sabato 9 luglio 2016

“Nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,37).

I colleghi avevano preso la decisione di agire conto il nostro capo-cattedra perché ci mandava delle lettere “ingiuste” che avrebbero potuto avere conseguenze negative. Loro, sapendo che avevo un buon rapporto con il rettore, incaricano me per portargli una lettera a svantaggio del nostro capo.
Mi trovai tra l’incudine e il martello: da una parte volevo aiutare i colleghi d’altra parte mi dispiaceva agire contro il capo, perché l’università era tutta la sua vita.
Ho chiesto aiuto a Dio. Quello stesso giorno ricevo un regalo. Senza pensarci due volte, metto quel dono sulla scrivania del capo, che quando arriva mi fa chiamare chiedendomi spiegazioni. Dico che avvicinandosi Natale e mi sembra logico sottolineare che è festa e che siamo una famiglia. Lui resta in silenzio. Ne approfitto per dirgli che quelle lettere che lui ci scrive creano tra i colleghi uno strano senso di diffidenza.
Lui mi spiega che lo fa per zelo, ma “se questo rovina i nostri rapporti, non vi scriverò più queste note di rimprovero”.
Nella nostra cattedra tornò la pace e la gioia di lavorare insieme. Quando i colleghi mi chiesero cosa fosse avvenuto, non seppi spiegare che veramente “nulla è impossibile a Dio!” 

1 commento:

Anonimo ha detto...

Tanino grazie.
Sapevo di questa tua storia, ma rileggerla è incoraggiante.
Auguri!
Teresa