mercoledì 6 febbraio 2013

Come passare dalla morte alla vita?




Gino, a commento di “passare dalla morte alla vita” mi chiede se posso rispondere a queste domande:
"Dipende dalla mia libertà questo passaggio dalla morte alla vita?
Non c'è bisogno di qualche spintarella?
Tu dici che non sai come sei andato a trovare questo malato. L'hai voluto tu o sei stato spinto da qualche circostanza?”
Rispondo volentieri a Gino e lo ringrazio per aver posto la domanda. Non pensare, Gino, che io abbia tutto chiaro, ma ti offro ciò che la vita mi insegna.

Proprio ieri a conclusione di una giornata piena e ricca, dove ero riuscito a fare tutto quello che mi ero proposto, faccio una telefonata che mi rovina tutta la giornata. La prima reazione è stata quella di dimostrare che un certo mio modo di agire era stato conseguenza di un certo modo d’agire dell’altra persona. E il pensiero girava attorno alla ricerca di come dimostrare la colpa a chi aveva sbagliato.
Soltanto quando mi son messo davanti a Dio Amore e ho accettato la contrarietà come un dono, dando la colpa soltanto a me, mi sono reso conto che stavo prendendo una strada sbagliata, forse la più spontanea, ma non certo quella giusta. Io volevo agire per vendetta, per difendermi, per non rovinare la mia immagine.
Poi sono andato a dormire e in piena notte mi sono svegliato con la forte sensazione di quello che era successo, ma con una grande gioia: poter vivere fino in fondo un dolore “ingiusto” ma accolto per amore verso l’altra persona.
Ora che rispondo a te, Gino, ho l’impressione che Dio mi abbia permesso di sperimentare quello che voglio dirti:
Ci vuole piena libertà, tutta la libertà per fare questo passo.  
La spinta sono tutte le occasioni che ci capitano. Solo che dobbiamo avere gli occhi aperti.
La libertà in noi deve diventare “amore” e spingerci a fare il passo per amore, non per giustizia o per altro. Se la mia ricerca della giustizia non è amore, è segno che non sono ancora libero.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

GRAZIE!!!
M e Z

Anonimo ha detto...

grazie per questa condivisione Tanino, ma proprio ieri mi è capitato di essere avvicinata da una persona, che conosco da tanto che mi ha confidato: "sai che è proprio difficile poter parlare con te!" ... caspita mi son detta, dove sbaglio? io che ho fatto della comunicazione profonda d'anima l'ingrediente principale del mio vivere in famiglia e con gli altri. come può essere? ed io, in tutta onestà non sono riuscita a fare il passo che hai fatto tu. sono così stanca dei giudizi!!!
Grazie Tanino, vi leggo sempre.

Anonimo ha detto...

Vedi, Tanino, la cosa più difficile non è amare, ma rinnegare le proprie convinzioni. Io riesco ad amare e resto "illeso" ma perdere una mia idea... insomma il mio è un amore, un ascolto che non mi comprometta, che non mi coinvolga più di tanto.
Tema astruso quello che hai preso... ma grazie.
Tiziano

Anonimo ha detto...

Morte, vita, libertà, amore, giustizia: questo post ci tocca dentro !!
Chi ha scritto:
"sono così stanca dei giudizi", io la sento vicina.
Chi ha scritto: "perdere una mia idea... è difficile", a me sembra di capirlo.
Ieri volevo scrivere qualcosa di analogo, ma non riuscivo a esprimermi con la brevità, la chiarezza la semplicità necessaria qui.
Oggi, in unità con chi ha scritto e ringrazio dico:
Siamo persone che amiamo e per motivi a noi incomprensibili non ci sentiamo amate da chi vive con noi.
Siamo persone che soffrono perchè i nostri modi e i nostri tempi di amare non funzionano, non producono reciprocità - e non sappiamo perchè.
Siamo persone che soffrono perchè la nostra ricerca di giustizia suscita indifferenza, incomprensione, ostilità.
Siamo persone che soffrono perchè le nostre idee vengo rifiutate, non capite.
Eppure la VITA è di più:
io mi sento unita a voi quando le vostre parole scritte su questo blog mi risuonano dentro come vere sia per voi sia per me, sia per Tanino che decide di "postarle ";
io mi sento amata dal Signore della Vita quando tramite qualcuno(una collega ?) o qualcosa (un libro ?)mi fa arrivare un messaggio che mi da la forza di continuare ad "esserci", nonostante tutto...il resto.
Un abbraccio C.G.
P.S: scusatemi se neppure oggi sono stata sintetica, ma ieri sarei stata astrusa....oggi ho cercato di non esserlo !!!!

Anonimo ha detto...

Grazie, C.G.!
siamo tutti in cammino, in cordata direbbero gli alpinisti.
Legati l'uno all'altro più di quanto immaginiamo.
grazie per le tue parole.
Franco

Anonimo ha detto...

Tanino, il Papa ha proclamato questo come anno della fede.
Queste belle chiacchierate con te e con molti che collaborano sono una specie di salotto dove ci scambiamo domande ed esperienze.
Può darsi che te l'hanno già chiesto, ma per te cos'è la fede?
M.Teresa

Anonimo ha detto...

sì, Tanino anch'io ti chiederei la stessa cosa che ti ha chiesto M. Teresa.
Sono il solito del Lazio-nord.
ciao!