mercoledì 17 aprile 2013

LA SPERANZA E' LA FACCIA DI DIO


La primavera incomincia con il primo fiore,
il giorno con il primo barlume,
la notte con la prima stella,
il torrente con la prima goccia,
il fuoco con la prima scintilla,
l'amore con il primo sogno.

La speranza è la faccia di Dio,
quale si scopre di momento in momento
secondo il volto delle nostre disperazioni.
Poiché tutte le speranze,
anche le più tenui, le più fragili,
perfino i sogni e le illusioni,
appartengono alla speranza.

Un niente basta a far battere un cuore,
come un niente lo può fermare.
E se un niente può fermarci sull'abisso,
la speranza fa suo questo niente;
vi si incarna, ne prende il volto e la voce.

La speranza vede la spiga
quando i miei occhi di carne
non vedono che il seme marcisce.

   
don Primo Mazzolari





lunedì 15 aprile 2013

Non ho saputo dire di no


 
Impegnato nella stesura di una biografia, mi arriva una nuova richiesta e rispondo positivamente.
Poi, con la tremenda sensazione della sconfitta, mi rendo conto di aver preso un nuovo impegno che, mi sembra, mi impedisca da svolgere l’altro che da giorni mi sta mettendo alla prova per delle soluzioni che non trovo. La notte non prendo sonno. Continuo a chiedermi perché ho detto di sì. Dapprima le solite risposte: che sono impulsivo, che non so valutare gli impegni, che non so stabilire delle priorità, che non rifletto abbastanza...
Poi, dal silenzio dello scoraggiamento, viene a galla la spiegazione: “Quando qualcuno mi chiede qualcosa perché mi vuole bene, perché mi stima, io non so dire di no, anche se mi costa troppo. Non so dire di no”.
E mi metto felice al nuovo lavoro, sapendo di poter fare un dono a qualcuno. Mentre faccio le ricerche necessarie per il nuovo lavoro, mi sorprende la constatazione che le notizie che sto raccogliendo sono importantissime e decisive soprattutto per la biografia dove mi ero arenato.

domenica 14 aprile 2013

L'APPUNTAMENTO... CON TE








Negli anni ’70 ha avuto grande successo una canzone di Roberto Carlos, tradotta in italiano da Bruno Lauzi e cantata da Ornella Vanoni: L'appuntamento.

Riascoltandola, mi ha toccato la forza di una verità: la mia vita dipende dagli altri. Ma è anche vero, quindi, che la vita degli altri dipende da me.

Non è soltanto di un amore che si tratta, ma di un principio dell’esistenza. La mia vita può farti “esistere”. 






Ho sbagliato tante volte ormai che lo so già
che oggi quasi certamentesto sbagliando su di te 

ma una volta in piùche cosa può cambiare nella vita mia...
accettare questo strano appuntamento è stata una pazzia!
Sono triste tra la genteche mi sta passando accanto
ma la nostalgia di rivedere te è forte più del pianto:
questo sole accende sul mio volto un segno di speranza.
Sto aspettando quando ad un tratto ti vedrò spuntare in lontananza!
Amore, fai presto, io non resisto... se tu non arrivi non esisto
non esisto, non esisto...
  E'cambiato il tempo e sta piovendo ma resto ad aspettare
non m'importa cosa il mondo può pensare io non me ne voglio andare.
Io mi guardo dentro e mi domando ma non sento niente;
sono solo un resto di speranza perduta tra la gente.
Amore è già tardi e non resisto... se tu non arrivi non esisto
non esisto, non esisto...
Luci, macchine, vetrine, strade tutto quanto si confonde nella mente
la mia ombra si è stancata di seguirmi il giorno muore lentamente.
Non mi resta che tornare a casa mia alla mia triste vita
questa vita che volevo dare a te l' hai sbriciolata tra le dita.
Amore perdono ma non resisto... adesso per sempre non esisto
non esisto, non esisto...


venerdì 12 aprile 2013

giovedì 11 aprile 2013

Dare radici alla speranza



Molti anni fa in famiglia parlavamo di vari argomenti. La nonna, che per tutto il tempo aveva ascoltato in silenzio, disse: “Figli miei, si dice che i tempi sono cambiati. Cosa potrei dire io? Nella mia vita ne ho visto tante. Situazioni peggiori di quelle di oggi: povertà, guerra, violenze di vario tipo, mancanza di libertà…  Eppure siamo andati avanti. Forse quello che mi ha sempre aiutata è stata la speranza. Le difficoltà ci sono state e ci saranno sempre, come le gioie. La cosa importante è non uccidere la speranza”.
Quelle parole mi sono rimaste dentro. Ci ho pensato e ripensato. Ho visto che giornali, tv, sembra che abbiano lo scopo di mostrare come tutto vada male. Il tradimento, la trasgressione sono segnali di libertà raggiunta. Parlare di futuro oscuro pare sia la vera trovata giornalistica.
Mi chiedo: cosa posso fare io? Ripensando a mia nonna mi sembra di capire che il suo segreto era il modo come accettava e viveva le situazioni della vita. Di fronte ad un dolore non si ribellava ma raccoglieva le sue forze e pregava.
Ora, dopo anni, capisco che la speranza è come una pianta. Va nutrita, custodita. Richiede un impegno.
Come prima cosa cerco di non vedere negli altri soltanto il negativo. Ho notato che se guardo l’altro senza giudicarlo, tenendo presente quanto costa far bene,  lui è aiutato a fare meglio.
Ho pensato che se questo succede a me, come singolo, potrebbe succedere anche in un gruppo.
Non è facile, lo so. Ma se incomincio, anche con piccoli passi, qualcosa si muoverà, prima o poi.

mercoledì 10 aprile 2013

Insegnami l'amore



Signore, insegnami a non parlare

come un bronzo risonante

o un cembalo squillante,

ma con amore.

Rendimi capace di comprendere

e dammi la fede che muove le montagne,

ma con l'amore.

Insegnami quell'amore che è sempre paziente

e sempre gentile;

mai geloso, presuntuoso, egoista o permaloso;

l'amore che prova gioia nella verità,

sempre pronto a perdonare,

a credere, a sperare e a sopportare.

Infine, quando tutte le cose finite

si dissolveranno

e tutto sarà chiaro,

che io possa essere stato il debole

ma costante riflesso del tuo amore perfetto.


                                     Madre Teresa di Calcutta