Mia madre, Lillina, ha concluso il suo santo e ricco viaggio il 15 agosto scorso.
Fino all'ultimo respiro ci ha spiegato cosa significa essere madre.
La sua immensa eredità è, come mi scriveva qualcuno, dentro noi figli, nei parenti, nei molti amici che non l'hanno mai lasciata sola, in quanti sono stati beneficiati dalla sua presenza, dal suo sorriso, dal suo consiglio, dal suo coraggio di vivere e di morire.
Ringrazio quanti mi hanno manifestato il loro affetto.
Foto mia: dall'ombra alla luce
domenica 21 agosto 2011
giovedì 11 agosto 2011
Lo spazio del "sì"
L'uomo è destinato a raggiungere lo spazio del "sì".
E' il compimento dell'esistenza, è l'inizio dell'eternità.
Foto mia, Devin
sabato 6 agosto 2011
Nel gioco della vita
Sono sempre più convinto che la trasformazione della mia vita, e quindi dell’umanità intera, avviene sempre e soltanto attraverso la carità, attraverso quella misura d’amore che riesco a mettere nelle azioni, negli incontri, nel sorriso…, nel “sì” di ogni attimo al gioco della vita che mi si rivela soltanto se sto al gioco.
foto mia
mercoledì 27 luglio 2011
INSIEME SIAMO VERITA'
Cari amici,
quando ieri ho letto il ringraziamento di Chiara (vedi commento al precedente inserto), ringraziamento rivolto non soltanto a me, ma a quanti le hanno detto qualcosa, mi si è presentata l’immagine di un cerchio che si chiude. Come una storia arrivata al compimento.
Dove sta il compimento?
È evidente: il giro di comunione che si è creato, piccolo giro ma significativo, è segnale di una qualità di vita di cui abbiamo bisogno.
Questo fatto mi ha detto, ancora una volta, INSIEME SIAMO VERITA’.
Insieme sappiamo vedere, insieme possiamo navigare in mezzo al minaccioso pelago della vita.
Vi ringrazio tutti.
Ringrazio soprattutto Chiara che ha saputo aprire la comunione.
Il blog è veramente uno spazio nostro. Come simpaticamente scriveva Speranza, il blog è diventato un club.
Infinitamente grato,
Tanino
foto mia
sabato 23 luglio 2011
per rispondere a CREDERE NELL'UOMO? (2)
Cara Chiara,
mentre leggevo la tua esperienza, mi sono venuti alla mente vari episodi simili al tuo, vissuti proprio come te: mettendomi nei panni dell'altro, credendo alla buona fede, non giudicando, nella semplicità dell'amore... E poi scoprire l'inganno, sentir bruciare la delusione, rimanere un pò frastornata, con domande sospese...
Ma poi, ogni volta, comprendere che quel che vale nell'amore è amare, che ciò che si è dato resta per sempre, che nessun gesto disinteressato va perduto. E, come in una semiretta, sappiamo da dove parte, dal nostro cuore, ma poi va all'infinito: mi piace pensare direttamente nel Cuore di Dio, che solo saprà veramente apprezzare e dar peso al nostro agire.
Un abbraccio grande e.....benvenuta nel club!!!
Speranza
Foto di Maurizio Mosconi, Castelluccio
venerdì 22 luglio 2011
per rispondere a CREDERE NELL'UOMO?
Prudenti come i serpenti e semplici come le colombe
Occorre trattare ognuno con rispetto, con prudenza e con una semplicità evangelica... Questo è conforme all'esempio di Gesù: dar prova della semplicità più attraente, senza pure abbandonare la prudenza dei sapienti e dei santi che Dio aiuta. La semplicità può suscitare, non dico dello sdegno, ma una minore considerazione da parte dei furbi. Non importa se i furbi, di cui non si deve tenere alcun conto, infliggono qualche umiliazione con i loro giudizi e le loro battute di spirito; tutto torna a loro danno e confusione. Chi è «semplice, retto e temendo Dio» è sempre il più degno e il più forte. A condizione naturalmente, che sia sempre sostenuto da una prudenza saggia e piena di grazia.
