mercoledì 2 gennaio 2013

Parola di Vita gennaio 2013



«Andate dunque e imparate che cosa significhi: misericordia io voglio e non sacrifi­cio» (Mt 9,13).

«… misericordia io voglio e non sacrificio».
Ricordi quando Gesù ha detto queste parole?
Mentre era seduto a mensa, alcuni pubblicani e peccatori s’erano messi a tavola con lui. Accortisi di questo, i farisei avevano detto ai suoi discepoli: «Perché il vostro Maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». E Gesù, sentite queste parole, aveva risposto:
«Andate dunque e imparate che cosa significhi: misericordia io voglio e non sacrifi­cio».
Gesù cita qui una frase del profeta Osea e questo fatto dimostra che a Gesù piace il concetto lì contenuto: è infatti la norma secondo la quale Egli stesso si comporta. Essa espri­me il primato dell’amore su qualsiasi altro comandamento, su qualsiasi altra regola o precetto.
È questa la novità del cristianesimo. Gesù è venuto a dire che Dio vuole da te, nei con­fronti degli altri uomini, prima di tutto l’amore e che questa volontà di Dio era già stata an­nunciata nelle scritture come lo dimostrano le parole del profeta Osea.
L’amore è per ogni cristiano il programma della sua vita, la legge fondamentale del suo agire, il criterio del suo muoversi.
Sempre l’amore deve prendere il sopravvento sulle altre leggi. Anzi: l’amore per gli altri deve essere per il cristiano la solida base su cui può legittimamente attuare ogni altra norma.
«… misericordia io voglio e non sacrificio».
Gesù vuole amore e la misericordia è una sua espressione.
Ed Egli vuole che il cristiano viva così anzitutto perché Dio è così.
Per Gesù, Dio è prima di tutto il Misericordioso, il Padre che ama tutti, che fa sorgere il sole e fa piovere sopra i buoni e i cattivi.
Gesù, perché ama tutti, non teme di stare con i peccatori e in questo modo ci rivela chi è Dio.
Se Dio, dunque, è così, se Gesù è tale, anche tu devi nutrire identici sentimenti.
«… misericordia io voglio e non sacrificio».
«… e non sacrificio».
Se non hai l’amore per il fratello, a Gesù non piace il tuo culto. Non gli interessa la tua preghiera, l’assistenza alla Messa, le offerte, che puoi fare, se tutto ciò non fiorisce dal tuo cuore in pace con tutti, ricco di amore verso tutti.
Ricordi quelle sue parole tanto incisive del discorso della montagna? «Se dunque pre­senti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono».
Esse ti dicono che il culto che più piace a Dio è l’amore del prossimo, che va messo alla base anche del culto verso Dio.
Se tu volessi fare un dono a tuo padre mentre sei in collera con tuo fratello (o tuo fra­tello con te) che ti direbbe tuo padre? «Mettiti in pace e poi vieni pure a offrirmi ciò che desi­deri».
Ma c’è di più. L’amore non è solo la base dl vivere cristiano. Esso è anche la via più di­retta, per stare in comunione con Dio. Lo dicono i santi, lo sperimentano i cristiani che vivono la loro fede: se aiutano i propri fratelli, soprattutto i bisognosi, cresce in loro la devozione, l’unione con Dio si fa più forte, avvertono che esiste un legame fra loro e il Signore: ed è ciò che dà più gioia alla loro vita.
«… misericordia io voglio e non sacrificio».
Come vivrai allora questa nuova Parola di Vita?
Non porre discriminazioni fra gli uomini che hanno contatto con te, non emarginare nessuno, ma a tutti offri quanto puoi dare, imitando Dio Padre. Aggiusta piccoli o grandi screzi che dispiacciono al Cielo e t’amareggiano la vita, non lasciare tramontare il sole – come dice la Scrittura – sulla tua ira, verso chiunque.
Se ti comporterai così, tutto ciò che farai sarà gradito a Dio e rimarrà nell’eternità. Sia che tu lavori o riposi, sia che tu giochi, o studi, sia che tu stia con i tuoi figli, o che tu porti la tua signora a spasso, sia che tu preghi, o ti sacrifichi, o adempi quelle pratiche religiose che convengono alla tua vocazione cristiana, tutto, tutto sarà materia prima per il Regno dei Cieli.
Il Paradiso è una casa che si costruisce di qua e si abita di là. E si costruisce con l’amore.
Chiara Lubich

Pubblicato nel Giugno 1981

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grande Chiara!
Una grande possibilità!
Grazie,
Gianna