] . 
Letizia Magri 


[1]  Cf. C. Lubich, Parola di Vita dicembre 1992, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5; Città Nuova, Roma 2017) pp. 513-514. 

domenica 31 maggio 2020

Partendo dal centro...


Ogni cosa infatti in natura nasce e si sviluppa partendo sempre dal centro, per cui dovremmo imparare a diventare adulti da ciò che di più prezioso e grande ci portiamo dentro, senza il bisogno di riferirsi continuamente a modelli, norme e comandamenti esterni.

Paolo Squizzato

sabato 30 maggio 2020

venerdì 29 maggio 2020

Lo spazio dell'altro (D.Cristiano Mauri)



La prima testimonianza cristiana è lasciare all’altro lo spazio per essere quel che è. «Altro», appunto. Facendo proprio di quello una ragione d’amore.

Don Cristiano MauriLo spazio dell’altro, Commento a Gv 15,18, 28 maggio ’20.

giovedì 28 maggio 2020

La piramide più alta





Un bambino sulle spalle di suo padre: nessuna piramide o colonna dell’antichità è più alta.

Fabrizio Caramagna, aforista italiano.

mercoledì 27 maggio 2020

Il vaso


L'argilla è necessaria per modellare un vaso. 
Ma il suo uso dipende dal vuoto interno che si riesce a creare.

Lao Tzu, filosofo e scrittore cinese del I secolo d.c. 

martedì 26 maggio 2020

La stessa direzione


Amare non è guardarsi l’un l’altro, 
ma guardare insieme nella stessa direzione. 

                         Antoine de Saint-Exupery

lunedì 25 maggio 2020

La compassione è universale

Condividere la sofferenza degli altri significa rifiutare di considerare una sofferenza come un fatto indifferente e un vivente come una cosa, un oggetto. Ecco perché, nel suo principio, la compassione è universale.

André Comte-Sponville (1952), filosofo francese.

sabato 23 maggio 2020

Se creo qualcosa...


Se creo qualcosa usando il cuore, molto facilmente funzionerà; 
se invece uso la testa sarà molto difficile.
                                        Marc Chagall

venerdì 22 maggio 2020

Lo spazio dell'uomo

L'uomo deve rendersi conto che occupa nel creato uno spazio infinitamente piccolo e che nessuna delle sue invenzioni estetiche può competere con un minerale, un insetto o un fiore. Un uccello, uno scarabeo o una farfalla meritano la stessa fervida attenzione di un quadro di Tiziano o del Tintoretto, ma noi abbiamo dimenticato come guardare.

Claude Lévi-Strauss (1908-2009), antropologo e psicologo francese. 

giovedì 21 maggio 2020

I fatti


I fatti non cessano di esistere solo perché noi li ignoriamo.  
Aldous Huxley (1894-1963), scrittore britannico.

mercoledì 20 maggio 2020

Meglio accendere una lampada




È meglio accendere una lampada, che maledire l'oscurità.


Lao Tzu, filosofo e scrittore cinese del I secolo d.c. 

martedì 19 maggio 2020

Ezio Bosso

È morto il 15 maggio scorso Ezio Bosso, compositore e direttore d'orchestra italiano. 
La gente lo scopre, ricorda le sue parole, si stupisce della sua grandezza: era autentico. 




lunedì 18 maggio 2020

Paura di sprecarsi




Credo che sia soprattutto la paura di sprecarsi a sottrarre alle persone le loro forze migliori.


Etty Hillesum (1914 – 1943), scrittrice olandese, dal Diario

domenica 17 maggio 2020

La conoscenza



La conoscenza è una navigazione in un oceano di incertezze attraverso arcipelaghi di certezze.

Edgar Morin, filosofo e sociologo francese

sabato 16 maggio 2020

Ad ogni orrore





A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. 

Etty Hillesum

venerdì 15 maggio 2020

Tutto ciò che so...

Quando studiavo letteratura russa, mi aveva molto colpito, anche se non la comprendevo del tutto, la frase di Tolstoj che ho scelto. 
Ora sono passati molti anni, alcuni decenni, e di quella frase posso dire la forza del suo significato. 

Tutto, tutto ciò che so, lo so solo perché amo. 