È semplice chi non si vergogna di confessare il Vangelo anche davanti a uomini che vedono in esso soltanto una debolezza e una puerilità, e di confessarlo in ogni sua parte, in ogni occasione e in presenza di chiunque. Non si lascia ingannare o trascinare dal prossimo nel suo giudizio, e non perde la serenità dell'anima qualunque sia l'atteggiamento che gli altri assumono nei suoi confronti.
È prudente chi sa tacere una parte della verità che sarebbe inopportuno manifestare, e che può tacere senza che il suo silenzio alteri o falsifichi la parte della verità che ha detta; egli sa raggiungere li buoni fini che si propone, scegliendo i mezzi più efficaci... ; in ogni circonstanza distingue l'essenziale e non si lascia ingombrare dall'accessorio...; all'inizio di tutto ciò, egli spera la riuscita da Dio solo.
Non c'è nulla nella semplicità che contraddica la prudenza, e viceversa. La semplicità è amore; la prudenza è pensiero. L'amore prega, l'intelligenza veglia: «Vegliate e pregate» (Mt 26,41). In una conciliazione perfetta. L'amore è come la colomba che geme; l'intelligenza, rivolta all'azione, è come il serpente che non cade mai a terra, né si urta, perché avanza tastando con il capo ogni asperità del terreno.
È semplice chi non si vergogna di confessare il Vangelo anche davanti a uomini che vedono in esso soltanto una debolezza e una puerilità, e di confessarlo in ogni sua parte, in ogni occasione e in presenza di chiunque. Non si lascia ingannare o trascinare dal prossimo nel suo giudizio, e non perde la serenità dell'anima qualunque sia l'atteggiamento che gli altri assumono nei suoi confronti.
È prudente chi sa tacere una parte della verità che sarebbe inopportuno manifestare, e che può tacere senza che il suo silenzio alteri o falsifichi la parte della verità che ha detta; egli sa raggiungere li buoni fini che si propone, scegliendo i mezzi più efficaci... ; in ogni circonstanza distingue l'essenziale e non si lascia ingombrare dall'accessorio...; all'inizio di tutto ciò, egli spera la riuscita da Dio solo.
Non c'è nulla nella semplicità che contraddica la prudenza, e viceversa. La semplicità è amore; la prudenza è pensiero. L'amore prega, l'intelligenza veglia: «Vegliate e pregate» (Mt 26,41). In una conciliazione perfetta. L'amore è come la colomba che geme; l'intelligenza, rivolta all'azione, è come il serpente che non cade mai a terra, né si urta, perché avanza tastando con il capo ogni asperità del terreno.
Dal “Giornale dell’anima” del Beato Giovanni XXIII, papa
Foto mia
Foto mia
mercoledì 20 luglio 2011
CREDERE NELL'UOMO?
Pubblico un commento che una lettrice ha lasciato nel precedente post e si rivolge a me e ai lettori del blog.
Avevo bisogno di credere nell'uomo, oltre che in Dio....è stata una scelta la mia....ora mi sento oltremodo stupida e infelice. Chiedo a te e ai tuoi lettori e lettrici una parola, grazie!
Questi i fatti:
Tornavo a casa dopo il lavoro, a piedi verso la fermata della metropilitana, mi avvicina un giovane dicendo di essere stato derubato del marsupio che teneva sulla spalla e chiedendomi un prestito per pagare il parcheggio e l'autostrada e poter tornare a casa, in un paese fuori città.
Aveva chiesto aiuto ad altri, mi dice, ma nessuno l'aveva aiutato, mi prega di farlo io.
Mi dice di essere proprietario della CREMERIA DOLCEVITA in una cittadina di provincia "se ti capita di passare ..." e mi scrive i suoi dati :
Nome e cognome: LUCA A....
Indirizzo: Via Cascinotto 64
Cellulare 3465..... (inutile dire che risulta spento...)
