mercoledì 7 dicembre 2016

Tre garofani rossi

Oggi il Movimento dei Focolari celebra la sua nascita, legata a un voto di Chiara Lubich. 
Ho preso la pagina 18 del mio "Abbiamo creduto all'amore" per ricordare quel giorno.

* * * * *

... Intanto in Chiara era maturata la decisione di pronunciare il voto perpetuo di castità.

Padre Casimiro aveva fatto la “parte del diavolo”, prospettandole le conseguenze. Si era anche consultato con un altro frate molto stimato per la sua saggezza e convennero nella matura consapevolezza di quello che Chiara chiedeva di fare. Il voto, che fu sempre chiamato “volo”, avvenne la mattina del 7 dicembre 1943. Dopo circa sessant’anni da quella data, il 1° novembre 2002, Chiara raccontò di quel giorno a un gruppo di musulmani vicini al Movimento dei Focolari:

 Quando Dio mi ha chiamata a consacrarmi a Lui per sempre, il fascino di quella chiamata era così unico e alto, per il fatto di essermi donata totalmente a Dio e che Dio, l’Immenso, l’Infinito Amore, s’era, in certo modo, donato a me, che mai, mai avrei voluto che persona o cosa alcuna rompesse l’incanto di quel “tu a tu” col Signore.
Se in quel giorno, ad esempio, mi avessero detto che poi sarebbe nato un pur grande Movimento, si sarebbe come rotto in me qualcosa di divino, di inesprimibile. Questa la mia impressione.
Ben presto, tuttavia, Dio mi ha chiarito che amarlo implicava amarlo nei fratelli, avere anche un rapporto col prossimo: voleva dire amare per Dio tutti i fratelli del mondo.

Quella mattina del 7 dicembre 1943 Chiara doveva affrettarsi a casa perché aveva da fare le lezioni private a Dori [Zamboni una delle prime compagne]. Aveva in mano tre garofani rossi che andò subito a mettere davanti a un crocifisso.
«L’ho vista arrivare che scoppiava di gioia, in un tripudio indescrivibile, vorrei dire che saltava dalla gioia. Era felice, felice. Mi ha detto soltanto che era stata a una cerimonia. Ero contenta di vederla così. Non ebbi il coraggio di chiederle cos’era successo. Soltanto nel pomeriggio, dato che continuavamo le lezioni, lei mi ha raccontato quanto era avvenuto. Io sono rimasta incantata, anche se non ho capito la grandezza, la profondità di quell’atto. Non ne sapevo molto di queste cose. Diceva: “Ho sposato Dio!”.
Non ne comprendevo la bellezza. Vedere una persona così bella, così giovane, così fresca… pensarla monaca, in un convento! Le cose non mi erano chiare, però ero incantata».


1 commento:

Tanino Minuta ha detto...

Grazie Maurì! e sai perché
Ta