Lev Tolstoj (1828-1910), scrittore e filosofo russo. 

giovedì 14 maggio 2020

Dov'è Dio?



Suscita molto entusiasmo l'idea che Dio sia presente nell'universo, ma con questa idea si intende generalmente indicare la sua presenza nello spazio anziché nel tempo, nella natura anziché nella storia: come se Egli fosse una cosa e non uno Spirito.

Abraham Joshua Heschel (1907-1972), rabbino polacco naturalizzato statunitense

mercoledì 13 maggio 2020

Vergine Madre


Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.


Dante Alighieri, Paradiso, Canto 33.

martedì 12 maggio 2020

Un eterno ricominciare

(La vita cristiana è) un andare di inizio in inizio attraverso inizi che non hanno mai fine.

                                          Gregorio di Nissa (IV sec.) 

lunedì 11 maggio 2020

Le giuste domande

La mente scientifica non fornisce tanto le risposte giuste quanto le giuste domande.

Claude Lévi-Strauss (1908-2009), antropologo e psicologo francese. 

domenica 10 maggio 2020

La vera perfezione



La vera perfezione dell’uomo non sta in ciò che l’uomo ha, ma in ciò che l’uomo è.

Oscar Wilde (1854-1900), poeta, scrittore drammaturgo britannico 

sabato 9 maggio 2020

La conoscenza

Identificarsi con le proprie spinte emotive
non è conoscenza.
Conoscenza è coscienza di sé 
svegliata da un "tu" assoluto.

Dal diario, marzo 2001. 

venerdì 8 maggio 2020

Non si gloria e viene esaltato



Non si mette in mostra e perciò risplende. 
Non si afferma e perciò si manifesta. 
Non si vanta e perciò gli viene dato merito. 
Non si gloria e perciò viene esaltato.

                                       Lao Tzu

giovedì 7 maggio 2020

La luce



La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.


Vangelo di Giovanni

mercoledì 6 maggio 2020

C'è musica




C’è musica classica talmente bella da diventare popolare e leggera, e c’è musica leggera talmente bella da diventare classica. 
Quando la musica è bella è bella e basta.

Andrea Bocelli

martedì 5 maggio 2020

Io non ho paura



Io non ho paura [delle minacce di morte]. Accetto il rischio, fa parte della mia vita, ormai. Sono loro che hanno paura. Altrimenti non vorrebbero uccidere una piccola donna come me.

Shirin Ebadi  (1947), avvocato e pacifista iraniana.
Citato da Umberto Veronesi, Dell'amore e del dolore delle donne, Einaudi, Torino, 2010, p. 139. 

lunedì 4 maggio 2020

Tutto ciò che accade





Non tutto ciò che accade è sic et simpliciter ‘volontà di Dio’. 
Per ogni avvenimento, anche il più infelice, passa un sentiero che porta a Dio.

Dietrich Bonhoeffer

domenica 3 maggio 2020

Gli occhi... senza errori




La cosa splendida del parlare con gli occhi è che non ci sono mai errori grammaticali. Gli sguardi sono frasi perfette.

Friedrich Adolph Sorge (1828-1906), rivoluzionario tedesco.

venerdì 1 maggio 2020

Parola di Vita - Maggio 2020

"Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunciato" (Gv 15,3). 

