lunedì 8 giugno 2015

Il consiglio di Nikola Kopilovic

Ciao a tutti, mi chiamo Nikola Kopilovic, vivo a Belgrado in Serbia e ho 18 anni. Ho finito il triennio dell’istituto commerciale e mi sono iscritto al quarto anno, ma proprio prima di dare i primi esami mi sono ammalato...

...Imparate pure dal passato, fate pure piani per il futuro, ma più importante è vivere l’attimo presente, è questo che ho imparato in questo paio di mesi. Sappiate che la vera felicità si raggiunge con piccoli segni di attenzione e non preoccupatevi del domani, perché quando imparate a non preoccuparvi del domani vi sentirete molto meglio. Se vi arrivano pensieri negativi, cambiateli subito con altri positivi e fate così ogni volta che vi arrivano e col tempo i pensieri negativi spariranno. Amate chi vi passa accanto e siate sempre riconoscenti di tutto quello che avete.





5 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Tanini,
un abbraccio dall'Ungheria!

Zoltan Bohan ha detto...

Ciao!

Anonimo ha detto...

Grazie Tanino di questa commovente testimonianza.
Il dolore non è un bene ma rivela chi è l'uomo.
Ciao, Eugenio

Anonimo ha detto...

Ho vissuto anch'io la malattia di una figlia.
Più forte di ogni male è l'amore.
Posso affermare che il dolore provocato dalla malattia di una persona cara ha cambiato la nostra esistenza.
Grazie per queste testimonianze così vitali.
Susy

Anonimo ha detto...

La mia storia è questa. Mi sono ammalata prima di compiere 40 anni.
Ero in forma, invidiata per la mia eleganza e semplicità. Ed ecco la devastazione della malattia.
Mio marito, pur dicendomi e volendomi dimostrare la sua vicinanza e il suo amore "eterno", lentamente, lentamente, giorno dopo giorno si è chiuso nella sua solitudine e si è aperto ad altro amore: più giovane di me, sana, bella...
La mia vera malattia è stato questo trauma, questa imprevista e inimmaginabile solitudine.
Al fondo dell'annientamento, con la faccia sulla polvere, ho riconosciuto il mio niente. Ho gridato e nessuno raccoglieva le mie urla di dolore e di rabbia.
Non è facile riconoscere di essere niente accanto a qualcuno che ti ha dichiarato che sei tutto per lui.
Niente.
Mi ha salvato la fede. Forse è sbocciata proprio da lì, dal niente.
Dal mio inferno giurai, come per la prima volta, la mia fedeltà all'amore.
Non sono guarita, sto ancora lottando, ma ormai so come si vive.
Mio marito ha riconosciuto la sua meschinità e le sue paure. L'ho accolto senza chiedere nulla.
Ora distanti e vicini, contempliamo il mistero della vita.
Tanino, leggo il tuo blog e ne traggo pace e serenità.
Ciao. G.