giovedì 27 marzo 2014

Un'opera d'arte vorrebbe sopravvivere al suo autore



Maurizio mi segnala questa citazione di Brodskij che avevo letto anni fa, ma che mi appare sempre più vera. 

“Un’opera d’arte vorrebbe sempre sopravvivere al suo autore. Si potrebbe dire, parafrasando il filosofo, che scrivere poesia è un modo, anch’esso, di esercitarsi a morire. Ma, a parte la pura necessità linguistica, ciò che spinge a scrivere non è tanto una preoccupazione per la caducità della propria carne quanto l’impulso a salvare certe cose del proprio mondo – della propria civiltà personale, della propria continuità non-semantica. L’arte non è un’esistenza migliore, ma è una esistenza alternativa; non è un tentativo di sfuggire alla realtà, ma il contrario, un tentativo di animarla. E’ uno spirito che cerca la carne ma trova parole.” 

Fuga da Bisanzio, Josif Aleksandrovič Brodskij, poeta russo (1940-1996)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Quanti ricordi!
Ripellino ce ne parlava.
Auguri, Gaetano!
R.

Anonimo ha detto...

Eh, sì. tempi di poesia...
Ciao,
Em.

Anonimo ha detto...

" ... L’arte non è un’esistenza migliore, ma è una esistenza alternativa; non è un tentativo di sfuggire alla realtà, ma il contrario, un tentativo di animarla. E’ uno spirito che cerca la carne ma trova parole."
C'è da riflettere e stupirsi.
Grazie!
Luca

Anonimo ha detto...

Grazie, Tanino.
Bella e significativa anche la foto.
Buon lavoro,
Giulia