Dopo l’ultima cena con gli apostoli, Gesù esce dal Cenacolo e si incammina verso il Monte degli Ulivi. Con lui ci sono gli Undici: Giuda Iscariota se ne è già andato, e presto lo tradirà. 
È un momento drammatico e solenne. Gesù pronuncia un lungo discorso di addio, vuole dire cose importanti ai suoi, consegnare parole da non dimenticare. 
I suoi apostoli sono ebrei, che conoscono le Scritture, e ad essi ricorda un’immagine molto familiare: la pianta della vite, che nei testi sacri rappresenta il popolo ebraico, oggetto delle cure di Dio, che ne è l’agricoltore attento ed esperto. Adesso è Gesù stesso[1] che parla di sé, come della vite che trasmette la linfa vitale dell’amore del Padre ai suoi discepoli. Essi dunque devono preoccuparsi soprattutto di restare uniti a lui. 
"Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunciato". 
Una strada per restare uniti a Gesù è l’accoglienza della sua Parola. Essa permette a Dio di entrare nel nostro cuore per renderlo “puro”, cioè ripulito dall’egoismo, adatto a portare frutti abbondanti e di qualità. 
Il Padre ci ama e sa meglio di noi cosa ci rende leggeri, liberi di camminare senza il peso inutile dei nostri attaccamenti, dei giudizi negativi, della ricerca affannosa del nostro tornaconto, dell’illusione di tenere tutto e tutti sotto controllo. Nel nostro cuore ci sono anche aspirazioni e progetti positivi, che però potrebbero prendere il posto di Dio stesso e farci perdere lo slancio generoso della vita evangelica. Per questo Egli interviene nella nostra vita attraverso le circostanze, permettendo anche esperienze dolorose, dietro le quali c’è sempre il suo sguardo di amore. 
E il frutto saporito che il Vangelo promette a chi si lascia sfrondare dall’amore di Dio è la pienezza della gioia[2] . Una gioia speciale che fiorisce anche in mezzo alle lacrime e trabocca 
dal cuore, inondando il terreno circostante. È un piccolo anticipo di resurrezione. 
"Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunciato". 
La Parola vissuta ci fa uscire da noi stessi per incontrare con amore i fratelli, cominciando da quelli più vicini: nelle nostre città, in famiglia, in ogni ambiente di vita. È un’amicizia che si fa rete di rapporti positivi, puntando alla realizzazione del comandamento dell’amore reciproco, che costruisce la fraternità. 
Chiara Lubich, meditando questa frase del Vangelo di Giovanni, ha scritto: «Come vivere, allora, onde meritare anche noi l'elogio di Gesù? Mettendo in pratica ogni Parola di Dio, nutrendocene attimo per attimo, facendo della nostra esistenza un'opera di continua rievangelizzazione. Questo per arrivare ad avere gli stessi pensieri e sentimenti di Gesù, per riviverlo nel mondo, per mostrare ad una società, spesso invischiata nel male e nel peccato, la divina purezza, la trasparenza che dona il Vangelo. 
Durante questo mese, poi, se è possibile (e cioè se anche altri condividono le nostre intenzioni), vediamo di mettere in pratica in modo particolare quella parola che esprime il comandamento dell'amore reciproco. Per l'evangelista Giovanni, [...] infatti, c'è un legame tra la Parola di Cristo e il comandamento nuovo. Secondo lui, è nell'amore reciproco che si vive la parola con i suoi effetti di purificazione, di santità, di impeccabilità, di frutto, di vicinanza con Dio. L'individuo isolato è incapace di resistere a lungo alle sollecitazioni del mondo, mentre nell'amore vicendevole trova l'ambiente sano, capace di proteggere la sua esistenza cristiana autentica»[3] .
Letizia Magri 


[1]  Cf. Gv 15, 1-2
[2] Cf. Gv 15, 11.
[3]  C. Lubich, Parola di Vita maggio 1982, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5; Città Nuova, Roma 2017), p. 237. 

mercoledì 29 aprile 2020

Come puoi temere...


Come puoi temere qualcosa che non hai mai incontrato? 
Come puoi farti spaventare da ciò che non conosci? 
Per averne paura, lo devi almeno conoscere. 
Quindi, in realtà, non hai paura della morte. 
La paura riguarda qualcos'altro. 
Non hai mai vissuto: questo crea la paura della morte.

Osho Rajneesh (1931 – 1990), filosofo indiano.

martedì 28 aprile 2020

Ci sono situazioni

Ci sono situazioni
che sembrano destinate 
a farti "eroe".

Se osservi bene
ogni attimo 
è occasione di eroismo.

Sì, ogni attimo.

dal diario, 30, marzo, 2001 

domenica 26 aprile 2020

Tempo di ascolto




In questo tempo c’è tanto silenzio. Si può anche sentire il silenzio. Che questo silenzio, che è un po’ nuovo nelle nostre abitudini, ci insegni ad ascoltare, ci faccia crescere nella capacità di ascolto. 

