sabato 17 luglio 2010

Il trono di Dio


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Ringrazio quanti mi hanno scritto in seguito a “Che fortuna sapere che sono amato!” e riporto, con il suo permesso, parte dell’e-mail di Rosaria, una grande sostenitrice palermitana.
Dio resta nel suo trono lontano?
…anche oggi apro il tuo blog e la solita sferzata "alla Tanino" arriva subito in faccia, violenta nella sua semplicità, ma carica di significato....
Però il guaio è che io vedo ancora Dio lontano e sempre seduto in trono... anche se so che guarda proprio me ed è me che aspetta…
Rosaria
Grazie, Rosaria!
Convivi con una malattia che come uno scalpello sta sbozzando un capolavoro. Ma è l’artista a sapere l’opera che sta compiendo e a godere dei tratti che già ne anticipano la compiutezza. Quello che scrivi dimostra il tuo crudele privilegio di essere nelle mani di un Altro che ti ha depauperata di ogni tuo progetto per dartene altri da portare a termine. Per questo ti ringrazio e so di non essere solo. 
foto mie, Santuario Madonna delle lacrime, Siracusa

4 commenti:

Anna (da Nicodemo) ha detto...

Una parolina per Rosaria.

Sai, Rosaria, a molti càpita di sentire Dio lontano, su un trono. Càpita a molti e proprio a quelli che tu diresti immuni da una simile sensazione.
Quelli che a Dio "danno del Tu", quelli che Lo chiamano Papà, quello che hanno il pensiero fisso in Lui pur essendo presenti nella quotidianità ... Proprio questi, hanno dei momenti - anche molto lunghi - a cui pare loro di essere stati in qualche modo abbandonati, di essersi ingannati. In quei momenti pare anche di essere dentro un film per il quale nessuno ha chiesto di interpretare.

Càpita, Rosaria, è càpita a quelli privilegiati come dice Tanino.
Se ricordi bene anche Gesù è passato da questa situazione, anche Gesù ha avvertito un Padre lontano ... ma poi ha vinto l'amore vero, l'affetto vero, la fiducia vera.
Il rapporto con Dio è un rapporto affettivo, con il nostro cuore umano e come tutti i rapporti affettivi ha questi down: con più è grande l'amore, con più càpitano questi momenti voluti dal male per tentare - inutilmente - di allontanarci da Dio.
Ma al cuore non si comanda e quando c'è di mezzo Dio tutto si amplifica.

Di certo con più senti Dio lontano, con più Lui è vicino, vicinissimo a te: è in te perchè il tormento di non "sentirLo" è la più grande garanzia d'amore.

Ma dimmi un po': hai mai pensato cosa possa sentire Dio quando avverte la stessa cosa per noi? quando Lo sfuggiamo? quando ci cerca e noi non VOGLIAMO esserci?

Non penso di dire una bestiata, ma esiste il sentimento di Dio, se Dio è amore, esiste il sentimento di Dio.

Anonimo ha detto...

Tanino, sono capitato nel tuo blog e fa colpo "il trono di Dio" e la pregnante foto di un crocifisso (bella la foto!). Leggo che sei uno che segue i dettami di un regista che non vedi... Non so cosa dire. Anche io sono credente ma, vedendo la crudele violenza della forza malefica che agisce nella mente di persone che hanno influenza su altri, traggo la conclusione che la lotta fra tenebra e luce è fortemente in atto. Cosa ne pensi?
Resto anonimo perchè in questo momento non vedo chiaro su come entrare in battaglia, ma volevo scriverti.

Giovanna Maria ha detto...

Grazie a Dio per Rosaria e per tutti i "cirenei" di questa generazione!

Unknown ha detto...

Che bella foto! Sono rimasta colpita nel vedere che nella croce, luogo di dolore e scofitta,l'autore del blog, ha visto invece una vittoria,tanto che la croce è diventata addirittura un trono,il trono di Dio.Complimenti,per questa geniale intuizione, tra l'altro le ha portato anche fortuna in quanto il blog è molto visitato! In Teologia invece, è abbastanza normale, il Signore non è stato sconfitto, Egli ha vinto la morte con la resurrezione, per cui quel "trono " è il luogo dove è cessata la sua vita terrena, ma è anche il luogo dove viene consacrata la sua vittoria, diventando per tutti, Re e SALVATORE del mondo. Giusy Lorenzini