domenica 16 ottobre 2016

L'ultimo grido del colore


Mentre camminavo per le vie della città, questa foglia, ormai avviata al silenzio dell'inverno, mi è sembrata di una bellezza infinita. 
Quest'ultimo grido di colore è un messaggio che ricorda la conquista della primavera, l'ardente scoppio estivo nella preghiera di stelle vicine, poi i temporali autunnali, il vento e l'addio all'albero.
Per sempre?
E' spontaneo dirle GRAZIE!

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Tanino, questa "poesia" dell'autunno è tipicamente tua.
Parlavo di te ai miei nipoti e dicevo loro come imparare a guardare, e a vedere.
Certamente altri te lo dicono, tu sai vedere e trasmetti quello che vedi anche ad altri.
Anche per me, girando per le città, le foglie morte (...che ricordi si accendono sulle note della canzone) ora mi parlano: grazie a te!
Saluto i tuoi lettori che penso siano solidali con me a riconoscere questa tue caratteristiche.
Ciao,
Ludovico

Anonimo ha detto...

Ludovico Grazie!
Come non ricordare "les feuilles mortes" nelle schiaccianti interpretazioni di Edith Piaf o di Yves Montand?
Poesia, poesia. Non per caso Jacques Prevert l'aveva scritta, coniugando parole e stagione, amore e metafora...
E tutti vi leggono la propria vita: miracolo della poesia.
Sono andata a risentire le versioni dei due grandi cantanti... non dico che mi sono commossa ma sono uscita da un grigiore che da alcuni mesi appesantisce la mia vita.
Vi ringrazio.
La magia della poesia, dell'arte è la più umana delle medicine.
Ciao e grazie,
Maria

Anonimo ha detto...

W l'arte = ponte con il divino.
Mauro

Anonimo ha detto...

in mezzo a una cascata di foglie gialle, foglie morte... cosa ti viene detto?
Tutto finisce, tutto ritorna alla terra.
Come te, come me...
Il tuo occhio, Tanino, vede e gode della vita.
Grazie!
Stefania

Anonimo ha detto...

La riflessione nasce dall'osservare la vita.
Quante cose faremmo meglio soltanto se osservassimo la vita nel suo scorrere, nel suo inesorabile progetto.
Il punto "dolens" è non riuscire a insegnare ai giovani nessun passato.
Una generazione senza passato non ha futuro.
Non sono tutti uguali e non sono tutti sordi... ma sperimento nella mia famiglia il rifiuto di ogni saggezza che nasce dalla vita.
Spero che ad altri la vita prometta di più,
Alessandra