domenica 22 dicembre 2013

Ballata della speranza (inizio)


Trascrivo soltanto l'inzio della "Ballata dela speranza"
di David Maria Turoldo
tratto dalla raccolta O sensi miei, BUR, pag 336


Tempo del primo avvento
tempo del secondo avvento
sempre tempo d’avvento:
esistenza, condizione
d’esilio e di rimpianto.

Anche il grano attende
anche l’albero attende
attendono anche le pietre
tutta la creazione attende.

Tempo del concepimento
di un Dio che ha sempre da nascere.


Foto di Jozko Polak

sabato 21 dicembre 2013

Ogni giorno si apre una pagina bianca




Ogni giorno si apre 
una pagina bianca.

Tutto può essere scritto.

Che la sera mi trovi felice
di chiudere un altro brano di vita 
e mi nasconda nel buio
dove può raggiungermi
il domani.

venerdì 20 dicembre 2013

L'amicizia che ci sorregge



In questi giorni profumati di aria natalizia, mi arriva una telefonata. Un caro amico mi comunica che la figlia è malata. Una ragazza di successo, matura, saggia… Sembra un’ingiustizia della vita.
Dopo la telefonata rimango a pensare a cosa potrei fare per essere vicino alla famiglia dell’amico e non ho trovato altra risposta che “essere l’amico di sempre!”
Infatti, proprio la telefonata, mi ha dato la misura di cos’è un’amicizia. Il dolore ci fa cercare gli amici.
Mi sembra che il Natale mi annunci questo: diffondere quell’amicizia che ci sostiene nel viaggio della vita.     

giovedì 19 dicembre 2013

"Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!" (Lc 3,4).



Avendo fatto molti viaggi, mi sono sempre fatto un programma giorno per giorno, se non addirittura ora per ora, delle cose da fare.
Nella mia agenda spesso ho dovuto apportare dei cambiamenti alle mie previsioni.
Un giorno, dopo un viaggio, osservando l’agenda, ho notato che tutti i fatti non previsti erano migliori dei miei. Così ho preso l’abitudine, prima di ogni viaggio di redigere un programma su due colonne, “Programma mio” e “Programma tuo” e, meraviglia sempre nuova, il “programma tuo” risulta sempre migliore del “mio”.
Siamo a dicembre, mese che porta al Natale. C’è una frase nel Vangelo di Luca che mi ha aiutato a capire: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!" (Lc 3,4).
Mi sono reso conto che per fare spazio alla Verità, per non intralciare il cammino del Dio che viene incontro a me, per far sì che sia Lui la Via, ho dovuto fare l’atto di coraggio di scegliere il suo programma. E ciò non solo quando viaggio, ma sempre, ogni giorno, attimo dopo attimo.
Di fronte alla bellezza del suo programma, anche quando mi costa molto perdere il mio, devo riconoscere che il Regista invisibile sa indicarmi qual è la mia vera realizzazione, la mia felicità. 

martedì 17 dicembre 2013

Bon Natale! (in romanesco)

Ne la reggia der celo, in paradiso
Li magnifici Tre stanno a consijo.
Ce sta un proggetto in aria, condiviso,
E core voce ch’ariguardi er Fijo.
L’Amore, bisbijanno, dice ar Verbo:
«Ce sèmio! E' pax romana ne la storia;
potemo sortì fora dar riserbo
e anna' a manifestà' de Dio la gloria.
Va dar Capoccia e, co’ diplomazzia,
Fajela diggerì ner giusto verzo.
Perché, resti tra noi, ‘st'economia
Ce costa assai de più che l’univerzo.
Ma, si tu sei deciso, a parer mio,
Questo è er momento giusto; fallo in fretta!
E nun je di’ che te lo detto io,
Tanto... lo sa da sempre, e se l’aspetta».
Er Fio, senza penzacce su du’ vorte,
Core dar Padre e, a testa su la spalla:
«Papà je dice, annamo pe’ le corte,
Si tu permetti noi voremmo falla…».
«Ma che?» - fa quello - «L’in-car-naz-zi-o-ne!
- riprenne er Fio, stringennose a su Padre -
Te lo confermo in tutta convinzione;
voio pijamme un corpo ed una Madre.
Così, dopo tant’anni de tristezza
E de peccato e tenebbra, l’umani
ciavranno ‘na barchetta de sarvezza;
Basta che je ce allungheno le mani!»
«Già… ma sta barca, Fio - riprenne er Padre -
che galleggi pe’ secoli su i flutti,
ce costerà un crocione: a te, a tu Madre,
a me, a lo Spirto Santo, inzomma a tutti!»
«Papà, papino bello, Abbà - fa er Fio,
pe’ gnente impressionato da ‘ste cose -
Nissuno te capisce quanto io,
ma... senza spine nun ce so’ le rose!
Suvvia guardeli là, poveri fij
Senza speranza, illusi, innotizzati
Da le gioie der monno e dai consij
De Satanasso che ce l’ha imbrojati.
Lui li straporta tutti pe’ i fonnelli
Co’ li miraggi, le bucie, cor gnente!
Ma a te so’ sempre fij e a me fratelli,
E poi so’ propio tanti, tanta gente!»
«Ma tu lo sai ner monno che t’aspetta?
- riprenne er Padre - Sai si che fanfara?
Osanna e crucifigge! Damme retta,
Famo giustizzia e via, così s’empara!»
«E’ vero - pensa er Fio - nun me conviene!»
Ma..., fissi l’occhi santi su 'sto monno,
fa carmo: «Però io je vojo bene,
e pure Te, si te conosco a fonno!»
«’Ndo’ sta lo Spirto Santo?» fa l’Eterno,
girannose co’ ‘n nodo ne la strozza.
Ma quello, con un fischio de governo,
Già aveva preparato la carozza.
Allora er Padre, in lagrime, li abbraccia,
Li bacia e dice grave: «Me fa male...
Ma, si così sta scritto, fiat, se faccia.
Va’ Fijo, t’arigalo, e... BON NATALE!»
                                    (Sandro Leoni, 1995)