Per lui sono entrata inutilmente in alcuni bar x scambiare una banconota...nell'ultimo ho comprato qualcosa così ho avuto il mio resto
Gli ho dato € 15 ed il mio n. di cellulare.
Mi ha garantito che mi avrebbe fatto una ricarica pari al prestito e mi avrebbe richiamato entro poche ore.
Non mi ha richiamato.
Tramite internet ho scoperto che in quella cittadina c'è una PIZZERIA DOLCEVITA, non una cremeria...
Sono passati alcuni giorni, mi sono detta che sarebbe bastato accertarmi che avesse con se il cellulare e le chiavi dell'auto x smascherarlo: il portafoglio era nel marsupio… rubato...e il cellulare e le chiavi dell'auto no ???.. Non c'era nessuna auto nel parcheggio… e nessun casello autostradale da passare...vero ??
Forse, smascherato, da gentile ed educato si sarebbe trasformato in violento, meglio è stato stare al suo gioco ...
Quando mi ha chiesto il denaro ho deciso di credergli, 15 € era una somma che ero disposta a "investire" in cambio della GIOIA DI SAPERE DI AVERE AIUTATO UNA PERSONA ONESTA.
"Tratta gli altri come vorresti essere trattata" è una regola che ho interiorizzato e che in quel momento - in una situazione di pressing - mi sarei sentita in colpa a ignorare.
Perciò non mi sono allontanata da lui senza prestargli ascolto, cavandomela più a buon mercato con un semplice ed educato"Mi space non ho tempo vado di fretta".
Non sono certo la prima e neppure l'ultima a cui accade, vero..succede a tanti sprovveduti e ingenui e a quanti altruisti e ideallisti?
Ciao Chiara
Questi i fatti:
Tornavo a casa dopo il lavoro, a piedi verso la fermata della metropilitana, mi avvicina un giovane dicendo di essere stato derubato del marsupio che teneva sulla spalla e chiedendomi un prestito per pagare il parcheggio e l'autostrada e poter tornare a casa, in un paese fuori città.
Aveva chiesto aiuto ad altri, mi dice, ma nessuno l'aveva aiutato, mi prega di farlo io.
Mi dice di essere proprietario della CREMERIA DOLCEVITA in una cittadina di provincia "se ti capita di passare ..." e mi scrive i suoi dati :
Nome e cognome: LUCA A....
Indirizzo: Via Cascinotto 64
Cellulare 3465..... (inutile dire che risulta spento...)
Per lui sono entrata inutilmente in alcuni bar x scambiare una banconota...nell'ultimo ho comprato qualcosa così ho avuto il mio resto
Gli ho dato € 15 ed il mio n. di cellulare.
Mi ha garantito che mi avrebbe fatto una ricarica pari al prestito e mi avrebbe richiamato entro poche ore.
Non mi ha richiamato.
Tramite internet ho scoperto che in quella cittadina c'è una PIZZERIA DOLCEVITA, non una cremeria...
Sono passati alcuni giorni, mi sono detta che sarebbe bastato accertarmi che avesse con se il cellulare e le chiavi dell'auto x smascherarlo: il portafoglio era nel marsupio… rubato...e il cellulare e le chiavi dell'auto no ???.. Non c'era nessuna auto nel parcheggio… e nessun casello autostradale da passare...vero ??
Forse, smascherato, da gentile ed educato si sarebbe trasformato in violento, meglio è stato stare al suo gioco ...
Quando mi ha chiesto il denaro ho deciso di credergli, 15 € era una somma che ero disposta a "investire" in cambio della GIOIA DI SAPERE DI AVERE AIUTATO UNA PERSONA ONESTA.
"Tratta gli altri come vorresti essere trattata" è una regola che ho interiorizzato e che in quel momento - in una situazione di pressing - mi sarei sentita in colpa a ignorare.
Perciò non mi sono allontanata da lui senza prestargli ascolto, cavandomela più a buon mercato con un semplice ed educato"Mi space non ho tempo vado di fretta".
