Qualcuno mi chiede perché sono ottimista.
Ho risposto per "titoli" e offro ad altri il mio pensiero:
Mi guardo attorno, ascolto la TV, accendo la radio, leggo i rotocalchi, ascolto la gente che parla nei tram, sui treni… e mi sembra di poter raccogliere alcuni pensieri:
· È finito il tempo dei parolai, di quelli che si erano preso il potere di definire l’uomo.
· Nessuno sale più in cattedra, in pulpito, nei palchi dei comizi per dire quello che si deve fare o non fare, distribuendo premi e condanne. Chi lo fa è ridicolo.
· Sono finiti chissà dove i venditori di felicità, di successo facile.
· Sono svaniti nella loro nebbia mefitica i profeti universali che aprivano scuole di libertà che toglievano la libertà.
E allora?
Dopo una tragica stagione che Terzani ha definito criminale “tutti diventiamo sempre più complici del più semplice dei crimini, l’indifferenza”:
· Siamo poveri ma sempre più prossimi alla nostra immagine.
· “Il regno di Dio è dentro di voi” è la luce di cui ciascuno è portatore e responsabile.
Questa la ragione del mio ottimismo.








