venerdì 19 febbraio 2010

Chi può definire l'amore?


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Ero anch’io un invitato al matrimonio che i genitori di Lorena avevano organizzato non badando a spese. Forse per dimostrare alla figlia di non essere più contrari alla sua scelta di un ragazzo che a loro non era mai andato a genio.
Ero ancora in casa dei parenti che mi ospitavano, quando mi arrivò una telefonata. Il matrimonio non ci sarebbe stato perché lo sposo non si era presentato.
Raggiunsi la famiglia della sposa. Credo che la morte di qualcuno non avrebbe provocato la disperazione che ho trovato in quella casa.
Lorena non si sapeva in quale angolo si fosse nascosta. Il padre, mio amico, una persona conosciuta per la sua sicurezza e il suo buon senso, mi sembrò invecchiato di colpo. Non sapeva cosa dire. La madre gridava con voce afona. “Che possa morire la creatura che aspetti!” a cui il marito fa eco: “il figlio di un disgraziato!”.
Difficile capire qualcosa. Il fratello di Lorena, in disparte mi confidò che Rudy sarebbe risultato affiliato alla mafia di un certo paese e che non era quella la prima volta che veniva arrestato per traffico di droga. La polizia lo aveva fermato proprio mentre stava viaggiando per raggiungere la città della sposa.
Il fatto che nessuno dei parenti dello sposo fossero arrivati aveva destato qualche sospetto. Uscii da quella casa come se mi allontanassi da una sala cinematografica dopo aver visto un film di Hitchcock.
Pensai con tristezza a Lorena. La ricordai quando felice mi aveva presentato il ragazzo. Il suo primo grande amore. La chiamai per telefono. Lei rispose.
Aveva una voce logorata dal pianto. Non avvertivo rabbia ma sofferenza acuta, solitudine, incertezza.
Mi raccontò quello che già sapevo e aggiunse che lei era sicurissima che si trattasse di un errore. Le chiesi se aveva mai avuto qualche dubbio, se nel comportamento di Rudy avesse notato qualcosa di strano, di non chiaro. Lorena non mi rispose. Poi portò il discorso sulla creatura che sente crescere in lei, garanzia di un amore eterno. Le chiesi cosa pensasse di fare e mi disse che appena il padre si sarebbe calmato, lei sarebbe andata da Rudy.
Sono passate due settimane. Mi arriva una lettera da Lorena.
«Tu non puoi capire. Anche se ora sono in un mare di angoscia, sento che il mio amore è capace di accogliere Rudy, anche se mi avesse ingannata. Come fai a non credere all’amore? Vedrai che l’avvocato sistemerà tutto. Eppure qualcosa dentro di me improvvisamente mi terrorizza. Mi avrà mentito? No, non è possibile. È troppo vero il suo amore. La creatura che ci lega per sempre è la parte migliore di noi. Vivremo per lei. La notte non dormo tranquilla. Incubi tremendi mi soffocano. Mordo il cuscino. Non voglio che i miei sappiano che sono sull’orlo del crollo totale. Mia madre è accanto a me ma da quel giorno è crollata. Non ha detto più una parola. Mio padre è preoccupato piuttosto della vergogna che ha distrutto la sua famiglia che di me.
Non so cosa dirti. Mi sento ai margini della vita. Voglio che la nostra creatura sia il fiore più bello di tutta la nostra famiglia».

Foto mia
   
  

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie per questa storia.
Mi a colpito molto.

Grazie anche per questo Blog: per quanto grazie a te Tanino e a tutti possiamo condividere.

Grazie, Davide Scarano

Tanino Minuta ha detto...

Grazie a te Davide!
posso dirti di più della storia.
scrivimi a questo indirizzo:

segr.rivista@cittanuova.it

per Tanino Minuta

Cao, Grazie!
Tanino