Non sono certo la prima e neppure l'ultima a cui accade, vero..succede a tanti sprovveduti e ingenui e a quanti altruisti e ideallisti?
Ciao Chiara
foto mia
martedì 19 luglio 2011
IL CORAGGIO DI UN PADRE
Ci alzeremo in piedi ogni volta che
la vita umana viene minacciata...
Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita
viene attaccata prima della nascita
Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha
l'autorità di distruggere la vita non nata...
Ci alzeremo quando un bambino viene visto
come un peso
o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione
e grideremo che ogni bambino
è un dono unico e irripetibile di Dio...
Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio
viene abbandonata all'egoismo umano...
e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale...
Ci alzeremo quando il valore della famiglia
è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...
e riaffermeremo che la famiglia è necessaria
non solo per il bene dell'individuo
ma anche per quello della società...
Ci alzeremo quando la libertà
viene usata per dominare i deboli,
per dissipare le risorse naturali e l'energia
e per negare i bisogni fondamentali alle persone
e reclameremo giustizia...
Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti
vengono abbandonati in solitudine
e proclameremo che essi sono degni di amore,
di cura e di rispetto.
la vita umana viene minacciata...
Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita
viene attaccata prima della nascita
Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha
l'autorità di distruggere la vita non nata...
Ci alzeremo quando un bambino viene visto
come un peso
o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione
e grideremo che ogni bambino
è un dono unico e irripetibile di Dio...
Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio
viene abbandonata all'egoismo umano...
e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale...
Ci alzeremo quando il valore della famiglia
è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...
e riaffermeremo che la famiglia è necessaria
non solo per il bene dell'individuo
ma anche per quello della società...
Ci alzeremo quando la libertà
viene usata per dominare i deboli,
per dissipare le risorse naturali e l'energia
e per negare i bisogni fondamentali alle persone
e reclameremo giustizia...
Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti
vengono abbandonati in solitudine
e proclameremo che essi sono degni di amore,
di cura e di rispetto.
Giovanni Paolo II
Foto mia: Banska Stavnica (SK)
domenica 17 luglio 2011
LA COLPA DELL'ALTRO
Domenica mattina. Con un amico andiamo a prendere il giornale.
Lungo il marciapiede vediamo una signora, molto ben vestita, che sta aprendo la cassetta delle lettere. Poi con fare molto naturale, butta a terra tutti i fogli di propaganda. Richiude con eleganza la cassetta.
Lungo il marciapiede vediamo una signora, molto ben vestita, che sta aprendo la cassetta delle lettere. Poi con fare molto naturale, butta a terra tutti i fogli di propaganda. Richiude con eleganza la cassetta.
Dopo aver preso il giornale, entriamo in un bar per un caffè. La stessa signora incontrata prima sta finendo di bere il suo cappuccino e, guardando fuori dal bar si lamenta, con un linguaggio da carrettiere, di un ragazzone seduto ai tavolini che fuma e butta a terra la cenere. “Questi stranieri sporcano la nostra cittadina. Che tornino nei loro porcili!”
Cerco di guardarla bene per capire se si tratta della stessa signora incontrata prima. È lei. Sarebbe il momento di dirle qualcosa. Ma quando qualcuno è convinto che è sempre l’altro il colpevole, come dirglielo?
Foto mia
mercoledì 13 luglio 2011
IL PREGIUDIZIO
(Rispondo ancora a Ubaldo, alla domanda su chi mi dà la certezza che questo modo di vedere le cose sia giusto).
Ho imparato a non lasciare solidificare in me nessun pregiudizio. Quando, per difendere un pensiero "giusto" non ho fatto così, ho notato che è cresciuto in me un irrigidimento che lentamente si raggrumava e si induriva in squama davanti al mio occhio e deviava la vista sulla realtà.
La mia "certezza" viene dall’esperienza della vita!
foto mia
Iscriviti a:
Commenti (Atom)

