lunedì 4 novembre 2019

Riparo o prigione?





La vita fa presto a riformare dei vincoli che prendono il posto di quelli da cui ci si sente liberati: qualunque cosa si faccia e ovunque si vada, dei muri ci si levano intorno creati da noi, dapprima riparo e subito prigione.

Marguerite Yourcenar 

domenica 3 novembre 2019

Il gioco dell'apparire


Tutte quelle persone avevano i volti incorniciati dal senso della loro importanza. Giocavano al gioco dell’apparire e dell’ostentare e del sopraffare con la massima serietà. Chissà in quale momento della loro vita si erano dimenticati dei loro giochi di bambini.

Fabrizio Caramagna
Foto da internet

sabato 2 novembre 2019

La morte non è l'ultima verità

La morte non è l’ultima verità.
Ci appare nera come ci appare blu il cielo,
ma non annerisce la vita più di quanto
l’azzurro celeste sporchi le ali dell’uccello.
Oggi alla fine del giorno
il tramonto posò le sue perle
sui fini e neri capelli della sera
ed io le ho nascoste
come una collana senza filo
dentro il cuore.
Una mente tutta logica è come un coltello tutto lama. Fa sanguinare la mano che lo usa.

Rabindranath Tagore

venerdì 1 novembre 2019

Parola di Vita - Novembre 2019

“Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto” (Rom 12,15). 

Dopo aver illustrato ai cristiani di Roma i grandi doni che Dio ha fatto all’umanità in Gesù e con il dono dello Spirito, l’apostolo Paolo indica come rispondere alla grazia ricevuta, soprattutto nelle relazioni tra loro e con tutti. 
Paolo invita a passare dall’amore verso quelli che condividono la stessa fede a quello evangelico, verso tutti gli esseri umani, poiché per i credenti l’amore non ha confini, né può essere limitato ad alcuni. 
Un particolare interessante: troviamo al primo posto la condivisione della gioia con i fratelli. Infatti, secondo il grande padre della Chiesa Giovanni Crisostomo, l’invidia rende molto più difficile condividere la gioia degli altri che non le loro pene. 
Vivere così potrebbe sembrare una montagna troppo impervia da scalare, una vetta impossibile da raggiungere. Eppure, questo diventa possibile perché i credenti sono sostenuti dall’amore di Cristo, dal quale nulla e nessuna creatura potrà mai separarli (cf. Rom 8,35). 
“Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto”. 
Commentando questa frase di Paolo, Chiara Lubich ha scritto: «Per amare cristianamente occorre "farsi uno" con ogni fratello [...]: entrare il più profondamente possibile nell'animo dell'altro; capire veramente i suoi problemi, le sue esigenze; condividere le sue sofferenze, le sue gioie; chinarsi sul fratello; farsi in certo modo lui, farsi l'altro. Questo è il cristianesimo, Gesù si è fatto uomo, si è fatto noi per far noi Dio; in tale maniera il prossimo si sente compreso, sollevato»[i] . 
È l’invito a mettersi “nella pelle dell’altro”, come espressione concreta di una carità vera. Forse l’amore di una madre è il miglior esempio per illustrare questa Parola messa in pratica: la madre sa condividere la gioia con il figlio che gioisce e il pianto con quello che soffre, senza giudizi e pregiudizi. 
“Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto”. 
Per vivere l’amore in questa dimensione, senza chiudersi nelle proprie preoccupazioni, nei propri interessi, nel proprio mondo, c’è un segreto: rafforzare l’unione con Dio, il rapporto con Colui che è la fonte stessa dell’Amore. Si dice infatti che la chioma di un albero corrisponda spesso al diametro delle sue radici. Così succederà anche a noi: se faremo crescere in profondità, giorno per giorno, il nostro rapporto con Dio, crescerà in noi anche il desiderio di condividere la gioia e portare i pesi di quanti ci stanno accanto; il nostro cuore si aprirà e diventerà sempre più capace di contenere quanto il fratello che ci sta vicino vive nel momento presente. A sua volta, l’amore al fratello ci farà entrare ancor di più nell’intimità con Dio. 
Vivendo così vedremo un cambiamento negli ambienti dove siamo, iniziando dalle relazioni nelle nostre famiglie, scuole, posti di lavori, comunità, e sperimenteremo con gratitudine che l’amore sincero e gratuito, presto o tardi, ritorna e diventa reciproco. 
È l’esperienza forte di due famiglie: una cristiana ed una musulmana, che hanno condiviso difficoltà e momenti di speranza. Quando Ben si ammala gravemente, Tatiana e Paolo sono in ospedale con sua moglie Basma e i due figli, fino alla fine. Anche se nel dolore per la perdita del marito, Basma è con i suoi amici cristiani a pregare per un’altra persona gravemente ammalata, con il suo tappeto rivolto verso la Mecca. Basma confida: «La gioia più grande è sentirsi parte di un solo corpo in cui ognuno ha a cuore il bene dell’altro». 

Letizia Magri 

[i] C. Lubich, L’amore reciproco: nucleo fondamentale della spiritualità dell'unità, convegno degli ortodossi, Castel Gandolfo, 30 marzo 1989, p. 4. 

giovedì 31 ottobre 2019

L'amore si rinnova ogni giorno



L'amore che non si rinnova ogni giorno diventa un'abitudine e si trasforma in schiavitù. 

Khalil Gibran (1883-1931), poeta, pittore e filosofo libanese. 

martedì 29 ottobre 2019

L'anima del genio






Non è un elevato grado di intelligenza, e nemmeno l'immaginazione, e nemmeno le due cose assieme che creano un genio. 
Amore, amore, amore, quella è l'anima del genio.

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), compositore austriaco. 

domenica 27 ottobre 2019

La solitudine dell'Uomo


La mia fragilità mi porta ad amare, dunque l'amore è la risposta a un bisogno, nato dalla fragilità, dalla percezione che senza l'altro il mio essere nel mondo è votato solo alla morte, al non esserci; e la solitudine dell'uomo di vetro è la peggiore delle malattie, delle malattie del vivere.

Vittorino Andreoli (1940), psichiatra e scrittore italiano.

sabato 26 ottobre 2019

Non basta deplorare...

Non basta deplorare e denunciare le brutture del nostro mondo. Non basta neppure, per la nostra epoca disincantata, parlare di giustizia, di doveri, di bene comune, di programmi pastorali, di esigenze evangeliche. Bisogna parlarne con un cuore carico di amore compassionevole, facendo esperienza di quella carità che dona con gioia e suscita entusiasmo; bisogna irradiare la bellezza di ciò che è vero e giusto nella vita, perché solo questa bellezza rapisce veramente i cuori e li rivolge a Dio.


Carlo M. Martini, Quale bellezza salverà il mondo? Lettera pastorale anno 1999-2000, Milano 1999, pp. 12-13. 

venerdì 25 ottobre 2019

La nascita di un uomo

Non c'è nulla tanto lento quanto la vera nascita di un uomo.
Marguerite Yourcenar (1903-1987), scrittrice francese

giovedì 24 ottobre 2019

Gli apostoli sono rari

Gli apostoli sono rari, sono tutti padreterni.
Alphonse Karr (1808-1890), scrittore francese.