venerdì 16 settembre 2011

RISORGEREMO?

Per dire qualcosa in più sulla "certezza", allego un brano di una conversazione di 
Chiara Lubich, fatta alla Radio Vaticana, il 2 marzo 1977, sul tema "l'Eucaristia",
riportato in versione audio dal  





(… )
Ma cos'è la risurrezione? Lo ha detto Gesù: "Io sono la risurrezione" (Gv 11,25).
E' lui che inizia in noi la sua vita immortale, quella che non ha sospensione con la morte. Anche se il corpo è corruttibile, la vita, Cristo, rimane e nell'anima e nel corpo come principio di immortalità.

Grande mistero questo della risurrezione per chi ragiona col metro umano.
Ma c'è un modo di vivere in cui il mistero diventa meno incomprensibile.
Se si attua con tutto l'impegno possibile il comandamento nuovo di Gesù, si fa l'esperienza che l'amore reciproco porta ad un'unità fraterna fra gli uomini che supera lo stesso amore umano, naturale.
Ora questo risultato, questa conquista, è effetto dell'attuare il comandamento di Gesù.
Egli sapeva infatti che col corrispondere nostro ai suoi immensi doni saremmo stati non più servi o amici suoi, ma fratelli suoi e fratelli fra noi, perché nutriti della stessa sua vita, cioè resi "consanguinei e concorporei con lui", come dice san Cirillo di Gerusalemme.

Ora, costruita questa famiglia del Regno dei Cieli, come si può pensare ad una morte
che stronchi l'opera di un Dio con tutte le conseguenze dolorose che questo comporta?
No: Dio non poteva metterci di fronte ad un'assurda separazione, egli doveva darci una risposta e ce l'ha data rivelandoci la verità della risurrezione della carne. Essa risulta così una conseguenza logica del vivere cristiano; essa è portatrice della gioia immensa di sapere che ci ritroveremo un giorno tutti con quel Gesù che ci ha uniti in tale modo.  (…)

                                                                        Chiara Lubich


 foto mia

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Leggendo il tuo blog ho saputo della morte di tua madre. Che dirti? Non ci sono parole. Anzi ci sono le parole... e sono la nostra adesione al Mistero.
Questa conversazione di Chiara è un capolavoro di mistica cristiana che è intrinsecamente profetica. Grazie per averlo scelto. Per me, vedovo giovane, è un balsamo che mi aiuta a vivere. Grazie. G.C.

Tanino Minuta ha detto...

Pubblico una mail che mi ha scritto Luisa. Naturalmente lei lo sa e lo permette. E' un'esperienza e come tale non c'è nente da dire.
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Ho aperto il blog e letto il post sulla vita eterna. Subito, leggendo la tua risposta sulla continuità della vita, l'impossibilità a spiegare come e perchè "senti" senza ombra di dubbio che la morte è il sigillo della vita terrena e di quella eterna, non solo condivido perfettamente il tuo pensiero e la tua esperienza, ma un' indelebile, immediato e nitidissimo pensiero avuto a 17 anni , non suffragato da alcuna rispondenza scientifica o prova, è tornato alla mia mente .

Il professore. spiegava la teoria della relatività di Einstein e ricordo che ero totalmente affascinata da una scoperta di tale portata.
Avevo letto su Einstein, anche della sua ammirevole onestà intellettuale e di come, durante l'ultima conferenza stampa concessa a Princeton poco tempo prima di morire, avesse spontaneamente parlato del suo ateismo e di quanto gli dispiacesse, perché : "là dove mi sono addentrato, ho provato emozione e stupore, attrazione e timore, e se esiste quel Dio in cui credete, vi assicuro che non ha giocato a dadi con l'universo!" Avevo pensato che fosse lo scienziato più inconsciamente credente del secolo in cui vivevo

Ma finita la lezione ricordo c'era l'intervallo, e io non ho fatto altro che andare alla finestra ed elaborare questo pensiero:
se l'accelerazione dei corpi alla folle velocità della luce si trasformava in un' incredibile potenza di energia tanto da mutarli totalmente in qualcosa la cui identità, forza e reazione oltrepassava di gran lunga il nostro pensiero e le nostre categorie, allora la nostra morte poteva benissimo essere quella soglia oltre la quale, liberatosi lo spirito nostro dalla forza di gravità, poteva subire una tale accelerazione da divenire pura energia e venire quindi riassorbito all'istante nella luce e nella potenza di Dio!

Per me in quel momento mi parve che Einstein non si fosse reso conto di aver fatto anche una scoperta incredibilmente spirituale.

Allora, pur accettando che, allora come ora, potesse essere una mia semplice fantasia agli occhi dei più, ti assicuro che da quel momento la mia già chiara fede nella sopravvivenza cristiana ha ricevuto una grande spinta "al di là" delle considerazioni comuni e sempre, quando ho subito dei lutti forti o assistito persone in fin di vita, l'attimo dopo il "loro passare la soglia" è stato un'esplosione di libertà e di gioia per loro e per la grazia di essere stata lì, e sentire che avevano recuperato tutta la loro "natura divina".

Sempre grazie.

Luisa

Anonimo ha detto...

Non per fare il solito pignolaccio ma un'indelebile (...) pensiero non si dice!
Maurizio

Anonimo ha detto...

Però non male quanto dice Luisa (Tavanti?)!