Papa Francesco (Messa a Santa Marta, 21 aprile ’20)

sabato 25 aprile 2020

La terra è colma di santi


La terra è colma di santi, ma non sappiamo vederli!
                           Efrem, monaco del Monte Athos

venerdì 24 aprile 2020

Nulla può sostituire l'assenza

Non c'è nulla che possa sostituire l'assenza di una persona a noi cara.
Non c'è alcun tentativo da fare, bisogna semplicemente tenere duro e sopportare.
Ciò può sembrare a prima vista molto difficile, ma è al tempo stesso una grande consolazione, perché finché il vuoto resta aperto si rimane legati l'un l'altro per suo mezzo.
È falso dire che Dio riempie il vuoto; Egli non lo riempie affatto, ma lo tiene espressamente aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra antica reciproca comunione, sia pure nel dolore.
Ma la gratitudine trasforma il tormento del ricordo in una gioia silenziosa.
I bei tempi passati si portano in sé non come una spina, ma come un dono prezioso.
Bisogna evitare di avvoltolarsi nei ricordi, di consegnarci ad essi; così come non si resta a contemplare di continuo un dono prezioso, ma lo si osserva in momenti particolari e per il resto lo si conserva come un tesoro nascosto di cui si ha la certezza.
Allora sì che dal passato emanano una gioia e una forza durevoli.

Dietrich Bonhoeffer, da Resistenza e resa.

giovedì 23 aprile 2020

Farfalla




Quella che il bruco chiama fine del mondo, 
il resto del mondo chiama farfalla.

Lao Tzu

mercoledì 22 aprile 2020

Gli occhi non mentono

Gli occhi non mentono. Diffida di quelli che non guardano mai quando uno si rivolge a loro, gatte morte, ipocriti; ascoltano ma non prestano attenzione. Nascondono qualcosa, qualcosa che portano nell’anima e che si riflette nello sguardo.

Pablo Armando Fernández (1929), poeta e scrittore cubano.

martedì 21 aprile 2020

La musica ci insegna


La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare. 
Ezio Bosso, direttore d’orchestra, compositore e pianista italiano 

lunedì 20 aprile 2020

L'incompiuta nascita


L’uomo deve non tanto costruire la sua vita, quanto proseguire la sua incompiuta nascita; deve nascere via via lungo la propria esistenza, ma non in solitudine, bensì con la responsabilità di vedere e di essere visto, di giudicare e di essere giudicato, di dover edificare un mondo in cui possa venir racchiuso questo essere prematuramente nato. 
                                              Maria Zambrano (1904-1991), filosofa spagnola.
(foto da internet rielaborata)

domenica 19 aprile 2020

Le gravi catastrofi




Uno dei prodotti più belli della situazione in cui ci troviamo è il fatto che cerchiamo nei saggi, nei santi, cosa hanno detto in casi di calamità. 
Questa foto con un'affermazione di Einstein mi è sembrata particolarmente azzeccata per i nostri giorni. 
Tutto ci dice che qualcosa deve cambiare. 

sabato 18 aprile 2020

Se permetti alla tua luce...





Se tu permetti alla tua luce di splendere, tu inconsciamente dai agli altri il permesso di fare lo stesso. 
Così tu sei liberato dalle tue paure, la tua presenza automaticamente libera gli altri.

Nelson Mandela (198-2013)

venerdì 17 aprile 2020

Vita e morte




Vita e morte sono la stessa cosa. 
Quando ci si rende conto di ciò, non si ha più paura della morte, né effettiva difficoltà nella vita.


Shunryū Suzuki  (1904-1971), monaco buddhista. 

giovedì 16 aprile 2020

Continuiamo a crescere


Continuiamo a crescere, a mutare la nostra forma, ci confrontiamo con alcune debolezze che devono essere corrette, non sempre scegliamo la soluzione migliore… eppure, nonostante tutto, andiamo avanti, sforzandoci di procedere eretti, in modo corretto, cosicché ci sia possibile onorare non le pareti, né le porte o le finestre, ma lo spazio vuoto che esiste dentro, lo spazio in cui adoriamo e veneriamo ciò che abbiamo di più caro e importante.

da Manuale del guerriero della luce di Paulo Coelho (1947), scrittore brasiliano. 

mercoledì 15 aprile 2020

Da ogni minuscolo germoglio...




Da ogni minuscolo germoglio nasce un albero con molte fronde.
Ogni fortezza si erige con la posa della prima pietra.
Ogni viaggio comincia con un solo passo.


Lao Tzu