giovedì 9 luglio 2015

Il bancomat

Bancomat è il nome con cui vengono chiamati in Europa e in alcuni paesi dell'Est i sistemi per il prelievo automatico di denaro contante dal proprio conto corrente bancario. Giorni fa mi sono incontrato con alcune persone che volevano qualche parola di approfondimento sul rapporto tra la fragilità umana e la misericordia di Dio.
Mi ero appena imbattuto nella definizione di Bancomat rilasciatami da google, esattamente quella che ho riportato all’inizio di questa pagina.
Dopo aver salutato queste persone, a bruciapelo, prima ancora che si sedessero, chiedo: “So che voi, dopo questa nostra conversazione, vorrete anche fare la confessione. Ma questa richiesta è una pretesa o un diritto?” Dopo la prima esitazione…mi fecero capire che non avrebbero saputo rispondere. Anche se tendevano a pensare che la confessione è un umile richiesta di perdono.
Ma io ho insistito: “secondo voi è una pretesa o un diritto? Pretesa è il voler ottenere ad ogni costo qualche cosa di cui non si ha nessun diritto; mentre un diritto si esercita prendendo o impossessandosi di qualcosa che ci appartiene…
Dopo una lenta e laboriosa attesa della risposta che ha provocato una liberante e rasserenante riflessione, uno di loro, guardando in faccia gli altri, temendo di essere temerario, ha azzardato: “A pensarci bene, la confessione è un diritto al perdono”.
Aggiunge che la carta che infila nello sportello manifesta il diritto di prelevare la quantità di denaro di cui necessita e di cui pure ha diritto perché la chiede al proprio conto corrente. Quindi posso con diritto chiedere quanto mi consente il deposito in banca.
I nostri peccati sono il nostro bancomat consegnato allo sportello del confessionale per ritirare tanta misericordia quanta ne chiede la miseria donata.
Di quanta misericordia dispone il conto corrente bancario di ogni uomo? Infinita, mi risponde. Allora è chiaro che ho sempre, comunque diritto di prelevare tanta misericordia quanta ne richiede ogni momento la mia miseria.
Dio è mio; mia è la misericordia infinita. E’ proprio Dio che mi invita a far festa con Lui ogni volta che, senza la minima esitazione, sollecitato dalle mie miserie, vado a prendere  la parte che mi spetta.
C’è allora più gioia in cielo perché finalmente c’è chi ha capito che per ogni miseria, piccola o grande, donata a Dio, cresce la gioia, aumenta la gloria in cielo. Sopra ogni peccato immerso nel braciere del fuoco misericordioso, Dio può far brillare la fiamma del suo amore.


p. Andrea Panont

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Simpatica storiella!
Chi è l'autore?
Gemma

Tanino ha detto...

Padre Andrea Panont è un carmelitano veneto, arguto e ottimista, che sa dire il vangelo con esempi e allegorie molto vivaci.
Avendolo conosciuto direi che lui è esattamente come le sue storie.
Ciao, Gemma,
Tanino